AESIRIA – “LA TORRE LEGGERA” – sessione 86 del 11/07/2023

Luca Basso nel ruolo di Elagorn
Ferdinando Marino nel ruolo di San Raal
Matteo Marostica nel ruolo di Chatànglas
Emil Johan Majani nel ruolo di Dulraen Elding
Davide Emanuele Petarle nel ruolo di Albion

-I nostri hanno ragionato sulla situazione, quando San Raal ha visto l’aria muoversi con la sabbia a formare turbini umanoidi che cercavano di colpire il sensore magico. Decisi a proseguire verso il campo degli orchi, i nostriu ci ripensavano quando San descriveva loro una figura che si muoveva dentro una delle tende.

-I nostri sono dunque entrati nell’anello di Dulraen e San, prendendo la forma di un pipistrello, ha portato il prezioso gioiello dentro la tenda stessa. Lì si è presto reso conto della presenza di una figura femminile, un’elfa svenuta e febbricitante che all’uscita di Elagorn dall’anello è entrata in panico. Ritraendosi ed urlando ha scatenato la tempesta di sabbia, che dopo aver divelto la piccola tenda si è concretizzata in sei turbini di sabbia ed aria bollente.

-Balzati fuori dal rifugio di Dulraen, gli altri hanno subito dato man forte. Elagorn ha tratto in salvo l’elfa, che sembrava non essere un bersaglio degli elementali e San l’ha protetta con l’enorme e fluttuante mano arcana. Con i loro migliori colpi e nonostante gli elementali fossero estremamente potenti, i nostri sono in fine riusciti ad avere la meglio.

-Quando le localizzate e letali tempeste di sabbia sono scomparse, Elagorn e San si sono occupati dell’elfa mentre gli altri perquisivano l’accampamento. Gli indizi portavano a pensare che i cadaveri appartenessero a degli schiavisti, come testimoniavano i segni ai polsi ed alle caviglie dell’elfa. Recuperati alcuni oggetti interessanti, misurate ed importanti parole di Elagorn portavano pace nei sogni dell’elfa, che dopo poco si ridestava. Sconvolta dai postumi di una particolare droga che i poteri divini di Elagorn non erano riusciti a sconfiggere, la creatura diceva di essere braccata dal Ladro di Nomi. Mentre Albion le spiegava cos’era accaduto, lei trovava qualcosa in Chatànglas. L’arma dell’elfo, sibilando, raggiungeva l’elfa. Attorcigliata al suo braccio veniva chiamata, dall’elfa, sorella…

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