Chiacchiera del Vicolo
Sessione 12
Dall’indagine “Sulla Corruzione a Synistas”, archivi secretati del Sorvegliante di Neikra.
Filippo Battino come Ace
Gabriele Riccardi D’Adamo come Jolly Pop
Luca Rusconi-Clerici come Awarnach Adam Ironcast ok
Mikael Izzo come Finn BigFoot
Yehudi Pelosi come Dildor
Joshua Pelosi come Vitamuerte
Jean Francois Gariglio come Banor
“…la quinta stanza ricorda una sala del trono.
Ci sono statue di gesso, un grande scranno di pietra e una moltitudine di vasi d’argilla disposti in ordine; fra i vasi ce n’è uno di ferro, il solo che sembra non potersi aprire essendo sigillato con una colla speciale.
Ci siamo accorti di un bassorilievo in marmo appeso sopra la porta da cui siamo entrati, rappresenta un re con le sue guardie nel mezzo di una rivoluzione.
C’era anche un messaggio, ma non sono riuscito a leggerlo.
Uno degli uomini, non ricordo chi sinceramente, ha accidentalmente rotto un vaso e le statue di gesso ci hanno attaccati chiamandoci “traditori”.
La battaglia è stata dura, siamo tutti stati feriti, ma Marcus e Gorge non ce l’anno fatta.
Quando l’ultima statua è andata in pezzi si è riaperta la porta…”
“…abbiamo evitato la sesta stanza fino all’ultimo, ma dopo aver visto il pulsante sulla porta del terzo piano ci siamo decisi ad entrare qui prima, l’idea di affrontare un altro combattimento in tre non ci entusiasmava, specie con Gust appresso.
All’interno abbiamo trovato una piattaforma sospesa con pesanti catene di ferro e quattro bersagli con delle strane scritte: “Colpisci” su uno, “Non Colpire” sugli altri.
Non so cosa ci abbia portato ad usare i nostri archi per colpire il bersaglio che ci intimava a farlo, ma sono grato di averlo fatto.
Dopo averlo colpito, una vergine di ferro è calata dall’alto sferragliando e messaggi sui bersagli sono cambiati: c’era un alto bersaglio da colpire.
Gust a quel punto è sembrato un folle, ha preso l’arco e ha cominciato a colpire a ripetizione ogni bersaglio con scritto “Colpisci” che appariva, mentre una dopo l’altra cinque vergini sono scese dall’alto, venendo scosse da qualunque cosa smaniasse di liberarsi dal loro interno.
Alla fine Gust ha mirato ad un bersaglio con scritto “Un Ultima volta”.
Quando la freccia lo ha colpito le porte si sono aperte.
Ce ne siamo andati senza dire una parola…”