Emno-Tork – “Gelidi Venti di Rivolta” – Sessione 34 – 21.6.23

Chiacchiera del Vicolo

Alfonso – Teo, detto anche: Leo, Teodoro, Teoforo, Doroteo, Alteo, Mateo, Teocrito, Teolindo

Filippo C. – Zora

Kargrand

Questa volta, per entrare nel Gran Tribunale, il gruppo ha bisogno di una mano e quale mano migliore di quella di Neri, che sembra essere passato dalle fogne. Peccato che le idee stiano quasi per finire.

Per fortuna che un nano lamentoso gli offre uno spunto interessante: ci sono delle toghe da testimone danneggiate e Teo coglie l’occasione per tentare di recuperarne almeno un paio da indossare per fingersi testimone.

Nel frattempo Zora segue il nano, di nome Hurdur, per sapere dove abita ed eventualmente “convincerlo” a dargli il suo posto al tribunale. Nell’attesa, compra carote e patate fermentate in un barattolo di ceramica da un venditore ambulante.

Comunque una volta tornati indietro, sembra che la situazione non si stia sbloccando, quindi prendono in mano la situazione e pagano una somma da pensione eterna ad una guardia isolata. Questi dà loro la lista dei nomi dei testimoni e li conduce dove i testimoni si radunano prima di andare al corteo. Tre di loro sono disposti a vendere il proprio posto al Gran Tribunale per una somma non indifferente.

Zora scopre che alcuni testimoni hanno con sé un libretto (probabilmente dato loro dai sacerdoti) che contiene informazioni da raccontare su Cordelia. Nella gran parte dei casi sono false testimonianze.

Una volta entrati al processo, a parlare è Gibzer e poi vengono interpellati i testimoni. Eleuthor, sentendo il brusio dei tre del Circo di Zora, li chiama a testimoniare. Franz, questo il falso nome di Zora, subito rivela che il libretto è una cosa di cattivo gusto e denuncia indirettamente la situazione fingendo di scappare. Braccata dai Cavalieri, la confusione è sufficiente per permettere a Teo di avvicinarsi a Cordelia e darle la reliquia.

Zora viene quindi sottoposta al Rito della Verità, che consiste nel posare la mano su un libro sacro a Vorrath che impedisce di mentire.

Zora posa la mano e racconta la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità ed Eleuthor rimane sorpreso. Mindenkrantz e Zaulidar, lì presenti, conferiscono con il giudice Eleuthor e cominciano il discorso dicendo che effettivamente Cordelia è dotata di strane capacità e che di fatto non ha mai fatto del male a nessuno se non per difendersi. I sacerdoti e i Cavalieri della Legge, però, sono chiari a riguardo: un ribelle è un ribelle, che sia santo oppure no e l’unica cosa che rimane da stabilire di fronte alla giustizia è se sia eretica o meno.

Vengono chiamati altri testimoni a parlare e uno di loro, probabilmente uno di quelli con il libretto, perde la mano che teneva sul libro. Dalla fiamma sprigionata dal Tomo della Verità, una scintilla risuona con la reliquia di Vorrath che Cordelia tiene nascosta tra le mani giunte in preghiera: questo singolare oggetto dodecaedrico si schiude come un uovo e da esso, nel giro di una frazione di secondo, emerge una suadente creatura demoniaca con ali da angelo. Dopo aver ringraziato i presenti per averla riportata alla sua forma fisica, si avventa sui cavalieri che intendono fermarla e ne fa fuori almeno quattro, ingaggiando finalmente combattimento anche col gruppo e con Eleuthor. Come se non bastasse, la sua presenza ha trasformato i bracieri accesi in elementali del fuoco che stanno incendiando la zona e creando scompiglio tra Cavalieri della Legge e Sacerdoti.

Teo riesce a privare questo potente demone della sua arma (una specie di frusta) e tenta la fuga, ma il demone alato lo trapassa da parte a parte e Zora ha premura di guarirlo immediatamente per scongiurare il peggio.

Il demone, dopo un brutale scontro, fugge verso l’alto, sfondando la volta del tribunale e alzandosi in volo verso il cielo.

Nel frattempo, Neri prende la mano di Cordelia per farla fuggire, ma lei viene bloccata da Eleuthor e l’unica cosa a rendere possibile la fuga è una freccia di Teo che mette fuori gioco l’epuratore.

Il gruppo scappa dal tribunale, mentre questo prende fuoco, per trovarsi sotto i colpi delle grosse balliste delle mura e dei soldati che li inseguono. Una nube di nebbia e una nube di oscurità aiutano con la fuga e Neri ingrandisce il suo grosso animale per portare dietro Cordelia e uno dei suoi cavalieri sopravvissuti, arrivando fino alle fogne da cui era arrivato.

Mentre il gruppo scende e Neri spiega che c’è un grosso mostro in fondo alle fogne che si nutre di liquame, vedono avvicinarsi una giovane donna da lunghi capelli biondi e con un cappello sulla testa, seguita da una mostruosità umanoide dalla forma scomposta che striscia sul pavimento.

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