Emnotork – “Il Destino di Orloch” – Sessione 92 del 23/03/2023

Emnotork, Miraggi di Velen
Granducato di Orloch
Testimonianza di
Imanuel Cantanebbia

Miei cari avventori,

fonti certe mi hanno riferito di come i Protettori di Orloch abbiano lasciato Castel d’Arthus per recarsi nella grande città di Velen. Le motivazioni di questo viaggio sfuggono alla mia comprensione, ma spero che ritornino presto ad aiutarci. Purtroppo la situazione sta peggiorando; le colline pullulano di non morti ed il castello sarà presto assediato.
I soldati stanno usando baliste e catapulte per tenere lontani i morti da qui, ma continuano ad arrivarne altri. Il vero problema non sono le centinaia di scheletri e zombie in continuo arrivo, quanto più le entità eteree che spesso fluttuano dal cielo. Essi infatti possono attraversare le pareti e le armi comuni non hanno effetto su di loro. E’ una fortuna che i nostri chierici stiano usando tutti i loro poteri divini per tenere lontane queste creature. Le aree principali del castello sono state benedette e tutti coloro che non sono in grado di combattere, si sono rifugiati qui dentro dove ci troviamo ora, nella cappella dei tre divini. Fintanto che ci troviamo tra mura consacrate, nessuno spettro, fantasma o non morto che sia potrà mai nuocerci o avvicinarci.  E’ una fortuna poter contare su gente valorosa come i Cavalieri dell’Alba, ma spero di cuore che i Protettori di Orloch ritornino presto. So di per certo che questa loro partenza improvvisa sia motivata dalla ricerca di qualcosa di importante, anzi, fondamentale per l’esito di questa guerra.

Lord Lutherius T’Han è una creatura immortale; in lui scorre il sangue dell’oscurità, oltre ai poteri di una magia empia, oscura e malvagia. Egli non è semplicemente un necromante; come già detto, T’Han è un Nirva. I Nirva sono famosi per la follia che ha logorato la loro mente, una fine che anche Aramil Fogliadiquercia ha rischiato di fare. Si dice che egli abbia perso il favore degli Dèi, e con esso, anche i suoi poteri. In effetti, non nego di aver visto un’ombra offuscare lo sguardo di quel povero elfo. Spero di cuore che presto i suoi occhi tornino a brillare come un tempo. Parlando con suo fratello Haldir, egli è convinto che ci sia ancora del buono nel cuore di Aramil e spera che egli possa espiare le sue colpe imboccando il sentiero della redenzione. Io non sono nella posizione di giudicare nessuno, ma se posso dire la mia, spero di cuore che lo faccia. Gli elfi sono l’incarnazione di tutto ciò che è bello, saggio e raffinato. Loro rappresentano la Luce delle stelle che brillano nel cielo ed io credo che ogni qualvolta qualcuno di loro dovesse cadere nella tentazione dell’oscurità, allora da qualche parte nel cielo una stella muore. Lo so che è solo una favola per bambini, ma è anche una metafora artistica che rispecchia molto bene ciò che è accaduto ad Aramil. Suo fratello Haldir, per inciso, è d’accordo con me su questo termine di paragone. A tal riguardo ho avuto il piacere di parlare anche con i nostri sacerdoti, il Guardiano della Folgore Valaki e la Custode della Sacra Fiamma, Lisandra Forgiarossa. Non biasimo la diffidenza della sacerdotessa di Vorrath, mentre al contrario mi stupisce il placido distacco con cui Valaki abbia affrontato l’argomento. Non sembra nemmeno risentito del fatto che Aramil abbia ucciso un membro della sua stessa chiesa, eppure, sembra quasi fiducioso del fatto che le tenebre siano sempre destinate ad essere rischiarate dalla luce, in un modo o nell’altro. Non c’è ombra senza luce, dico io. L’ho sempre detto. Quindi spero di cuore che Aramil trovi l’equilibrio che gli doni la serenità che merita. Ma ancor di più, spero che i Protettori di Orloch tornino presto e ci aiutino a vincere questa guerra, o presto sarà la fine per tutti noi. Avete sentito? Oh no, di nuovo la campana! Sta arrivando una seconda ondata. Presto, chiudiamo le porte della cappella e facciamo rientrare quelle persone là fuori. Diamine, ci sono anche dei bambini! Venite, entrate dentro la cappella, subito! Gli spettri! Arrivano gli spettri!

