Emnotork – “Equilibrio della morte”- Sessione 37

Anno 1416 Altopiano dello Junkrat 

IN GIOCO:

Entrano, ordinano, rispettano le regole, ma non pagano!

Si vede che il mondo di fuori non è più lo stesso.

“Sebastian Foe, mercenario assassino.”

IN META:

Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi

Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante

Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna

Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina

Andrea nei panni di Galadriel: Elfo Astrale Mago Cantore della Lama

Victor nei panni di Ciaranga: Elfo Oscuro Guerriero Samurai

Le regole della taverna sono semplici, estremamente chiare e Seinih ha intenzione di sfruttarle a suo vantaggio. Occultandosi tra la massa passa indisturbata sul retro, trovando un piccolo studio impolverato, un paio di vivande, ma nulla di interessante; nonostante ciò è certa ci sia un passaggio da qualche parte per continuare oltre.

Nel frattempo Ariel si intrattiene con una birra chiaccherando con un cultista, probabilmente un eretico, che sembra stupirsi di fronte ai suoi capelli rossi atipici in questa zona, fatta eccezione della piccola cittadella di Tegorf a Sud di Castel Dinitro.

Aliant invece parla con una mezzelfa, anch’essa stregone, ma molto legata alla magia del tempo e dello spazio.

Tornata dall’esplorazione Seinih si siede a tavola con un satiro, che sembra saperne molto della taverna, compreso di cosa cela al suo interno, ma non vuole rivelarlo se non tramite un contratto. Egli è desideroso di informazioni su una certa Sonya Leegion, informazioni ristrette e in possesso solamente di chi ha accesso alla parte più segreta degli archivi di Castel Dinitro.

La proposta non viene accettata, ma viene utilizzato un altro trucchetto, corrompendo una ragazzina avara di denaro, questa utilizza il suo fiuto per cercare passaggi segreti che poi Seinih sblocca facilmente con un paio di trucchetti. Preso il suo pagamento la bambina non procede oltre, perché timorosa e sicura che non vi siano tesori.

Ariel nota subito come il passaggio che va a scendere in una scala a chiocciola sia completamente dissacrato e dal fondo strani rumori provengono. Arrivati nella parte più bassa subito si nota come la confusione provenga da due cultisti intenti a capire come fare funzionare un cerchio rituale. Questi sono convinti che una volta attivato possa fungere da uscita per ritornare alla luce, lontano da questo posto.

Purtroppo con un piede fuori posto Aliant libera un marionettista che subito prende possesso di Seinih e uno dei cultisti. Nella mando destra possiede una staffa magica da cui partono sottili fili di trama che dominano le menti di coloro che vengono toccati.

Con un po’ di fortuna e il supporto delle incorruttibili menti di Aliant e Ariel il mostro viene sconfitto lasciando a terra due degli oggetti che portava in mano.

La paladina nota che gli oggetti cadono lentamente in una piccola lapide inscritta sulla terra, riducendo la loro taglia man mano. Quella è chiaramente una tomba che emana aura divina, mentre il terreno dissacrato si è completamente dissolto.

Successivamente lo stregone capisce come funzione il rituale e in un lampo di genio Seinih propone un metodo funzionale per l’attivazione.

Dopo una paio di tentativi il cerchio si attiva investendo tutti quanti in una luce azzurra e il gruppo cade fuori ad uno specchio dentro una casa sconosciuta.

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