AESIRIA, “LA TORRE LEGGERA”, sessione 87 del 17/07/2023

Luca Basso nel ruolo di Elagorn
Ferdinando Marino nel ruolo di San Raal

Matteo Marostica nel ruolo di Chatànglas
Emil Johan Majani nel ruolo di Dulraen Elding

Davide Emanuele Petarle nel ruolo di Albion

-Shadra, l’elfa delle sabbie, si è interessata molto a Chatànglas. Ha raccontato la storia di un suo simile che era fuggito portando con sè un’arma sacra agli elfi ed ha voluto conoscere il nome dello Scrutatore attorno al quale la comunità degli elfi silvani di Chatànglas si era formata. L’arma del silvano, infatti, proveniva da quelle sabbie e solo lei avrebbe potuto decidere se rimanerci o meno. Decisi a dirigersi verso l’accampamento di orchi, i nostri hanno marciato per un’altra ora e lì si sono diretti con l’elfa. Al loro arrivo, il Capo Odràk si è mostrato particolarmente ostile verso la loro ospite ed i nostri hanno faticato ad essere accettati assieme all’elfa.

-Durante la notte il gruppo ha fatto la guardia a Shadra. Allarmati dai suoi movimenti notturni, l’hanno intimata di non lasciare la tenda. Con un rapido gesto di pugnale, l’elfa ha aperto uno spiraglio tra i lembi di pelle del soffitto della tenda e sorridendo ha cominciato a fissare le stelle. Chatànglas si è accorto di un intenso bagliore che illuminava il volto dell’elfa mentre ella chiudeva gli occhi, ma nient’altro ha disturbato il loro sonno.

-Il giorno dopo hanno lasciato l’accampamento salutando anche l’elfa delle sabbie, che non aveva nessuna intenzione di seguirli verso Raftan, essendo il villaggio dove gli schiavisti si stavano dirigendo. Dopo una giornata di viaggio il gruppo ha raggiunto la Casa dell’Alcool di tre dita, per incontrare Dafnàk ed ingannarlo sull’esito della missione. Mentre attendevano ad uno dei tavoli, San ha voluto scrutare all’interno della sala dove il goblin li avrebbe ricevuti. Lì, il cadavere dell’orco Burgùl giaceva a terra, mentre Dafnàk stava inchinato davanti ad una grande ombra nera.

-Quando il goblin si è dichiarato pronto a riceverli si è fatto trovare con un coltello sporco di sangue in mano, fingendo indifferenza nei confronti del cadavere. I nostri gli hanno fatto alcune domande sui misteriosi committenti e Dulraen ha deciso di scrivere nella pergamena un nome falso, quello che aveva assegnato al suo drago nero. Consegnata all’inconsapevole Dafnàk, il gruppo ha lasciato la piccola sala. Tornati al tavolo, un nerboruto cliente è tornato a fissarli e dopo poco tempo la porta della locanda si è aperta. La prima delle figure ad accedere al piccolo locale era una donna, dal vistoso tatuaggio di un serpente alato…

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