Emnotork – “Sussurro d’Inverno” – Sessione 4 – 20/03/23

Chiacchiera del Vicolo

“Passi nella Neve”

Julian R., nei panni di Orlius, il Chierico Nano

Martina R., nei panni di Gwen, la Paladina Aasimar 

Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana 

Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo

Karina C., nei panni di Helena, la Guerriera umana

Eleonora L., nei panni di Echo, la Maga Mezz’elfa

Il viaggio verso Ottoquerce è tutt’altro che facile, tra freddo atroce che entra nelle ossa, vento sferzante che ferisce viso e mani e la neve che rende ogni passo più faticoso. Il villaggio appare deserto, a parte la lontana, indistinta, inquietante figura, scorta per un’istante da Echo e poi sparita nel nulla in un refolo di neve alzata dal vento. 

Il gruppo inizia quindi le sue indagini, qualcuno sembra aver fatto irruzione di recente nelle abitazioni con l’evidente intento di portar via qualcosa, questo è chiaro, tuttavia il maltempo, oltre alla fame ed alla stanchezza costringono i nostri a rifugiarsi all’interno per riposare. Al mattino, dopo un momento di panico a seguito di un rumore inusuale proveniente dalla cucina, il gruppo fa la conoscenza di Timmy, il figlio di uno dei taglialegna. Il bimbetto viene subito accudito dal gruppo, che prendendosi cura di lui e promettendo di trarre in salvo i suoi genitori riesce a tranqullizzarlo.
Con parole semplici ed ingenue, il piccolo racconta fatti inquietanti su come il ponte che attraversa il torrente ad ovest verso la Città sia stato distrutto per due volte in due settimane, di come sua madre fosse spaventata e suo padre arrabbiato e dell’assalto dei tizi “brutti e cattivi” che hanno rapito i suoi genitori, sua sorella e suo fratello. Mentre il gruppo decide sul da farsi, Helena, in quel momento di guardia, nota la presenza di una banda di orchi a cavallo di lupi giganteschi diretti verso la casa. Sono stati fiutati ed è ora di entrare in azione.
Lo scontro è feroce, ma grazie ai rinnovati poteri degli incantatori ed alla nuova forza dei combattenti, i nostri hanno la meglio ed una volta tolti di mezzo gli avversari si affrettano nel seguire a ritroso le tracce lasciate dai segugi.

Durante il tragitto il gruppo attraversa delle antiche rovine, un tempo un altare votivo o un tempio sacro e tra le colonne vetuste di ere, Gwen scorge qualcosa che la scuote nel profondo, una visione malinconica e misteriosa, forse collegata alla profezia di Mizar.
Di nuovo, il gruppo si affretta a rimettersi in marcia, ma anche questa volta il freddo si rivela il peggior nemico da affrontare e nonostante il cielo terso, gli avventurieri, anche per via della presenza tra loro del piccolo Tim, sono costretti a fare una sosta all’interno di una grotta naturale, pronti a ripartire una volta recuperate le forze.

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