Emnotork: “Acque Nere” – Sessione 3 (09/05/2023)

La Chiacchiera del Vicolo,
Emno-Tork,
Lande delle Nebbie, Regno di Sale Nero,
Città di Porto Sale Bianco

Testimonianza di:

“Vecchia Lampada” Jedediah,
Guardiano del Faro di Porto Sale Bianco,
Marinaio in congedo, saggio per alcuni, pazzo ubriacone per altri.

Ae-iou! Ae-iou a voi tutti!

Sentito che venticello mite oggi? Già, è da un paio di giorni che oramai l’aria gelida sembra essersi placata. Certo, di notte bisogna sempre coprirsi, ma ho come l’impressione che questo Grande Gelo si stia placando. Che sia realmente così? Bah, non lo so e nemmeno m’interessa. Ho il mio distillato che scalda le mie vecchie viscere e questo mi basta! Parliamo di qualcos’altro! Avete saputo cos’è successo stamani? Qualcuno si è ammazzato al lazzaretto! Sì, esatto! Chi era? Si chiamava Kiril! Si, esatto, quel mozzo recuperato dalla Lampreda Volante da quel gruppo di giovanotti al servizio dei Vorrel. Esatto, quello che si è cavato gli occhi con le chele di un astice qui in locanda. Eh, cosa volete farci signori…la mente di quel poveraccio era palesemente ridotta in frantumi. Stava fuori come un balcone, ve lo dico io. Non mi meraviglia che sarebbe arrivato a giungere ad una fine tanto estrema. L’avevo detto subito io; questo qua, o morirà per l’emorragia, o morirà per la febbre, oppure si ammazzerà. Pace all’anima sua! Dopo quello che ha vissuto non mi stupisce che sia andato fuori di testa. Trovatemela una persona normale che, dopo essere sopravvissuta ad una infestazione di non morti, sia riuscita a mantenere un minimo di salubrità mentale. Non è mai bene quando ci stanno i morti in giro, né in un senso, né in un altro.  Comunque ho il sospetto che ci sia altro sotto. C’è chi sostiene che quella nave, la Lampreda Volante, avesse il malocchio. Ora, io non vi so dire se la cosa sia vera oppure no, ma proprio in tarda mattinata ho intravisto quel gruppo di giovanotti allontanarsi dal Lazzaretto. Ed in più, Germano mi ha confermato di averli visti uscire e rientrare più volte dalla Confraternita dei Mercanti. Considerato che ci sono due Vorrel tra di loro, è chiaro che la Famiglia sia implicata in qualcosa e che sicuramente, qualcosa li preoccupa. Mi domando cosa stia pensando il Barone in questo momento. Il buon vecchio Erasmus avrà rischiato un travaso di bile come minimo, dopo aver scoperto cos’è accaduto in quella nave. Mi chiedo cos’altro ci sia sotto. Spero solo che davvero non c’entri un malocchio, perché se così fosse significa che c’è di mezzo la Stregoneria e sappiamo tutti benissimo cosa succede quando ci sta un negromante in giro: l’Inquisizione si farà sentire e ricordiamo tutti cos’è accaduto l’ultima volta che si sono fatti vivi da queste parti. Bah! Basta così! Offritemi da bere, ho sete! Non ho più voglia di parlare!

La Compagnia del Faro:

(MATTEO L. nel ruolo di):
Baliano Vorrel,
giovane guerriero di nobile stirpe, ha passato gli ultimi sei anni come prigioniero dei pirati delle Isole delle Lacrime, dove è stato costretto a combattere come schiavo gladiatore.
Aiutato da suo fratello William ad ottenere la libertà a fil di spada, ora combatte per nobili ideali come la famiglia, l’onore e la giustizia.
(ANDREA A. nella parte di):
William Larrange Vorrel,
nobile paladino consacrato a Weinal, Dio della Folgore e della Giustizia, questo giovane mezzelfo è nato da un rapporto clandestino tra il nobile padre umano ed una elfo di ignote origini. La sua fede lo spinge a battersi, non solo per la giustizia, ma anche per dimostrare al padre di essere degno di essere suo figlio.
(DAVE V. interpreta):
Duncan Lochtwain,
un silenzioso e discreto studioso di arti magiche ed occulte, la cui vita ed i cui interessi non hanno conosciuto altro se non studio, libri e sapere accademico.
(GIACOMO Z. è l’alterego di):
Carnil la Rossa,
una giovanissima ladra che sfrutta la sua bellezza, le sue capacità elusive e la sua professione da prostituta per raggiungere i propri scopi.
(MONIA P. burattinaia di):
Magda Salebianco,
primogenita del patriarca di un illustre clan locale, questa nana delle colline con un passato marinaresco dedica la sua vita a servire il mare e la Chiesa dei Profondi Abissi come Chierica di Malvar, il Dio del Mare e Re dei Tritoni.
(RENATO L. nel ruolo di):
Venerio Vega,
un giovane bardo edonista ed opportunista, con un passato da cortigiano e l’ossessione di diventare nobile patrizio,
pronto a raggiungere il proprio obiettivo a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, non importa quale esso sia.

