Emno-Tork – “Gelidi Venti di Rivolta” – Sessione 26 – 12.04.23

Chiacchiera del Vicolo

Sergio – Murzill

Luca B. – Ian

Filippo C. – Zora

Daniele – Neri Scuraforgia

Alfonso – Teo, detto anche: Leo, Teodoro, Teoforo, Doroteo, Alteo, Mateo, Teocrito

Chiacchiera del vicolo

Tra Vallenera e Porto Pietranera

Durante il viaggio, due delle ruote del carro si rompono. Mentre Neri e Bruttor riparano alacremente e Zora si fa un solitario a carte, Teo e Ian capiscono immediatamente che qualcosa non va. Teo, infatti, durante la copia della stele sulla Legione dei Morti, aveva saputo di qualcuno che li cercava e capisce che è una trappola.

Un gruppo di assassini, mandati a farli fuori, viene immediatamente messo in fuga. Si riparte, quindi, ma stavolta la destinazione di Pietranera ha una deviazione: Rifugio del Pescatore, dove abita un certo “Collo di Serpe”.
Detto fatto, c’è lui dietro questo tentato omicidio. È lui il capo di quella banda di assassini. Una volta era affiliato al Negozio delle Maschere, ma si è tirato fuori dal giro. Ad un modico prezzo, Collo di Serpe accetta di rivelare quello che sa sul Maestro, oltre che aiutare Ian nella sua impresa: “convincere” la famiglia Seidel di Pietranera a schierarsi dalla parte dei ribelli.

A quanto pare due individui hanno chiesto del Maestro di Neri, uno è Pendras, un consigliere nanico di Bocca del Titano, l’altro è un certo Lord Hethliff, di Pietranera. Entrambi cercavano il Maestro per ragioni di conoscenza arcana, ma Collo di Serpe non è mai riuscito a trovarlo. Conferma, tuttavia, che non è stato lui a compiere l’omicidio di Ethan Forgiascura, ma sono stati gli esattori della famiglia Meyker.

Una volta ricevute le informazioni, il gruppo sloggia e si propone di andare a Pietranera: un gran chiasso all’entrata stuzzica la curiosità di Teo, che subito va ad indagare in veste di vecchio lavoratore. A quanto pare un capitano di nave che ha perso tutto durante una tempesta scatenata probabilmente dall’accensione del faro non ha i soldi per pagare la “quota d’entrata” in città. Teo si propone di pagarla in sua vece e il Capitano gli promette di aiutarlo.

A Pietranera, tra cinque giorni, ci sarà un’esecuzione: i capifamiglia dei Fondor e dei Rodine verranno giustiziati, perché accusati, con l’aiuto di due “testimoni oculari” di aver congiurato per uccidere Lorace Grantorcia, il nipote del Capitano del Faro. La folla è inferocita e spezzata in più fazioni: gran parte degli halfling della città crede che i Fondor siano innocenti (in quanto generalmente noti come benefattori) e sia Bruttor che Teo cominciano a pensare di spargere voce che siano stati, in realtà, i Meyker. Il piano, parzialmente, funziona. La cosa davvero importante è data dal fatto che sentono, girando per taverne gestite dai Fondor, che i due testimoni hanno inizialmente raccontato diversamente la morte della vittima: una sosteneva che fosse stato colpita da un quadrello in petto e l’altra sulla schiena.

A questo punto il gruppo pensa bene, anche sotto consiglio di Neri, di andare a cercare questi testimoni oculari. Dopo aver riparato un piccolo scrigno, un elfo oscuro vuota il sacco: Feldan, uno dei due testimoni, un elfo oscuro come lui, lavora nello Squartatoio da un tizio chiamato Squallo dei Sette Denti, un mezzorco che macella grosse bestie marine.

Il gruppo lo interroga brevemente sull’accaduto e Feldan fugge, lanciandosi giù dallo Squartatoio, mentre sia Zora che il grosso felino che accompagna Neri partono all’inseguimento.

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