La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen meridionali,
Foresta dei Shevarà,
Capitale elfica di Phàlen’Mòr
Estratto dal Diario di:

Patriarca Shevarà’zahàd di Phàlen’Mòr
Quest’oggi, un gruppo di Èstramòr ha violato i nostri confini e penetrato i nostri reami…ed è una fortuna che ciò sia accaduto. La corruzione che sta macchiando la sacralità delle nostre terre deve essere fermata e nessun Shevarà’zahàd è in grado di raggiungerne il nucleo. Una forza mistica ed ultraterrena impedisce a ciascuno di noi di penetrare quelle zone da cui continuano ad uscire mostruosità che non appartengono all’ordine naturale delle cose. E proprio durante questa crisi, ecco che quegli Èstramòr giungono qui da noi alla ricerca di una soluzione ad un Male che sta minacciando la loro terra ed il loro popolo. Una minaccia oscura non tanto dissimile da quella che minaccia le nostre terre. Sebbene poco interesse io possa avere sul Fato che incombe nei territori esterni i nostri Reami, chi sono io da poter condannare a morte la vita dell’innocenza dinnanzi quella che è palesemente una reale richiesta di aiuto? Io, in questa richiesta, vedo una possibilità, sì, una possibilità di scambio per entrambe le parti. Ho chiesto così agli Èstramòr uno scambio equo: loro aiutano noi ed io aiuterò loro, mostrandogli come raggiungere l’Oracolo di Smeraldo che li indirizzerà nella strada che conduce alla Fonte della Vita. Li ho avvisati del fatto che sarà una strada di sola andata e che le probabilità di andare tra le braccia di Morte certa siano alte assai, eppure, essi non han desistito confermandomi la loro determinazione a voler proseguire, pronti a qualsiasi cosa pur di salvare la vita della loro terra ed il loro popolo. Ammiro e rispetto tanto senso del dovere. Non credevo che negli umani fosse così radicato. Avrei potuto credere alle parole di quei due mezzelfi, ma quando ho guardato nel profondo lo sguardo dell’umano chiamato William, nonché il suo incondizionato amore per suo fratello gemello, allora ho sentito il dovere di porgere loro una mano…se loro fossero stati disposti a fare altrettanto con noi. Incredibilmente, hanno accettato. Aiuteranno Calen nel trovare la radice della corruzione ed estirparla prima che sia tardi. Io in cambio, ho accettato di prendermi cura del gemello di William ed aiutarli a cercare la Fonte, quando avranno fatto ritorno. Posso solo aspettare ed attendere il loro successo…o la loro caduta.
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Fabian di Collevento,
un mezzelfo originario di un villaggio distrutto dalle forze del Vuoto, ricevendo la salvezza soltanto grazie alla fede riposta nel Dio Aenerion. Divenuto Chierico devoto al Dio del Tempo, ha accettato di divenire la guida spirituale ed il cronista dei Van Anderson, con lo scopo di registrare la storia della famiglia e, nel contempo, serve la comunità secondo i Dogmi del suo Dio.

Sir. William van Anderson,
fratello gemello di Cole, da cui si è separato quando erano infanti e che ha creduto morto per tutta la sua giovinezza, questo nobile guerriero è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita prettamente adagiata ed aristocratica.
Ora che si è riunito con suo fratello Cole, combatte per suo padre e la sua famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson ed ambire al trono di Orloch.
PNG/Alleati:

fratello gemello di William,
abile ladro dotato di poteri psionico, sta combattendo contro il Male della Terra che lentamente lo sta cambiando dentro.
METAGAME:
- La sessione riprende dal capitolo precedente; i PG si trovano vicino i confini della Foresta dei Shevarà dopo aver ucciso una murena delle sabbie.
- Raggiunta la foresta, il gruppo ne oltrepassa i confini iniziando a penetrarla in profondità. Ad un tratto sentono rumori di ruggiti bestiali assieme ad un urlo da parte di qualcuno. Seguendo la traccia di questi rumori i PG giungono presso una radura dove un dragonide verde è impegnato a combattere contro due grosse mostruosità bestiali dotate di artigli, zanne e lunghe code spinate.
- I PG si uniscono alla lotta fronteggiando i “Masticatori” assieme al dragonide. Il combattimento è piuttosto ostico ma alla fine le due bestie vengono uccise. Il dragonide si presenterà con il nome di Calen Rhaw, un paladino di Okna. Poco dopo i PG si ritrovano circondati da un gruppo di elfi armati, tra cui una elfo femmina che li sottoporrà ad un interrogatorio. Fabian mostra le collane cedutegli da Nym Ràca come lasciapassare e così l’elfa decide di far scortare i PG alla città elfica di Phalen’Mòr per incontrare il patriarca.
- Raggiunta la città i PG incontrano il Patriarca, un elfo chiamato Allanor Vallendùr, il quale ascolta la loro storia con grande pazienza. L’elfo si rivelerà essere non soltanto il patrigno del dragonide, ma anche qualcuno che conoscesse molto bene Nym Ràca. Dopo aver ascoltato i PG l’elfo li metterà alla prova facendogli alcune domande finalizzate a comprendere il loro buon cuore nonché il loro senso del sacrificio. Alla fine l’elfo proporrà ai PG un patto: egli sarà ben disposto a indirizzarli verso l’Oracolo di Smeraldo, da cui potranno raggiungere la Fonte della Vita MA ad un grande prezzo poiché il rischio che sia un viaggio di sola andata sarà estremamente alto. In cambio però, prima Allanor vuole qualcosa; c’è una fonte di Male che sta corrompendo la foresta e deve essere fermanta. Questa corruzione è legata ala comparsa delle bestie mostruose uccise dai PG, tuttavia un campo di forza mistica impedisce agli Elfi di Shevarà di penetrare l’area colpita dalla corruzione. Callen, il dragonide, invece ci riesce. Allanor è convinto che anche stranieri di razza umana e mezzelfica potrebbero riuscirci e così ha chiesto aiuto ai PG per penetrare quella regione colpita dalla corruzione, individuarne la fonte ed estirparla. In cambio Allanor sarà ben lieto di indirizzare i PG verso la giusta strada che li porterà alla Fonte della Vita. In più, Allaonr ha garantito che si prenderà cura di Cole durante l’assenza del fratello. I PG accettano. Il patto è sugellato. Fine.
