Chiacchiera del Vicolo – Sessione 14
“Dolorosi Ricordi”
Dalle Visioni di Vadashev, Il Pellegrino
La Compagnia dei Cercatori di Bragia:
Walter Antonio C. è Waler Creel
Stefano G. è Recupero
Marcello R. è Maldrek Vheratil
Alessandra G. è Sheera Kestan
Onofrio C. è Aurman
Giorgio M. è Zillen Inbar
Non ricordavo quanto fosse lunga e pomposa la Cerimonia del Plenilunio che il Gran Sacerdote Orin Lakala ha tenuto qualche ora fa, molte sono state le figure eminenti della città di Synistas che hanno preso posto tra i numerosi banchi della cattedrale; non ho potuto evitare di percepire quanto Maldrek si sia sentito coinvolto e soddisfatto nell’aver attivamente partecipato alle movenze proposte per rendere omaggio al Dio del Mare, nella speranza che queste notti di luna piena portino fortuna e prosperità alla capitale; la ciliegina sulla torta è avvenuta quando Orin Lakala si è proposto di esasperare, come spesso gli è capitato anche in passato, l’elogio rivolto al Signore degli Abissi, invitando i presenti a prendere parte ad una breve processione al di fuori del tempio, per ringraziare direttamente il mare aperto, almeno in queste inutili sontuosità i miei sottoposti si sono sottratti, restando all’interno del santuario e scambiando qualche interessante parola con chi nella città riveste ruoli di rilievo.
Molte sono le cose che in queste ore hanno turbato il mio spirito, tra le peggiori ricordo quelle che sono state le poco velate mire che Andor Mullander e Parsy Vorianek hanno dimostrato nei riguardi di Aurman e Zillen, ma ciò più di tutto è riuscito a ferirmi nel profondo sono state le acide parole pronunciate dalla mia amata nipote, Lorayne, che non si dà pace per il suicidio di sua zia, rimproverando me per le mancanze che tutti hanno avuto nel momento del bisogno, ma sono certo, così come ho anche detto a quegli sciettici reietti dei miei adepti, che addossare le colpe ad un morto sia un buon modo per lavarsi la coscienza, nonostante il morto di cui tanto si contano le colpe sia stato l’unico a tentare l’impossibile per evitare l’inevitabile.
Tutti questi attimi di ansia hanno portato consiglio durante la notte, prima di poter essere ricevuti da chi oggi si proclama Re Ragno; la sontuosa presentazione che Maldrek ha portato alle attenzioni di Tal-Vashot in quella sala del trono, che non è cambiata rispetto all’ultima volta in cui mi ci sono trovato inginocchiato, ha accontentato i capricci del colossale stingher, lasciandolo visibilmente di buon umore, soprattutto quando i miei protetti hanno cominciato a parlare della loro ricerca in mio favore, dando modo al disgustoso sovrano di dimostrare la sua superiorità nei riguardi di chiunque si trovi all’interno dei suoi possedimenti, tenendo stretto tra le viscide dita il mio altro occhio, sperando di scoraggiare i Cercatori di Bragia dal tentare di recuperare uno degli altri fondamentali artefatti che permetterebbero di proseguire la mia ascesa.
L’incontro con un altro drow all’interno dei saloni del Sorvegliante di Neikra, Skuld, ha destato l’attenzione di molti membri della compagnia, presto pronti a prendere la via dei Cunicoli Senza Perdono, ma tutte queste idee ancora si confondono tra i loro numerosi pensieri rivolti a discernere tutte i possibili scenari per entrare in possesso del mio secondo occhio, mentre viaggiando tra le strade della città sotto la mia guida, la compagnia raggiunge quella casa che oggi spetta di diritto a Lorayne, unica discendente della famiglia dei Vedash, ma che anche solo dall’esterno, mi lascia interdetto, facendo viaggiare la mia memoria in luoghi oscuri; la cosa che più mi turba oggi però è il fatto che qualcuno abbia messo piede nella mia magione, lasciandomi furente nell’attesa di ritrovare i ricordi della donna che più di tutte ho amato.