CHIACCHERA DEL VICOLO:
È sempre utile ragionare con quello che si ha e ciò che viene offerto prenderlo come un dono.
“Curalo, Nano Chierico Dominio della Vita.”
VOCI DALLA FORESTA:
Enrico nei panni di Ariel: Umana Paladina Giuramento degli Antichi
Alessio nei panni di Seinih: Mezzelfa Ladro Duellante
Daniele nei panni di Amdir: Elfo dei Boschi Druido Circolo della Luna
Carlo nei panni di Aliant: Mezzelfo Stregone Anima Divina
Andrea nei panni di Galadriel: Elfo Astrale Mago Cantore della Lama
Ivan nei panni di Beren: Mezzelfo Warlock dell’Immondo
Riapparso anche Galadriel dopo un lungo addestramento, si riesce a parlare con Curalo. Il nano è contento e sorpreso di vedere qualcuno, ma specifica che non sono i prima a passare di lì. Non sa quanti anni siano passati dall’ultima sua interazione, ma un gruppo di gente era già passato per prendere il suo oggetto: un monocolo capace di curare qualsiasi creatura. Quelle stesse persone hanno poi costruito una base oltre il suo tempio.
Dati due consigli e qualche indicazione per la futura ricerca delle ultime tombe, Curalo torna a dormire e lascia il gruppo proseguire nel suo viaggio.
L’esplorazione continua in un antro scavato irregolarmente, molto più vecchio rispetto al tempio iniziale, dove dei muri di forza bloccano l’accesso alla parte più interna. Fortunatamente grazie ad un gioco di leve e meccanismi circolari, vengono aperti i passaggi, ma tre elementali particolari attaccano di sorpresa. Sfortunatamente per il nemico il gruppo, sebbene stanco, ha dalla sua parte un’eccessiva potenza di fuoco.
Il covo mostra altre stanze, tutte abbandonate, piene di pezzi di corpi, sangue secco e pezzi di pelle strappata con forza bruta; segni d’armi non ci sono, paiono essere misti tra contusioni e tagli.
Finalmente si arriva all’ultima stanza e su un altare rialzato vi è proprio il monocolo. Sfortuna vuole che nessuno si sia riposato tra un combattimento e l’altro, solamente la magia sacra di Curalo abbia fatto recuperare parte delle energie di tutti; quindi, nel momento stesso in cui viene toccato il monocolo un immondo creato da catene si alza da terra. Il nemico non è dei più forti, però, la stanchezza gioca loro sfavore, ma la dea bendata non abbandona il gruppo permettendo una serie di colpi perfetti che concedono la vittoria finale.
L’oggetto viene recuperato e finalmente dopo quasi sei ore di combattimenti si ha il beneficio di un buon riposo.