Emnotrok – “Il Guanto di Seta” – Sessione 12 – 09/04/2024

– Dario Chiassoni nei panni di Alaric Zappertwist (Gnomo Mago)

– Enrico Delorenzi nei panni di Shanna Sprocket (Gnoma Guerriera)

– Francesco Ferrante nei panni di Hedorim (Dragonide Guerriero)

– Nicolò Moschi nei panni di Lambert Star (Umano Chierico)

– Paolo Francesconi nei panni di Azir Crowley (Coboldo Bardo)

– Simone Giannoni nei panni di Lumino Finnrick (Mezz’eldo Stregone)

– Terminato l’ultimo incarico e avendo compiuto con successo la missione di trovare e porre fine alla minaccia del necromante conosciuto come lo “Spaventapasseri” potevano tirare un sospiro di sollievo e Mr.Rosso (Jonas Marrik) assieme a Mr.Nero(Ate Thacilli), al goblin Gonni Gemello e al Capitano Hogen si concedarono per prendere la rispettive strade.

– Lord Barrada anche conosciuto dal gruppo come Mr.Marrone pensieroso e affermando di avere un importante questione da risolvere, conceda il gruppo ma non prima di dirgli che potrebbe avere per loro un incarico importante per la gilda del Guanto di Seta e che avrebbe apprezzato la loro entrata nella gilda.

– Miss.Verde (Shanna), Mr.Blue (Lambert), Mr.Rosa (Azir) e Mr.Bianco (Lumino) decidono prima di dare una risposta definitiva decidono di andare prendersi un pò di tempo e andare al mercato a fare qualche compera.

