Emno-Tork – “Gelidi Venti di Rivolta” – Sessione 44 – 11.10.23

Chiacchiera del Vicolo

Claudio – Elvis Tresley

Filippo C. – Zora

Daniele – Neri

Riccardo – Bruttor

Giovanni – Aedi Ohesi, detto Ohesi

Alfonso – Teo, detto anche: Leo, Teodoro, Teocolo, Teoforo, Doroteo, Alteo, Mateo, Teocrito, Teolindo, Tebeo, Bea

Porto Pietranera

Dopo aver accettato l’aiuto di Kriegvald, il gruppo si ricompone per entrare all’interno delle fogne, che utilizzerà per passare dall’altra parte, dove è pronta la distrazione che sposterà i soldati di guardia alla postazione tramite un cambio di turno.

L’entrata delle fogne è diversa da quella esplorata l’ultima volta e il gruppo si ritrova a dover passare attraverso vasche di acque reflue. Ohesi ha cura di cercare passaggi nascosti all’interno delle varie zone frequentate ed effettivamente scopre l’esistenza di una falsa parete che contiene un meccanismo in grado di gestire le chiuse. Elvis, quindi, lo trasforma in pipistrello per fargli esplorare le strette condutture in cui passano le catene di questo marchingegno. Neri ha la buona idea di immaginare, tramite il meccanismo che gestisce le chiuse, che manomettendole probabilmente si potrebbe impedire l’uscita dell’acqua dalla città e quindi, in pratica, inondare i livelli più bassi con acqua delle fognature.

Scoprendo a malincuore che c’è un grosso mostro delle fogne, Zora rimane un po’ indietro durante la fuga ed è costretta ad affrontarlo. Per fortuna che Bruttor se ne accorge in tempo ed accorre per dare manforte alla sua impresaria. In una combinazione di martellate e stoccate, i due riescono a liberarsi in fretta della minaccia, nonostante rimangano un po’ impantanati in sgradevoli sostanze.

L’accesso alla vecchia torre sotterranea avviene attraverso una botola e alcuni di loro riconoscono il luogo, già esplorato in precedenza. Come sempre, le grosse melme umanoidi che si trascinano avanti e indietro su tutto il percorso, invocano “Sorella Madeline”, aspettandosi che li nutra.

Saliti più in su, il gruppo scopre che c’è una ulteriore melma, che si finge altre persone tramite un simulacro fatto di questa specie di gelatina rossa. Una volta scoperta la sua vera natura, l’enorme agglomerato di melma rossa, al cui nucleo si trova il marchio di Kargrand pulsante, si rivela in tutta la sua potenza, colpendo immediatamente Ohesi, togliendogli dei ricordi. Teo non perde tempo e immediatamente usa la preziosa fiala di pece pietrificante per bloccare sul posto questo pericoloso nemico, permettendo al sacerdote di sfuggirgli e al gruppo di affrontarlo da una distanza di sicurezza.

Purtroppo Zora viene colpita in pieno dalle capacità psichiche di questa creatura e una delle sue memorie più recenti, l’uccisione di Amir, viene cancellata. Dahlia, dal canto suo, non perde occasione per rimpiazzare questo (s)piacevole ricordo con qualcosa di più tenero, il suo primo incontro con Devika.

Il gruppo, dopo aver sconfitto l’abominio, scopre che questa grossa melma aveva in sé il simulacro di Madeline. Neri piange a dirotto, seppur venga confortato magistralmente da Teo, pensando che la giovane donna sia stata “mangiata” dalla orrenda creatura. Una volta entrati nella sala dell’Orologio Astrale, si ritrovano davanti il vecchio quadrante dello stesso, danneggiato in più punti. Questo segna, a circa 6 giorni di distanza dal giorno corrente, un’eclissi. Ohesi interpreta la cosa con la profezia dell’Apocalisse del Nero Sole, mentre fa capolino un volto conosciuto: Madeline, la quale non ricorda minimamente di aver visto il gruppo. Pensando che sia un impostore, Bruttor la interroga con domande alle quali risponde perfettamente. È solo a questo punto che Zora deduce che l’abominevole gelatina rossa fosse in grado di creare simulacri delle persone di ha rubato i ricordi.

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