EMNOTORK – -I pilastri della fiamma- – SESSIONE 18 – 22.06.2023

Chiacchiera del vicolo – Sessione 18

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal

Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re

Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia incendiaria

Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore

Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro

  • Gli eroi proseguono la loro indagine all’interno del sistema di grotte nel primo livello della miniera e individuano una zona degli Scavi ormai abbandonata. Qui le pareti trasudano di uno strano minerale vagamente umido al contatto al cui interno si dibattono ancora in vita piccolissime chioccioline di mare che ad un’indagine più accurata sembrano produrre la stessa sostanza che una volta solidificata si tramuta in un cristallo. Gli eroi non riescono ad individuare la specie di appartenenza dei piccoli animali ma tuttavia riconoscono nelle creature e quindi nella struttura cristallina da queste prodotta una discreta aura magica della scuola di ammaliamento che fa supporre la tossicità della sostanza.
  • Gli eroi interrogano Garth, il nano a capo dell’unità di scavo della miniera. Persuaso alla collaborazione con la promessa di ricevere grazie alla buona parola degli eroi uno sconto sulla sua pena, il detenuto rivela di aver tagliato sulla qualità di alcuni lavori di scavo facendo scavare a mano piuttosto che con l’ausilio di alcune preziosissime pergamene magiche atte all’apertura di passaggi nella roccia.
  • Gli eroi interrogano nuovamente Serth facendo leva sulla sua profonda fede in Pavona. Attraverso l’ausilio di una illusione riescono a ottenere dall’uomo una confessione in merito ad un evento di cui egli non ha chiara memoria. Quindici giorni prima infatti l’uomo ricorda l’immagine delle sue mani che stringono le mani di una figura umanoide sconosciuta. In questo ricordo Serth ha la chiara impressione di provare sentimenti di amicizia per la figura. Il detenuto ricorda anche di aver consegnato alla sconosciuta figura un grosso libro, probabilmente il libro mastro, prima di cadere poi in un sonno profondo. Al suo risveglio non viene nessuno intorno a lui.
  • Gli eroi sfruttando le informazioni ottenute riescono a individuare un’area della miniera le cui pareti presentano tracce dell’uso di magia proprio vicino alla zona dove Serth afferma di aver incontrato la misteriosa figura. Grazie alla dinamite trovate in precedenza riesco ad abbattere la parete e rivelano un passaggio verso un sistema di tunnel apparentemente molto antico e scavato invece a mano.
  • Gli eroi avvisano Bernard della loro scoperta e scendono nel sistema di tunnel appena rivelato che li conduce nelle profondità della terra subito al di sotto del laghetto di acqua luminescente del primo livello della miniera. La loro esplorazione li conduce in un’area del sottosuolo particolare antica che presenta le rovine si una qualche civiltà. Proprio tra queste rovine trovano un elfo di mezza età completamente impazzito. L’elfo non sembra in grado di sostenere una conversazione ed in modo ossessivo ripetere il proprio nome insieme al monito di non mangiare nulla anche se non ricorda il motivo di questo messaggio a se stesso. Tra le rovine gli eroi individuano anche parte della refurtiva di cui sua madre alla ricerca e tre monete ed il pregiato marmo vi sono anche diversi cristalli di notevoli dimensioni come quelli trovati in precedenza. Insieme alla refurtiva vi è un diario dove il capo degli uomini che hanno attuato il furto parla del crollo della lorde di fuga e della impossibilità sia di fuggire da quel luogo per la vecchia via si è di scappare in superficie poiché se venissero presi li attenderebbe un futuro peggiore della morte, a suo dire. Nel diario l’uomo valuta l’idea di nutrirsi delle chioccioline presenti nei cristalli dal momento che le scorte di cibo e la carne del gigante ragno cacciato poco prima per terminare.
  • Gli eroi individuano il passaggio crollato verso l’originale via di fuga e provano ad aprirlo impiegando ancora una volta la dinamite. L’esplosione ottiene l’effetto desiderato ma tira anche l’attenzione dei sopravvissuti citati nel diario i quali sembrano ora mossi soltanto alla fame e danno assunto un aspetto terribile e mostruoso.

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