Nome del gruppo: Volta di Ghiaccio S.r.l.
Gabriele C. nel ruolo di Vanni Casagrande
Marcello (Sol) C. nel ruolo di Samuele Casagrande, giravolta di nomi
Filippo V. nel ruolo di Gundanam, l’esecutore
Mirko Ferrara nel ruolo di Dante Casagrande
-I nostri eroi riescono ad entrare a La Gabella e scoprono che si tratta di una copia della loro Sgabellia, eretta da Duccio Casagrande con l’aiuto del Signore delle Porte, un demone, che si esibisce nel locale come prestigiatore. Il signore delle porte ha connesso la locanda situata nella città di Corellia con le più importanti città, come Èpoma e Val. Le regole sono chiare, tramite il volantino di invito, gli avventori possono individuare una porta ed entrare a La Gabella. Alla fine della serata, o più probabilmente il mattino dopo, i visitatori fuoriescono dal locale dalla stessa porta da cui sono entrati. Gli accessi sono normalissime porte, tranne nel momento in cui i visitatori vi entrano.
-S Casagrande (Sol), rivela a Duccio che sono ambasciatori di Sgabellia e prova a convincerlo di collaborare e spostare la Gabella dentro la loro Sgabellia. Duccio non è per nulla d’accordo, egli infatti ha sognato un luogo come Sgabellia per metà della sua vita e l’ha cercata per l’altra metà. Era entusiasta quando ha scoperto che qualcuno aveva trovato Sgabellia, molto meno quando comprese che i pochi abitanti del luogo erano truffatori, rapitori, assassini e, ancora peggio, un nano. Così dopo aver incontrato il signore delle porte, decise di fondare La sua Sgabellia. Per distinguerla da quella piena di feccia, decise di chiamarla La Gabella.
-Delusi i nostri eroi scelgono di proseguire con i loro piani. Cercheranno di raccogliere le 10+1 anime necessarie per completare il Martello di Morden, per la creazione di oggetti magici, e di dirigersi a Corellia per risolvere la faccenda de La Gabella. Per fare ciò si imbarcano sul “Mollusco”, un brigantino di 18 metri, rimasto con metà dell’equipaggio a causa di voci di un “onda di morte” nel lago.
-Il primo giorno di viaggio fila liscio. Il capitano Mara Morisso al timone, il giovane Birillo di vedetta sulla coffa, e nel mentre “Er Trivella”, un simpatico nano cerca di insegnare la navigazione a Vanni (Gabriele) e Gundanam (Filippo). Durante il turno notturno è un altro nano, Kopicus Rittosempre (per la sua capacità di dormire solo 3 ore a notte) e il povero Dante (Mirko) a occupare il ponte. L’elfo è riuscito a scansare il lavoro tutto il giorno, ma scopre ben presto che Kopicus è un insegnante crudele e inflessibile, che costringe Dante a lustrare il ponte tutta la notte.
-La giornata successiva i nostri eroi individuano tra i resti di un naufragio spezie, ricchezze e corpi, uno dei quali ancora respira. Si tratta di una giovane elfa. Dante decide di curare con la magia la ragazza svenuta, le cui uniche ferite sono centinaia di piccoli taglietti in serie. Nello stesso momento in cui lancia il suo incantesimo di cure, il povero Birillo cade fragorosamente dall’albero maestro. Sul corpo dell’elfa compare un nuovo taglietto. Per il giovane mozzo non c’è speranza, il suo collo è spezzato.
-I nostri eroi decidono di interrogare la naufraga, la quale inizia a parlare in maniera frenetica, cambiando lingua ad ogni frase, compresa quella antichissima di Gundanam. “Un onda di scheletri; una marea di morte non più tenuta a bada; e la spada del lago, lontana dal suo compito”.
-I nostri eroi non hanno il tempo di provare a comprendere le parole oscure dell’elfa o di ascoltare il consiglio omicida di Dante. L’imbarcazione è sotto attacco da un altro numero di creature scheletriche. Decine di creature vengono respinte ma non prima di portare via con sé il capitano Morisso e il quartiermastro. Due scheletri riescono a raggiungere la misteriosa elfa, ma non riescono nel tentativo di strangolarla.
-Nella battaglia vengono distrutti entrambi gli alberi dell’imbarcazione e la ruota del timone. Alla deriva, senza capitano, i nostri eroi si rivolgono telepaticamente allo zio Leonardvs (Giorgio gdr 24).
-Il gruppo comprende che la spada che ha Azaraphael (Leo gdr 24), o meglio chi la brandisce controlla coloro che muoiono nel lago. Ma l’Aasimar è da tanto lontano dal lago e le ultime 346 anime invece che nella spada sono state convogliate nell’elfa.
-Mentre Vanni, Gundanam e Dante si rifugiano nel baule per recuperare le forze, a Sgabellia, S Casagrande prova ad insegnare a Ula, questo è il nome della naufraga, a controllare il suo potere. In realtà S quasi convince Ula a consegnarli il suo potere prima che lei si accorga che il Casagrande non ha abilità magiche se non la lingua argentata.
-Grazie all’aiuto di S, Ula inizia a controllare il lago e placa l’attacco delle anime infuriate.
Ora il lago ha due padroni, un equilibrio decisamente instabile.