Chiacchiera del Vicolo
Giacomo A. – Remos
Federico P. – Alarielle
Mirko – Nikolay
Emanuele – Garil
Lorenzo – Norin
Dopo una rocambolesca fuga dopo aver rubato dei vestiti, il gruppo inizia a mescolarsi alla folla di gente che si muove per le strade della città, finché non giunge ad una piazza prima delle mura interne in cui, stranamente, non c’è anima viva. Anzi, sembra che tutto sia stato abbandonato durante le ore di lavoro.
Era una trappola e non appena dei soldati di guardia cittadina intimano al gruppo di abbassare le armi e di arrendersi in nome di un certo capitano Erdmann, partono dei colpi di balestra dalle finestre e scatta lo scontro. Nonostante sia una vittoria, le Scaglie d’Argento sono costrette alla fuga, che riesce in virtù delle ottime capacità di ognuno di loro.
Arrivati davanti al cancello delle mura interne e non potendo proseguire, si sentono in trappola, ma ecco che Lorian, un cripto-eretico, un dissidente che si nasconde dal potere centrale, in realtà fedele della Sacra Morte, li accoglie in un rifugio di altrettanti dissidenti, dove fedeli di religioni diverse si nascondono per far fronte alle difficoltà causate dalla città.
È lì che vengono a scoprire che i loro sospetti sono, sostanzialmente fondati: gli unici sacerdoti abbastanza anziani da poter aver assistito sia Adonis e Viktor che siano rimasti a corte sono sostanzialmente tre, uno dei quali è Tripyros.
Quindi i dissidenti propongono al gruppo di nascondersi dentro dei barili che verranno mandati come vivande e viveri ad un evento dentro il cortile sotto al castello. Da lì saranno in grado di accedere, tramite una “traccia in metallo”, all’interno della balconata dove è probabile che possano vedere Tripyros direttamente e avere informazioni vedendolo o ascoltandolo, insomma fugare o confermare i sospetti.
Il gruppo si fa un lungo viaggio di ansia dentro le casse e i barili, fino ad arrivare al punto stabilito. Mentre Alarielle, Garil, Remos e Norin esplorano il cortile, Nikolay trova una parete segreta che contiene una scala a pioli molto fragile. Dopo essere salito si ritrova dentro un mobiletto segreto e ascolta la conversazione tra l’Alto Sacerdote Tripyros e una voce sconosciuta, che viene detta “Viktor” dal suo interlocutore.
Tentando la fuga, Nikolay viene preso proprio da Viktor in persona, che finalmente si rivela. Lo sfida a duello, invece di giustiziarlo e avendo un solo colpo a disposizione, Nikolay affonda come meglio può. Purtroppo ha davanti un avversario fuori dal comune: viene colpito a sua volta, venendo infilzato da parte a parte, appena sotto il torace. Dopo averlo spinto fin fuori la balconata, Viktor lo calcia di sotto, dove i suoi compagni vedono il mago cadere a peso morto.
Con il corpo, benedetto dall’intervento di Okna, in spalla, il gruppo fugge dal luogo del misfatto dopo un infausto inseguimento con segugi e soldati. Dopo aver seminato gli inseguitori, il gruppo si raccoglie intorno a Nikolay, ancora gravemente sanguinante tra le braccia di Alarielle. Vivo, per un soffio, ma agonizzante.
Una risposta
Nikolay non muore mai.
anche se adesso si è impegnato particolarmente per riuscirci.