Luigi Gagliardini nel ruolo di Dorame Lonestar
Claudio Lentini nel ruolo di Iohannis Tzimitras
Marco Losurdo nel ruolo di Irial Kaalirs
Gaia Oldani nel ruolo di Arya
Daniele Zighetti nel ruolo di Lufia
Giovanni Fiabane nel ruolo di Hammer Homebrewer
-La nottata è iniziata, mentre il banchetto terminava ed il gruppo rifletteva sulla necessità di tenere d’occhio Irial. Quando si sono rivolti ad Atra chiedendo un luogo sicuro per passare la notte, questa si è insospettita. Temendo per i membri della tribù, ha reagito chiedendo chi fosse il loro compagno tanto pericoloso da dover essere legato e posto in un luogo sorvegliato. Percependo il suo spirito lupo, ha ordinato agli orchi di portare fuori dal perimetro Dorame e di lasciarlo nel deserto.
-Mentre il nano veniva lanciato oltre i bracieri, tra le dune buie, le ombre cominciavano ad avvicinarsi. Odràk è intervenuto, riportando l’ordine e consentendo a Dorame di tornare al sicuro. Accertata la sua innocenza, Irial si è palesato come quello soggetto all’influenza lunare. Promettendo di badare a lui e sottolineando che la luna rossa avrebbe iniziato il suo plenilunio il giorno seguente, i nostri hanno appianato le tensioni. Odràk ha parlato di una donna, la quale avrebbe potuto aiutarli, che viveva non distante da Raftàn.
-Durante la notte Irial è rimasto scomodamente legato, dormendo all’aperto assieme ad Hammer e Dorame. Lufia, prima di coricarsi, ha deciso di liberare il prigioniero custodito nella tenda. Trafelato, l’uomo ha ringraziato la barda ed è scomparso nella notte. Il lungo riposo dei nostri è iniziato e la notte è trascorsa senza disturbo.
-Al loro risveglio, Atra si è mostrata pronta a partire, esaurite le mansioni all’interno della tribù. Con un’otre di acqua e della carne appesa alla schiena, l’orchessa ha annunciato che una volta iniziato, il viaggio non avrebbe visto pause di sorta. Quando tutti si sono dichiarati pronti, l’orchessa ha iniziato a marciare a passo spedito. Ore di viaggio duro e senza soste hanno condotto i nostri, esausti, al confine di Raftàn. L’insediamento, un piccolo villaggio abitato da uomini e donne, appariva tranquillo ed Atra ha indicato al gruppo la Casa dell’alcool di Tre Dita. Raggiunto il locale, i nostri si sono accomodati ed hanno fatto la conoscenza di Mazner, il proprietario. Nella lingua tiepida, il satrapita dava il benvenuto ai nostri ed ascoltava le loro richieste. Parlando di un uomo che avrebbe potuto aiutarli, conducendoli dalla donna che cercava Irial, ha indicato l’entrata quando il trafelato ex prigioniero degli orchi raggiungeva la locanda…