Emnotork
Anno 1416
Tra Synistas e la foresta di Khaddag
IN GIOCO:
Ah! Un altro colpo andato a segno per me!”
Arjhen Mordiscudo
IN META:
Stefano, nei panni di Zeledon Ambermoor, Umano Mago
Daniele, nei panni di The Red, Mezz’orco Barbaro
Davide, nei panni di Arjhen Mordiscudo, Guerriero Draconide Vermiglio
Marco, nei panni di Elen d’Amadia, Mezz’elfa Paladina
Lorenzo, nei panni di Neith Itzal, Umano Mago
Nell’affrontare i non morti della fortezza abbandonata è Arjhen che mostra le sue doti di provetto balestriere.
Un colpo dopo l’altro, il draconide abbatte tutte le guardie non morte attorno lla cinta muraria del castello. Red si lancia contro le mura tentando di scavalcare diversi metri di muro ed è Elen che è costretta a fare da balia ad un mezz’orco bambino troppo cresciuto.
Abbattono un Artigliosso a capo di un piccolo gruppo di non morti caprini e mentre Zeledon tenta furtivamente di entrare nel castello, Neith si cela nell’ombra, ansioso di provare gli effetti della maschera che ora porta in viso.
Una squadra dopo l’altra viene abbattuta trai colpi d’ascia di Red e la forza interiore di Elen, contenta di voler mettersi alla prova e ad usare la spada che ser Mortymer gli aveva prestato.
All’interno del cortile un gigante di ghiaccio, che li assalta e lancia loro pezzi di fortezza andati col tempo distrutti.
È il nuovo potere ritrovato di Elen ad abbattere il gigante che, combinato con la sua incrollabile fede le permette di annientare il gigante, finendolo.
Iperò il vero nemico è proprio il freddo: inizia ad entrare nelle ossa e persino il sangue sembra rallentare tanto è congelato.
Finiti tutti i nemici, si avvicinano al pozzo al centro del giardino della fortezza abbandonata.
Neith ritorna dopo la fine della battaglia, seguito da quello che sembra uno scheletro soggiogato dai poteri della maschera, che si è nel frattempo rivelata al mago come un certo Gethys Maine.
Arrivati vicino al pozzo, sentono un rumore di travi e un frastuono di legni rompersi in lontananza.
Che sia un altro nemico?
Dalle macerie di quel crollo, esce fuori un uomo sulla trentina, alto e coi capelli corti e mori, con indosso una cotta di maglia e alcune armi, tra cui uno spadone.
Dice di chiamarsi Tommas di Velen e racconta loro di aver viaggiato a lungo per trovare risposta all’energia che da un po’ di tempo lo pervade.
E così, dopo aver capito che intenzioni abbia il nuovo arrivato si ritrovano al pozzo.
Esso emana sul fondo una strana luce a forma di vortice.
E Red, preso dalla sua immensa curiosità si getta dentro.
Cercando un modo sicuro per scendere nel pozzo, si ritrovano in una galleria sotterranea apparentemente senza uscita, ma con un enorme muro di ghiaccio.
Dopo averlo abbattuto con molta facilità, Red continua ad esplorare la grotta.
Dopo averal esplorata per un po’ si ritrovano davanti uno strano sasso a forma di umanoide, simile ad una guardia. La curiosità del gruppo è tale che, involontariamente, la attivano…