Chiacchiera del Vicolo – Sessione 12
“Respiro Pesante”
Dalle visioni di Vadashev, il Pellegrino
La Compagnia dei Cercatori di Bragia:
Walter Antonio C. è Waler Creel
Stefano G. è Recupero
Marcello R. è Maldrek Vheratil
Alessandra G. è Sheera Kestan
Onofrio C. è Aurman
Giorgio M. è Zillen Inbar
Per la prima volta dopo anni sento il peso degli affanni, non avrei mai immaginato che intraprendere questo percorso potesse portarmi ad avvertire nuovamente il greve sentore del dolore; guardo i Cercatori di Bragia intorno a me e provo un nauseante sentimento di contentezza, vedendoli tutti ancora ergersi sulle proprie gambe, nonostante la loro evidente mancanza di giudizio nell’avventarsi in questa strana ed angusta locanda, più volte additata dalle numerose voci arrivate alle orecchie della compagnia, come il covo scelto dai pirateschi banditi, pronti ad instaurarsi a Synistas, che Sheera conosce fin troppo bene e che non vede l’ora di scuoiare le loro pelli, lasciando bruciare le loro anime corrotte dalla malefica lingua di Maver negli inferi.
Nonostante il mio sapere e le mie facoltà continuino vertiginosamente a crescere, tutto perché gli avventurieri con cui mi accompagno scelgono di ascoltare le mie parole concedendo il loro volere alla mia mercé nella speranza che possa diventare tanto capace di bere dalla coppa della vita, governandone eventi lieti e nefasti, consegnando loro in ginocchio chi fino ad oggi è riuscito a rovinare le loro esistenze, oggi devo sedermi su questa lurida panca di legno, mentre il mio incorporeo spirito si fa sempre più pesante, lasciandomi percepire tutto il peso dell’armatura che indosso; il mio udito comincia a farsi sempre più ovattato, fino ad isolarmi quasi completamente da tutto ciò che mi circonda, permettendomi di rimirare da lontano solo le labbra che i miei discepoli muovono velocemente, ma dalle quali, con il passare del tempo, non sento più provenire alcun suono.
Alcuni dei miei sensi si acuiscono mentre altri muoiono per la seconda volta, oggi riesco a tastare le mie ginocchia sulle quali non posso far altro che appoggiare le mie mani a causa della stanchezza che continuo a provare, il mio olfatto mi consente di sentire l’immane puzza dell’acqua stagnante presente nelle fogne sotto l’Ostrea Maltata che i miei adepti percorrono velocemente sia per raggiungere il più velocemente possibile gli ultimi tre pilastri d’onice che fomentano la rabbia ed il dolore di Sheera, sia nella speranza di trovare ancora viva la moglie di Leonard, che lo stesso inetto uomo ha riferito a Zillen, essere stata catturata insieme al loro neonato figlio.
La mia vista si fa via via più appannata mentre li vedo aggirarsi tra i puzzolenti cunicoli, sicuri avanzano parlottando tra loro, ma senza che io possa sentire ciò che si stanno comunicando, nemmeno quando Aurman parla agli altri componenti del gruppo esprimendosi mentalmente attraverso i suoi messaggi sono in grado di sentire bene quelle parole che sono sempre più lontane ed incomprensibili; i miei occhi si fanno sempre più pesanti mentre preoccupati li vedo avanzare con cautela, quasi avessero avvertito la presenza di un imminente pericolo; non riesco più a stare sveglio, come se la scure del tempo passato fino ad oggi senza mai riposare, perché non più imprigionato dalle necessità della viva carne, stessero crollando su di me tutti nello stesso momento.