Luca Basso nel ruolo di Elagorn
Ferdinando Marino nel ruolo di San Raal
Matteo Marostica nel ruolo di Chatànglas
Emil Johan Majani nel ruolo di Dulraen Elding
Davide Emanuele Petarle nel ruolo di Albion
-Mentre i nostri si preparavano a tutto, vedevano i nuovi arrivati disporsi nella locanda mentre la donna che sembrava guidarli si sedeva al tavolo del gruppo. Metteva subito in chiaro che il suo capo era scontento del loro operato, ma cheavrebbe potuto fare un’eccezione e non mettere in atto gli ordini ricevuti. Alcune domande ricevevano le loro risposte, reciprocamente scambiate tra i nostri e l’avvenente giovane donna.
-Durante la conversazione, mentre la locanda si svuotava dei suoi avventori, una seconda donna dalle molte cicatrici si è diretta dietro al bancone ed ha sgozzato Dafnàk. Non intenzionata a fornire informazioni sulla sua organizzazione, è uscita dalla locanda dando solo un’indicazione su alcune vicine rovine dove avrebbero potuto proseguire le loro indagini. Se fossero sopravvissuti.
-Quando la donna ha lasciato la locanda, i nostri si sono trovati a combattere i suoi sicari. La satrapita dalle molte cicatrici è stata uccisa da Chatànglas, mentre gli altri venivano consumati dalla luce evocata da Dulraen, dai fendenti di Elagorn ed Albion e dagli incantesimi di San Raal. Quando uno di loro è scappato dalla locanda, dietro di se ha lasciato un’ampolla rompersi e far scaturire un grande spirito del fuoco armato di scimitarra. Tra le fiamme ed il sangue, gli aggressori venivano in fine decimati e l’elementale dissolto.
-Mentre la Casa dell’alcool di Tre Dita veniva sistemata alla bene e meglio, questi parlava con i nostri del Serpente Alato. L’organizzazione si contrapponeva sia alle satrapie che al culto degli antichi genii, fondato da un sacerdote rinnegato che si era separato dal culto degli Dei Sconfitti ed era quindi braccato dal Satrapo di Akratokta. Mentre Elagorn, Dulraen ed Albion mettevano in ordine priorità ed informazioni, San e Chatànglas si recavano al pozzo di Raftàn. Avendo appreso che le oasi satrapite stavano scomparendo e che quel pozzo era l’ultima traccia dell’oasi di Raftàn, il mago vi si recava per darci un’occhiata più approfondita. Chatànglas notava un ragazzino tra la folla, che incrociato il suo sguardo si avvicinava all’elfo e gli porgeva qualcosa che teneva nella piccola mano destra…