Lande di Cristallo – “La volta di Ghiaccio” – SESSIONE 33-34 – 1 e 9/05/23

Nome del gruppo: Volta di Ghiaccio S.r.l.

Gabriele C. nel ruolo di Vanni Casagrande

Marcello (Sol) C. nel ruolo di Samuele Casagrande, giravolta di nomi

Filippo V. nel ruolo di Gundanam, l’esecutore

Giuseppe P. nel ruolo di Gulnar Sidirug

MIrko Ferrara nel ruolo di Dante Casagrande

-I nostri eroi riescono a risolvere il non troppo complicato meccanismo di sicurezza del fabbro poeta. Recuperano la testa del martello magico, promesso da Morden a Gulnar (Giuseppe), in più Gulnar ottiene la compagnia del gufo meccanico Granchio, il quale era a guardia del luogo. Come molte delle invenzioni del dio Morden pare avere alcuni problemi, infatti fu a causa di questo costrutto che nacque l’espressione “prendere un granchio”.

-Il gruppo recupera anche Vanni (Gabriele), che era caduto in una voragine. Quest’ultimo li teletrasporta a Fratte Scure, un villaggio nelle vicinanze di Epoma. L’abitato è stato quasi totalmente abbandonato, i suoi abitanti pare siano andati in cerca della dea Medira, i nostri eroi pernottano quindi in un edificio abbandonato.

-Una volta entrati in città i nostri eroi svolgono più commissioni. S. Casagrande (Sol) consiglia di andare verso la bottega della vecchia Fefè, per ottenere informazioni. Gulnar chiede come poter costruire un manico per la testa del martello trovata nell’antro del fabbro poeta. Fefè gli propone che lei stessa potrà costruire il manico, ma sono necessari alcuni ingredienti: Un’anima di un demone e 10 anime di creature senzienti qualunque. La vecchia sorpresa dalla mancanza di problemi di natura etica, chiede come pagamento un’anima di un “puro di cuore”. Gulnar e soprattutto Vanni sono disgustati dall’idea di uccidere un bambino, Dante (Mirko) invece sembra avere un’illuminazione divina. La vecchia spiega che: “Un puro di cuore è una creatura che non conosce il male, qualcuno di ingenuo o pazzo o che non crede di aver mai fatto nulla di male, che sia vero o meno, alla fine bene e male sono sfumature di fumo nelle nostre menti!”.

-S. Casagrande è intenzionato a preparare una festa all’interno di Sgabellia per convincere più persone possibili a trasferirsi, ma scopre che qualcuno gli ha rubato l’idea, non solo della festa, ma anche di Sgabellia. Recuperano infatti, con molta fatica,  un volantino dove viene pubblicizzata l’apertura del locale “La Gabella”. L’apertura è per la sera dell’indomani, ma scoprono che ci sarà un’apertura speciale per pochi intimi quella stessa sera. Un avvenimento a cui i nostri eroi non vogliono mancare.

-Altro momento di disappunto per S. Casagrande arriva quando va a visitare la torre della maga, sua cugina Tessa Casagrande. L’elfa ha fatto tesoro delle truffe, burle, e inganni del cugino e ora vende oggetti incantati per contrastare truffe e furti.

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