Anno 1416 Altopiano dello Junkrat
IN GIOCO:
Il brivido di una storia raccontata da qualcuno che l’ha vissuta è incomparabile alla semplice lettura. La leggenda di un piccolo gruppo sta nascendo e io sono parte del loro debutto.
“Estya Leegion”
IN META:
Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi
Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante
Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna
Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina
Andrea nei panni di Galadriel: Elfo Astrale Mago Cantore della Lama
Victor nei panni di Ciaranga: Elfo Oscuro Guerriero Samurai
Saliti a bordo del galeone questo parte a vele aperte e vento a favore.
Un analisi più approfondita del luogo rivela ad Amdir più dettagli: quello che pare essere un mare sotterraneo in realtà è un gigantesco bacino d’acqua chiuso in una grotta altrettanto grande, infatti se ne possono vedere le sponde da entrambi i lati, ma queste coincidono con la parete.
Il gruppo ne approfitta per riposarsi dallo scontro. Nella meditazione Galadriel vede che svariate creature passano sotto la nave, più le ombre nere che altro, ma paiono un misto tra tritoni e sirene, forse qualche piovra o polpo, ma nulla di più.
Seinih, dall’alto dell’albero maestro vede una barca con una figura alata che saluta. La piccola scialuppa è approcciata lentamente dal lato destro e sul galeone sale una figura femminile, un Aasimar con due immerse ali e un grande sorriso.
Estya Leegion, questo è il nome con cui si presenta la creatura, viene direttamente da Castel Dinitro e ha fatto di tutto per poterli incontrare curiosa delle storie che avrebbe potuto ascoltare. Estya spiega come la notizia della pulizia dei murlock abbia fatto il giro della città in poco tempo, anche grazie al giornale della città, ma indagando un pochettino ha scoperto che il gruppo non è insolito a imprese di spessore.
Galadriel accontenta l’ospite raccontandole ciò che ha vissuto in prima persona nell’avventura a Castel Dinitro, ammaliando l’Aasimar con gli effetti creati dalla sua magia che man mano ricrea le immagini del vissuto.
Estya contentissima, invita uffivialmente tutti quanti a casa sua se mai dovessero passarci e avessero bisogno di informazioni o di passare il tempo assieme, in cambio chiederà solamente il racconto di un’altra avventura e, volando via, saluta tutti.
Improvvisamente il galeone rallenta e un ombra gigantesca oscura l’acqua alla base; 4 tentacoli giganti stritolano la poppa e la prua, tentando di spezzare la nave. Tre tritoni saltano a bordo e un mostro delle profondità compare sul lato destro… il Kraken.
Un colpo di sfortuna ha fatto passare la nave proprio sopra la tana della creatura, che non ha sprecato tempo nell’attacco alle prede. I piccoli nemici sono i primi a cadere, ma la pressione che si addensa nell’aria è palpabile. Una volta liberata la nave dai tentacoli tutto è più semplice e una pioggia di magie e colpi d’arma finisco il mostro, che ritorna nelle abissi acquatici.
La meta è ormai vicina, da lontano si intravede un pezzo di terra, pare una locanda che porta il nome di “Tomba di Fregalo”. Con l’aiuto dell’ancora e di una nuova magia, il Galeone si ferma.
Prima di entrare in taverna , un foglio appeso fuori ne descrive poche regole: non uccidere, non rovinare le proprietà interne, sempre ordinare qualcosa.
L’accoglienza all’interno è calorosa e il gruppo viene subito fatto accomodare.