– Shanna, Lumino, Azir e Lambert passeggiavano tranquillamente tra le bancarelle del mercato delle cupole nella città di Seta di Sabbia, ammirando i vari artefatti esotici e merci colorate che riflettevano la diversità culturale del luogo. L’aria era permeata dall’odore delle spezie e dal chiacchiericcio dei mercanti che annunciavano le loro merci con voce squillante.
Senza alcun preavviso, un fulmine squarciò il cielo sereno, colpendo il terreno con un boato assordante. Tutti si fermarono di colpo, voltando lo sguardo verso la sorgente del fragore. Quando il fumo iniziò a diradarsi, si rivelarono due figure inaspettate al centro di un cerchio bruciacchiato: un anziano gnomo con una barba folta e un draconide dalla stazza imponente.
Il mezzelfo Lumino si rifugiò immediatamente dietro al corpulento umano Lambert, cercando protezione dietro la sua ampia schiena. Azir, il coboldo, seguì l’esempio di Lumino e si nascose a sua volta dietro di lui, sporgendo appena la testa per scrutare gli strani arrivati. Shanna, la gnoma, li osservò con una smorfia di disapprovazione, chiaramente disgustata dalla loro mancanza di coraggio.
Nel frattempo, lo gnomo dalla barba folta si alzò in piedi barcollando su sé stesso, cominciando a girare in tondo come se stesse cercando di orientarsi in quella nuova e sconosciuta realtà. Il suo percorso sembrava regolare e ripetitivo, ma era difficile dargli un senso. Il draconide, altrettanto confuso, scuoteva la testa cercando di raccogliere i suoi sensi, mentre i suoi occhi si spalancavano osservando l’ambiente circostante con un misto di stupore e cautela.
Lambert, il chierico di Okna, non poté trattenere il suo istinto di aiutare il prossimo: con passo deciso, si avvicinò ai nuovi venuti per stabilire se vi fosse bisogno di interventi curativi. La folla attorno a loro si era ormai fatta densa, un mormorio crescente di paura e curiosità si propagava tra i presenti, molti dei quali non avevano mai visto un avvenimento del genere.
Shanna, dopo un breve istante di esitazione, seguì Lambert. Il senso di responsabilità verso i suoi compagni la mosse verso la coppia di individui, pronta ad assistere Lambert in qualsiasi modo fosse necessario.
In fondo alla strada, intanto, le guardie iniziavano a farsi strada attraverso la folla per avvicinarsi al luogo dell’improvvisa apparizione, e il gruppo di avventurieri si rese conto che il tempo a loro disposizione stava rapidamente scadendo. Il draconide, con un gesto istintivo, afferrò lo gnomo barbuto e lo issò in spalla con l’intenzione di prendere la via della fuga, i suoi muscoli pronti a scattare via dalla confusione che si stava formando.
Shanna intuì che avrebbero avuto bisogno di un diversivo per guadagnare tempo: con un rapido gesto e una formula sussurrata, evocò un’illusione, una nuvola minacciosa da cui schizzavano fulmini, sperando di seminare confusione tra le guardie. Tuttavia, la guardia più imponente, vestita di un mantello con cappuccio rosso, non si lasciò ingannare. I suoi occhi penetranti fissarono Shanna, rendendo chiaro che aveva visto attraverso l’inganno.
Senza esitare ulteriormente, Shanna si girò e si mise a correre, con i suoi piccoli piedi che sfioravano il terreno con agilità sorprendente. Il draconide, con lo gnomo ancora in spalla, seguì il suo esempio camminando e allontanandosi con lunghe falcate potenti ma calme.
Lambert, nel frattempo, si rifugiò dietro un vicino carretto di frutta e verdura, sperando che il suo abito di seta incantato potesse camuffarlo. Sussurrando le parole magiche, si aspettava di assumere l’aspetto di un nobile di Seta di Sabbia, Lord Aporie, ma la magia si dimostrò capricciosa: invece di un elegante signore, il suo corpo si contorse in quello di un kenku storpio. Il dolore lo travolse e cadde a terra, incapace di mantenere l’equilibrio.
Lumino, vedendo la situazione precipitare e il suo amico in difficoltà, decise di agire. Uscendo dal suo nascondiglio, il mezzelfo chiamò a gran voce le guardie, implorando loro di soccorrere il kenku ferito. La sua voce era carica di urgenza e preoccupazione, sperando di distogliere l’attenzione dalle figure in fuga e di guadagnare tempo prezioso per i suoi compagni. Le guardie, momentaneamente disorientate dalla comparsa di un kenku storpio e dalle suppliche di Lumino, rallentarono il passo, dando agli altri la possibilità di allontanarsi indisturbati.
Mentre il caos si diffondeva nel mercato delle cupole, Azir, il coboldo, afferrò il suo tamburello e iniziò a batterlo con frenesia, aggiungendo efficacemente ulteriore confusione alla situazione già tumultuosa. Nel frattempo, il capo delle guardie si avvicinò a Lumino e lo interrogò con fermezza, desideroso di capire cosa stesse accadendo.
Azir, con un grido improvviso, puntò il dito verso Lumino esclamando: “È un lestofante!”. Il capo delle guardie, confuso da quest’affermazione, chiese spiegazioni. Lumino, sempre pronto con le sue astuzie, iniziò a descrivere un lestofante come una creatura leggendaria che abita tra i ghiacci, distogliendo l’attenzione dalla verità della situazione. La guardia, scuotendo la testa, replicò verso Azir: “Qui siamo nel deserto, impossibile che sia un lestofante”.
Nel frattempo, Lumino cercò di spostare l’attenzione del capo delle guardie sul kenku agonizzante, sottolineando la necessità di prestargli soccorso. La guardia, tuttavia, alzò minacciosa la spada, dichiarando che il kenku era ormai condannato e che era giunto il momento di porre fine alle sue sofferenze.
Lambert, vedendo il pericolo aumentare, agì con prontezza: lanciò a terra una manciata di sedici monete d’oro, generando un tumulto tra i mendicanti e gli astanti che si scagliarono l’uno contro l’altro per afferrare il prezioso bottino.
Nel frattempo, lo gnomo, ormai a proprio agio sulle larghe spalle del draconide, si concesse un sorso di tè, mentre la coppia si allontanava rapidamente dal mercato, sfruttando il disordine generato dalla rissa.
Azir, non da meno, fece uno sgambetto a Jack lo Zoppo, un patetico individuo che cercava di approfittare della confusione per raccattare un po’ di spicci.
Tra le grida, la confusione e il frastuono generato dalla rissa per le monete d’oro, tutti i personaggi, sfruttando la distrazione generale, riuscirono a fuggire indisturbati, lasciando alle spalle il mercato delle cupole avvolto nel caos.

