“Mi manca tanto casa mia. Quanto mi piacerebbe tornare lì, nelle mie terre d’origine…”
Tommas da Velen
Brezza Leggera, un gruppo composto da:
Stefano C. nel ruolo di Zeledon Ambermoor, un Umano Mago
Daniele M. nel ruolo di The Red, un Mezz’orco Barbaro
Lorenzo S. nel ruolo di Neith Itzal, un Umano Mago
Matteo L. nel ruolo di Tommas da Velen, un Umano Chierico
Neith, tra i vicoli di Synisthas, pianifica la sua vendetta contro Musphel e sua nipote Kalytria. Anche se gli effetti del metabolismo del mostro si fanno sentire con forte febbre e dolori lancinanti al cervello, con tutta la determinazione possibile, il necromante si dirige verso “Fuoco Fatuo”, la bottega del nano che lo ha pubblicamente schiaffeggiato. Nei pressi della bottega però, l’entità che lo accompagna gli dona una vista capace di individuare le tracce magiche e nota che tutta la bottega è protetta dalle magie di un essere che conosce fin troppo bene: la Donna in Nero. Fiutando le tracce di altra magia, l’entità indica a Neith che una forte presenza di magia si trova in una delle torri dei Maghi dell’Aria.
Alla Carpa di Mare, Zeledon, Red e Tommas si stanno godendo il meritato riposo, intenti a mangiare un delizioso pranzo offerto da ser Mortymer. In locanda entra una donna dai capelli rossi e dai vestiti sgargianti. È proprio Tommas a notarla, dato che gli ricorda una sua vecchia fiamma. Provando a parlarci si rende conto che il suo viso somiglia quello di un’altra persona incontrata qui. Infatti, sono Zeledon e Red che si ricordano di lei: Alysson Kuolema, la pronipote di ser Mortymer. Cambiata dagli addestramenti di magia, sta cercando aiuto per conto di un Mago dell’Aria e reggente di una delle numerosi Torri dell’Aria nei pressi del porto. Questo reggente ha bisogno di una mano con delle ricerche in una foresta vicina a Synisthas scoperta recentemente, chiamata Telarnei. A Zeledon, questo posto sembra ricordagli qualcosa. Convinti di voler aiutare questo reggente, tale magister Axel Laufey, si dirigono verso la torre fluttuante, chiamata Aeris Arx Divinum.
Neith, vicino alla torre fiutata dall’entità si accorge della presenza dei suoi ex-compagni e si nasconde, mentre cambia aspetto per non farsi riconoscere. Zeledon e gli altri, volando, riescono ad entrare facilmente, dato che questa torre un tempo veniva frequentata da Zeledon agli inizi dei suoi studi. Qui incontrano il magister Axel Laufey, con cui discutono delle sue ricerche: delle piante ritrovate in questa foresta sono magiche e sono estremamente simili agli Arcanalberi, una pianta ricercata da “Il Gracidio” per la produzione della Meraviglia. A sentire la descrizione della foresta e di un presunto guardiano che la abita, Zeledon si rende conto che la foresta di Telarnei coincide con la descrizione della foresta di Khaddag. Anche Neith nel frattempo inizia ad entrare nella torre, colando con enormi ali nere da pipistrello create dall’entità e, decifrando il codice magico, entra. I sistemi di sicurezza magici della torre rilevano la presenza di un’entità malvagia dentro il corpo del visitatore e Axel lo imprigiona in una sfera di forza magica.
Il gruppo, incuriosito, si chiede chi mai possa essere quella figura. Tentando di studiare le caratteristiche, Axel si allontana in alto sulla torre. L’entità dentro Neith distrae con fortissimi rumori il mago, che perde la presa sulla magia. Neith si libera e lo afferra, tentando di strozzarlo. Il gruppo vola quindi in alto, dove sulla cupola inizia un combattimento all’ultimo sangue. Red si fionda sull’uomo e cerca di farlo a pezzi, ma i tentacoli usciti dal suo corpo lo difendono ed emettono acido e i liquidi fuoriusciti dalle ferite ricoprono il mezz’orco ustionandolo. Nel frattempo, i pezzi dei tentacoli cadono al suolo e si trasfomano in ammassi di carne informi, che attaccano Tommas e Zeledon, intenti ad aiutare il loro compagno contro quell’uomo…