Chiacchiera del vicolo – Sessione 19
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, La giustizia incendiaria
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Gianfranco A. nel ruolo di Drake Gileanor, Il furfante dal cuore d’oro
- Gli eroi affrontano tra le rovine gli autori del furto ai danni delle miniere di Latavia. Questi, spinti dalla fame, sembrano essersi alimentati delle chioccioline che vivono nei cristalli. La strana dietra sembra aver influito sul loro raziocinio quanto sul corpo. Squame sporadiche e lunghi tentacoli pendono dalle loro bocche mentre il loro scheletro cresciuto a dismisura lascia parte del corpo privo di tessuti mentre lunghe lische si partono dalla loro colonna vertebrale. Una volta sconfitti l’autopsia rileva n gran numero di gusci nel loro stomaco e diverse chioccioline nell’encefalo alle prese con una veloce riproduzione.
- Gli eroi proseguono nel varco aperto grazie alla dinamite e che originariamente avrebbe dovuto costituire la via di fuga per i ladri. Un grande lago sotterraneo si apre alla loro vista e poco distante, sulla riva, il resto della refurtiva. Dal bottino sembrano mancare però tutti i cristalli e sulla riva rocciosa si trovano, perfettamente piegati, dei panni appartenuti a qualcuno. Gli eroi individuano nel lago un tunnel sommerso e, sospettando che uno dei ladri si sia allontano a nuoto attraverso quel passaggio, decidono di seguirlo. Filavandrel si offre volontario, ma dopo pochi minuti di immersione di lui non vi è più traccia ed il resto degli eroi si getta al salvataggio. Nella traversata, chi con più successo chi con meno, tutti riescono a tollerare l’apnea e la pressione e a giungere dall’altra parte, ma nessuno riesce ad individuare il compagno disperso.
- Filavandrel si risveglia, dopo essere stato travolto da onde innaturali, in una città calda e sabbiosa al centro di un immenso bazar. Qui non è il sole a splendere all’orizzonte ma un immenso palazzo irraggiungibile come i confini del mondo e luminoso come una stella. Orientatosi nello strano luogo la sua attenzione viene richiamata da un singolare venditore. Il suo nome è Melchior, una cornacchia dallo sguardo astuto e dal grande senso degli affari. Melchior afferma che un giorno diventerà il re di tutti i mercanti, ma che per adesso ha un’offerta per Filavandrel, roba concreta più dei sogni ma meno dell’oro. Libertà, la libertà di cui ha sempre avuto fin troppo bisogno da ragazzo, in cambio della sua fortuna da avventuriero. Il baratto avviene.
- Gli eroi giungono dall’altro capo del tunnel, Ad attenderli una ampia grotta, un tempo pavimentata, forse un tempio dimenticato del dio dei mari, Malvar. Al suo interno una creatura inspiegabile avvolta in stracci e poco altro manipola immensi cristalli e sembra avere una affinità particolare per le chioccioline che vi crescono. Gli eroi decidono di eliminarla preventivamente ma lo scontro risulta ostico poiché la creatura è protetta da giganteschi mitili mentre le chioccioline introdotte durante il combattimento precedente iniziano a divorare gli eroi dall’interno. Durante lo scontro Filavandrel emerge dalle acque trascinato a fatica da una piccola fata il cui corpo sembra costituito di oro puro.