CHIACCHERA DEL VICOLO:
Man mano che il tempo passa, noi cresciamo e se la fortuna lo concede sopravviviamo. È importante ricordare che con l’aumento dei successi, le responsabilità crescono sempre di più.
“Elenya Leegion”
VOCI DALLA FORESTA:
Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi
Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante
Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna
Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina
Andrea nei panni di Galadriel: Elfo Astrale Mago Cantore della Lama
Ivan nei panni di Beren: Mezzelfo Warlock dell’Immondo
Il gruppo si riunisce per mettere insieme le idee e Seinih spiega che prima di volare via, il Ministro le ha rubato dalla tasca non solo il proprio filatterio, ma anche un libricino che racconta la sua storia fino all’arrivo ai Giardini di Utre; il libro è firmato da Dem Asie Grakia, un bardo cantore di leggende, di cui anche Amdir conosce il nome e ricorda un paio di storie per bambini.
Di comune accordo, prima di lasciare la città, Beren accompagna tutti all’entrata di Villa Leegion e una volta entrati una sorpresa li attende. Una vecchia conoscenza, il cacciatore di demoni Yu si sta gustando una zuppetta nella sala da pranzo ed è estremamente sorpreso di vedere qualcuno entrare con così grande tranquillità. Riconosce dopo qualche chiacchera Ariel, Seinih e si presenta a tutti gli altri; Aliant in modo particolare attira il suo interesse, poiché Yu nota che anche nel suo sangue scorre la magia di una divinità una cosa più che rara. L’ex cacciatore chiede se hanno un invito ufficiale da parte di qualcuno o un contatto all’interno della struttura e gli viene fornita la lettera, alchè va a chiamare le sorelle che avrebbe trovato interesse nel loro invito e manda un messaggio a Estya in giro coi Cacciatori di Taglie per conto di Aliant.
Solo Elenya risponde all’invito e su siede al tavolo inciampando più volte, mentre Yu serve del thè a tutti quanti.
Assieme ad Ariel disquisisce sul cambiamento che vi è stato nel Monastero fondato da Helya, nel quale sono nate e cresciute tutte e sette le sorelle; inoltre, una volta che l’argomento viene spostato su Castello Croathander spiega a Seinih che Castel Dinitro non ha alcuna intenzione di scendere in campo per una guerra che non lo riguarda e non teme nemmeno per la propria incolumità: un attacco alla città da parte del Re Vampiro equivarrebbe ad inimicarsi un nemico troppo potente.
Il consiglio della Maga è quello di riunire le forze di tutte le Tribù e risvegliare la fatidica divinità dell’Altopiano per poi sferrare un unico attacco; Castello Croathander conta nelle sue fila un Vampiro, un Lich Antico, un Dracolich e un grandissimo esercito di non morti, ma non per questo è invincibile.
Beren di certo nota che mentre parla Elenya è estremamente sbadata, spesso rovescia il thè o si inciucca con i biscotti, tutto ciò deve essere dovuto ad una debolissima costituzione. Infine, Seinih chiede alla maga se ha mai sentito parlare di una particolare storia narrata dal bardo Dem, la risposta è affermativa, ma c’è di più: Dem è ormai diventato un prestanome per molti scrittori e scrittrici, non è una singola persona anche se è certamente possibile risalire al primo ad aver utilizzato questo acronimo. Non solo questo, la storia narrata da Seinih, che coincide con il proprio passato, ha una leggenda che la precede; nel prequel il bardo Dem dice di essere passato per una locanda sperduta, gestita da un solo uomo, dove un gruppo di avventurieri aveva protetto la nascita di una mezzelfa grazie ad un patto stretto dalla moglie del locandiere con un diavolo.
A sentire ciò Seinih è eccessivamente scombussolata ed esce dalla stanza prendendo una direzione casuale, ma nel frattempo anche Estya è arrivata e i suoi occhi brillano di curiosità nel sentire i passaggi appena raccontati. Purtroppo per lei è tornata solo per questioni di lavoro e Amdir le da una mano a capire come i due eretici che cerca siano riusciti a scappare dalle segrete di Castel Dinitro, lo stregone suppone che vi sia un portale che collega in senso univoco la città con la prigione. Ringraziandolo, l’Aasimar si muove approfondire la ricerca.
Salutando Yu, il gruppo esce per ripartire alla volta della tomba di Curalo; ma sul luogo tre abomini bloccano l’entrata e i loro colpi feriscono infettando la carne attraverso la quale diffondono una strana malattia. A scontro finito, fortunatamente Ariel grazie ai suoi poteri divini cura tale malattia magica e Seinih riesce ad aprire un passaggio segreto.