METAGAME:

  • Sono passati due giorni dagli eventi che hanno coinvolto i protagonisti all’interno della Lampreda Volante, la giunca mercantile di proprietà dei Vorrel. I protagonisti sono convocati dal Barone, rientrato in giornata in città, per un rapporto più dettagliato su ciò che hanno vissuto.
  • Il Barone Erasmus Vorrel è palesemente indispettito e preoccupato per la situazione. Dopo aver ascoltato i PG, si rivolge ai figli, invitando il gruppo a recarsi da suo fratello, l’Alto Mercante Amalius Vorrel,  per chiarire la questione legata alla ipotetica comparsa delle iniziali del Barone nel diario di bordo del capitano della Lampreda, le quali lascerebbero capire che il Dipinto ritrovato sulla nave fosse indirizzato proprio al barone. Erasmus sospetta però che in realtà, fosse stato suo fratello a usare il suo nominativo come garante per acquisti personali e vuole assicurarsi che il tutto sia stato fatto legalmente.
  • I PG si recano da Amalius Vorrel, fatta eccezione per Magda la quale invece si reca presso la Chiesa dei Profondi Abissi, dove avrà modo di parlare con l’Alto Teocrate, Loras Van der Berg.
  • Nel frattempo, presso la sede della Confraternita dei Mercanti, il resto del gruppo incontra Amalius Vorrel, Alto Mercante e capo della confraternita. Parlando con lui, i PG capiscono che non è stato Amalius ad ordinare l’acquisto di quel dipinto, un dipinto piuttosto inquietante, stando a ciò che ha detto lo stesso Amalius. Quando i PG gli chiedono a chi appartenga quel quadro, Amalius non saprà rispondere a questa domanda, tuttavia saprà dire loro chi sia colui che lo ha realizzato: Armand Duprée, un “artista maledetto” consumato dal papavero bianco e l’assenzio, famoso per essere tanto eccentrico quanto disadattato.  I PG inoltre, scoprono che proprio quella mattina, il povero Kirill, (ovvero il mozzo recuperato dalla Lampreda e portato al lazzaretto dopo che in un attacco di follia si era cavato gli occhi usando le chele di un astice in taverna) si è suicidato.
  • Mentre il resto del gruppo si reca al Lazzaretto per maggiori informazioni su Kirill, nel frattempo Venerio Vega ritorna a parlare con l’Alto Mercante per approfondire il discorso sul quadro e Duprée. Durante la conversazione, Venerio scopre che Duprée è di Sale Nero e che probabilmente vive ancora laggiù nella capitale del regno. Successivamente Venerio convince Amalius a fargli vedere il quadro, rimanendo quasi shockato dall’aspetto inquietante di quest’opera d’arte. E’ vero quanto dice Amalius: Duprée doveva essere un genio, o un pazzo, oppure una miscela di entrambe le cose.
  • Presso il Lazzaretto, il gruppo incontra il dottor Klaus von Waldenstein per avere informazioni sulla morte di Kirill. Nei due giorni passati, Kirill ha delirato per tutto il tempo a causa della febbre alta venutagli a causa delle ferite agli occhi. Il dottore era riuscito a salvarlo per miracolo. Tuttavia, proprio quella mattina, Kirill si era strappato da solo la lingua a morsi, per poi usarla come strumento per riempire le pareti della sua stanza di strani simboli di sangue. I PG, sfruttando soprattutto l’autorità nobiliare di Baliano e William Vorrel, convincono Waldenstein a fargli ispezionare la cella d’isolamento in cui aveva rinchiuso Kirill. Qui, dopo che i PG convincono il dottore a lasciarli soli per qualche minuto, Duncan usa la sua magia per comprendere i linguaggi e provare ad analizzare i simboli occulti scritti con il sangue per mano di Kirill. Dopo aver compreso una verità tanto oscura quanto incomprensibile, Duncan individua una scritta su una parete, lasciata dallo stesso Kirill, la quale si distingue dalle altre per la lingua in cui è stata fatta: la lingua comune. La parola indicava un nome: Duprée.
  • Lasciato il Lazzaretto, mentre parte della compagnia si reca dal gioielliere locale per permettere a Duncan di comprare una perla necessaria per un suo incantesimo, nel frattempo Magda e William si recano presso il Tanatorium, incontrando Callisto Ortega, Sacerdotessa della Sacra Morte e custode del Tanatorium, per esprimere le loro condoglianze e le loro preghiere alla salma di Kirill. Riceveranno un monito dalla sacerdotessa, la quale dirà loro di aver visto la falce del Mietitore accompagnare il loro cammino; tuttavia non è chiaro se la Falce si abbatterà su di loro, o se saranno loro a guidarla verso altre vite da recidere.
  • Il gruppo ritorna da Amalius Vorrel, il quale aveva già chiesto a Venerio di far ritornare il gruppo da lui poiché aveva qualcosa da dir loro. Prima di entrare, Duncan suggerisce al gruppo di fare in modo di aiutarlo affinché potesse usare un incantesimo per acquisire conoscenze sul quadro. Tuttavia, nel regno di Sale nero (e quindi anche a Porto Sale Bianco), la magia arcana è illegale e per essa è prevista la pena di morte.
  • I PG, dopo un dialogo piuttosto sudato, alla fine decidono di confessare ad Amalius Vorrel che tra di loro è presente un mago. Alla fine, Vorrel si lascia convincere affinché il mago possa lanciare un incantesimo sul quadro senza rischiare una denuncia. L’Alto Mercante accetta ad una sola condizione; vuole assistere al lancio di un incantesimo. Dopo aver lanciato un incantesimo di Identificazione, Duncan tenta di acquisire le conoscenze del Dipinto, qualora esso fosse dotato di proprietà magiche. Una orribile visione però, strazierà l’equilibrio mentale del mago, riempiendogli la testa di una serie di immagini che lo faranno urlare di terrore, davanti lo sguardo stupefatto dell’Alto Mercante e dei suoi compagni. Fine episodio.

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