CHIACCHERA DEL VICOLO:
La mia pelle brucia, il mio corpo brucia, il mio volto brucia.
Com’è fragile l’immortalità…
“Baltazaar, 3° Luogotenente Castello Croathander”
VOCI DALLA FORESTA:
Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi
Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante
Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna
Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina
Ivan nei panni di Beren: Mezzelfo Warlock dell’Immondo
Marko nei panni di Rohan: Umano Guerriero Maestro di Battaglia
Il risveglio è caotico per tutti, fatta eccezione di Beren che ricorda solamente il desiderio espresso di fronte la stella cadente. Purtroppo, ferite lievi vengono ritrovate anche su di lui all’altezza delle caviglie come se qualcuno gli avesse impedito la fuga. Tutti gli altri si svegliano con gli stessi tagli di cui hanno memoria, ma a questi se n’è aggiunto uno circolare tutto attorno lo stomaco.
Per Seinih è chiarissimo che siano morti, ma c’è qualcuno che li vuole tenere in vita; Beren collega immediatamente l’accaduto con il proprio sogno, c’è un però: Aliant e Amdir, ormai incantatori di alto livello, sanno benissimo che esprimere un desiderio non fa ottenere mai direttamente il proprio obbiettivo, ma scatena una serie di eventi che faranno in modo che ciò accada.
Quindi, c’è qualcuno che li vuole assolutamente vivi e il sospettato principale è l’essere superiore che porta il nome di Tsereni.
Senza alcuna paura si riparte alla volta di Vulcano Sopito, questa volta però si ha un piano ben studiato, grazie allo Scrutare di Amdir.
I non morti vengono trovati a fare le stesse cose del giorno precedente; prima Seinih fa da esca per quello alato, poi Amdir attira la guardia sottorranea utilizzando la propria forma elementale di terra. Nel giro di un paio di minuti fanno pulizia dei problemi più grossi, grazie alla letale combo tra l’incantesimo Velocità di Aliant e le frecce di Rohan. Non rimangono che i non morti più piccoli, ma una volta sorpresi di loro rimane solamente polvere.
In lontananza si intravedono delle rovine con una leggera nebbia magica che le avvolge in toto; Beren manda avanti il proprio famiglio a controllare e quest’ultimo trova ossa completamente spolpate, ma nemmeno una goccia di sangue prima, per poi essere ucciso in un battito di ciglia.
Da una veloce analisi Aliant nota che la nebbia è intrisa di aura di invocazione e riconosce l’incantesimo Scagliare Maledizione che la permea.
Addentrati senza timore, la prima cosa che salta all’occhio sono le rovine distrutte non a causa del tempo, in secondo luogo Seinih sente una presenza muoversi attorno a loro, ma non riesce a vederla in alcun modo, alchè passa alla maniere forte provocandola.
Il nemico si rivela come un vampirizzato molto intelligente e dal tipico aspetto di un guerriero, egli, non ha intenzione immediate di combattere vuole fare comprendere il motivo per cui Castello Croathander stia cercando di prendersi l’altopiano dell’ Junkrat. Spiega la triste storia di Alexander, di quanto lui non sia compreso nei sacrifici e nelle azioni, a quanto abbia rinunciato.
Il problema sorge nel momento in cui per primo Beren e poi Seinih iniziano ad elencare il male che hanno fatto a tribali che non c’entravano nulla in tutto questo. Baltazaar non si fa problemi nel rispondere sinceramente: loro come lui sono ormai creature estremamente potenti, dalle capacità di sovvertire interi regni, nell’agire è totalmente inutile tenere conto del popolano piccolo e inerme.
Dopo queste parole immediatamente ci si lancia in combattimento. Viene bruciata da Aliant un’immagine illusoria del nemico e grazie ai suoi sensi fini il ladro individua immediatamente il vampirizzato colpendone solo l’armatura.
Tra incantesimi e colpi d’arme il nemico riesce a mettere a segno un colpo devastante su Seinih mordendole il collo e marchiandola, ma prima di cadere a terra senza sensi questa riesce ad accoltellare la schiena del nemico. Immediatamente si passa alle armi pesanti, una serie di colpi devastanti sono messi a segno da Rohan, seguiti da un’esplosione di energia psichica invocata da Beren; il colpo finale è messo a segno dalla combinazione della Disintegrazione di Aliant che buca lo stomaco del nemico e un cono di luce richiamato da Amdir che lascia del nemico solamente polvere.
Seinih viene riportata in piedi grazie ad un paio di cure, ma ha un’improvvisa sete di sangue che la porta a lanciarsi verso le ferite dei propri compagni, fortunatamente ha una volontà abbastanza ferrea da resistervi, ma alla fine di un riposo si decide di rimuovere questa maledizione prima che sia completa.