I Protettori di Orloch:

(GIANMARCO Z. interpreta):
Aramil Fogliadiquercia,
Ex Inquisitore Supremo di Orloch
, quest’elfo ha perduto la fede negli Dèi e, dopo aver voltato le spalle alla Luce per schierarsi con le Tenebre, adesso è in cerca della Redenzione in modo da espiare i suoi peccati.
(IVAN L. nel ruolo di):
Bitruc Gemcutter,
geniale Mago di razza Svirfneblin che ha scelto la vita in superficie per approfondire e condurre i suoi studi magici.
Protettore di Orloch e Rettore della Grande Biblioteca di Orloch.
(ANDREA R. alias):
Sir Marcus “Neverempty”,
un soldato in congedo che ha giurato di combattere in nome del Dio del Tempo.
Cavaliere e Protettore di Orloch.
(NINO S. nella parte di):
Tyr figlio di Y’mir,
fratello di Arghè, risvegliatosi da un lungo letargo,
questo mezzogigante dalla forza spropositata,
ha fatto della furia da battaglia la sua arma principale.
(GIANNI C. nel ruolo di):
Romulus Barbanera, Maestro di battaglia e veterano di guerra con un glorioso ed onorevole passato militare che si è lasciato alle spalle per intraprendere la vita da avventuriero.
(LORENZO C. interpreta:)
Arghè figlio di Y’mir
fratello di Tyr,
mezzogigante di un’era passata,
risvegliatosi da un letargo secolare per combattere un’antica minaccia.

Co-Protagonisti (PNG):

Ergon il nero,
un misterioso sicario Mezzodrow, Protettore di Orloch.

META GAME:

  • Castel d’Arthus, Sala Tattica della Torre dei Cavalieri dell’Alba. I protagonisti si preparano per partire per Velen, quando il Comandante Loren li raggiunge dicendo loro che un nuovo soldato è giunto al castello chiedendo di loro: Romulus Barbanera, del clan Barbanera, un valoroso guerriero di razza nanica mandato da Thorin ad aiutare i Protettori di Orloch in questa guerra. Giunto dalle Terre Fertili, Romulus accetta di buon grado nell’unirsi alla compagnia e viene altrettanto ben accolto.
  • Bitruc usa la magia per teletrasportare il gruppo a Velen. Raggiunta Velen il gruppo si reca alla locanda L’Orca Rossa, dove chiedono informazioni sull’Orfanotrofio, La Casa delle Conchiglie Perdute, luogo dove alloggia Killit, il sacerdote di Aenerion ricercato dal gruppo.
  • Raggiunto l’orfanotrofio il gruppo conosce Ambrosia Biancospino, la proprietaria dell’edificio, la quale li accoglie dopo aver obbligato i PG a lasciare le armi fuori l’edificio. Per orgoglio, Tyr rimane fuori pur di non cedere le proprie armi mentre il resto del gruppo entra dentro.
  • I PG incontrano Killit, il quale ascolta le loro richieste. Alla fine il chierico di Aenerion suggerisce ai PG di cercare La Lama della Clessidra nota anche come Pugnale delle Sabbie del Tempo, un artefatto benedetto dal Dio del Tempo, Aenerion, situato sotto la Città Morta delle Sabbie, tra la Piana degli Estinti e le Colline dei Lamenti. Per raggiungere il Tempio Sepolto di Aenerion, Killit dona ai PG una particolare bussola magica che li guiderà nella giusta direzione.
  • Il gruppo si concede un giorno per acquistare equipaggiamento e partire per il viaggio in direzione delle colline dei lamenti. Durante il viaggio però, la compagnia viene attaccata da alcuni Elementali del Grande Gelo, accompagnati da alcuni Wraith del Gelo. Il combattimento non è particolarmente ostico, soprattutto grazie alla magia di fuoco di Bitruc e ai poteri divini di Marcus. La forza di Tyr si fa rispettare e Romulus, pur sfortunato per alcuni incidenti che gli impediscono di dare il meglio di sé, riesce comunque a fare la sua parte e dare un aiuto ai suoi nuovi compagni, battendosi con coraggio. Aramil purtroppo, invece, si trova svantaggiato. Avendo perduto la fede negli Dèi, non ha più potere per lanciare incantesimi, almeno per il momento, quindi si difende come può, battendosi con il martello da guerra.
  • Alla fine il gruppo riesce a sconfiggere i nemici e riprendere il viaggio. Durante il tragitto, Aramil cade in trance per riposare. Durante il riposo, ha una visione onirica durante la quale gli appare An’arael, il Serafino del Tempo, messaggero del Dio Aenerion. Il serafino apre gli occhi ad Aramil, facendogli comprendere quanto egli abbia perso il cammino e la propria identità. Il celestiale tuttavia mostra ad Aramil una via di salvezza; ricercare la Saggezza e la Fede negli insegnamenti di Aenerion, il Dio del Tempo. Quando Aramil si risveglia, si ritroverà in mano una piccola clessidra.

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