– Alraric sentì una voce nella sua testa “Liberami… tu puoi… se non lo farai questo mondo… il tuo mondo perirà..” la voce sembrava stremata e austera. FInita la sentenza la strada per raggiungere il luogo di prigionia della creatura fu chiaro ad Alrice decise senza indugio di percorrere quella strada seguito da Herodim, fino ad arrivare al Guanto di Seta un negozio di stoffe. Entrando vi trovò il commesso Bakhtu che molto gentilmente li accolse ma Alric non faceva caso a lui bensì si voleva recare nel retro bottega, mentre Herodim gli disse che stava cercando suo figlio scomparso, alla richiesta del dragonide Bakhtu disse subito a Herodim di non preoccuparsi afferando subito, che conosce proprio delle persone che si occupano proprio di questo genere di questioni, dietro giusto compenso ovviamente.

– Il resto del gruppo face ritorno al Guanto di Seta dove trovò i due individui che avevano dato “spettacolo” al mercato, inoltre si accorsero inspiegabilmente che conoscevano i veri nomi dei loro compagni anzichè i colori assegnati. E incominciarono a spiegare gli accaduti a Bakhtu che lascia passare tutti i membri del gruppo nel retrobottega.

– Come sempre nella tenda dimensionale celata nel negozio di stoffe trovarono Lord Barrada, che gli chiese di spiegare tutti gli accaduti nel mentre Alaric coninuava a sentire la presenza dell’entità che lo stava chiamando da dietro l’illusione del deserto proiettata dalla tenda dimensionale. Il gruppo non fece a tempo di finire di spiegarsi che l’illusione del deserto si traformò in una tempesta di fumo e con una forma terrificante che incominciò a parlare a Lord Barrada: “Liberera Barrada… il mio odio sta aumentando e questo mondo finirà se non mi liberi”.

– La tenda dimensionale mutò rivelando forse quella che era la sua vera forma, uno strano tempio e al suo interno vi era la figura di fumo, Lord Barrada si voltò subito verso il gruppo chiedendo a Mr.Bianco, Mr.Blu, Miss. Verde e Mr.Rosa di catturare Alaric e Herodim e mentre lod diceva la sua figura scompariva come granelli di sabbia al vento.

– Apparte Alaric che riusci a capire che la creatura fosse un entità esterna, il gruppo non riuscì a capirne di più mentre Shanna nella sua testa vide chiaramente gli orrori che un briciolo dell’odio di quell’entità avrebbero potuto causare al mondo e ne rimase terrorizzata. La creatura pronunciò le seguenti parole che risuonano sia nell’aria del luogo che nelle menti degli eroi: “I vostri dei sono superbi, ingordi e pigri, per questo mi temono e mi hanno imprigionato, i mortali mi sfruttano per avidità, lussuria e invidia…. e la mia IRA aumenta costantemente… se non mi libererete la trama che divide le dimensioni si squarcerà definitivamente e questo mondo finirà.”.

– Finita la frase il fuomo che componeva l’entità scompare lasciando solo uno specchio d’acqua con un unica luna riflessa. Il gruppo apprendendo che questo luogo sembra non trovarsi nel mondo da loro conoscituo e non conoscendo l’esatta natura dell’entità è indeciso sul da farsi, hanno due strade possono ancora tirarsi indietro e fare ritorno al guanto di seta dal portale in cima al tempio. Tuttavia, quando Herodim apprende che quell’entità avrebbe potuto ridargli sua moglie è deciso a liberarla. Il gruppo cerca di rallentarlo ma alla fine dopo averne discusso decidono di lasciarsi catturare dalla curiosità e passare oltre il portale alla fine del tempio. Un passo dalla quale potrebbero non fare più ritorno…

– Dall’altra parte trovano delle strutture costruite su rocce fluttuanti e immerse in quella che ha una prima occhiata sembra essere acqua luminosa ma che apprendono in fretta essere una sostanza sconosciuta e misteriosa. Inoltre, cosa più allarmante all’interno di quel luogo i loro pensieri più privati e importanti e le loro azioni più significative vengono narrate da una voce esterna nelle menti di tutti loro.

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