Emnotork: Tenebra – Sessione 84 (21/05/2023)

La Chiacchiera del vicolo,
Città di Velen,
Testimonianza narrata da:

MURRAY,
il Malvagio Teschio Demoniaco!

Oh miei cari, oh miei cari, oh miei cari, cari, carissimi Zombettini miei,

la situazione si sta facendo molto, MOLTO interessante, sapete?
Questa lunga notte è ben lungi dall’essere prossima alla fine e le Tenebre stanno avviluppando le loro spire in tutta la città di Velen. Pozze di oscurità liquida si stanno materializzando in maniera sempre più consistente in tutti i quartieri della città e numerose persone stanno cadendo in uno stato di sonno letargico nel quale i loro sogni ed i loro incubi divengono realtà. E mentre i sogni si manifestano, il seme della follia germoglia dalle menti di coloro che non sono dormienti. Oh, se vi affacciaste alla finestra potrete sentire distintamente le loro urla, le loro risa, i loro versi famelici.

Oh, non potete immaginare quale gioia sia stato per i miei occhi, osservare come quella pulzella si sia gettata dalla finestra per andare incontro all’abbraccio del Grande Vuoto…e vogliamo parlare di quel vagabondo che, tra una risa e l’altra, si spolpava le dita della mano sgranocchiandole come costine grigliate? Chissà quali altre piacevoli sorprese ci riserberà questa lunga notte…l’espressione di orrore dipinta sul volto di Tristan era tutto un programma, così come lo è lo sguardo placido e sereno di Neith, che in questo momento starà ancora nella camera con Ravogar a leccarsi le ferite. A quanto pare, un assassino ha provato a far loro la pelle, senza però alcun successo. Oh ma sono abbastanza sicuro che quel tizio si rifarà vivo molto presto. E’ palesemente una guerra, quella in atto qui in città. Una guerra di potere tra coloro che ambiscono a farsi belli dinnanzi gli occhi del più oscuro degli Dèi. Ah, potrei prendere io il loro posto e divenire il Signore Supremo del Male in men che non si dica ma….per stavolta ho deciso di lasciare a loro il testimone. Ritengo che sia giusto così. Io avrò tutta l’eternità per conquistare l’universo. Nel frattempo però, sono davvero curioso di vedere come andrà avanti questa storia…ah tra l’altro, non ho ancora capito dove sia andato quell’idiota di un mezzorco. L’ho visto uscire un quarto d’ora fa e non è ancora rientrato. State a guardare che non abbia fatto la fine del sorcio…staremo a vedere. Se tra un po’ non torna, penso che dirò ai ragazzi di andare a cercarlo. Almeno voglio godermi lo spettacolo se qualcuno lo avesse mutilato. Va beh, me ne ritorno nella borsa conservante che è meglio. A presto, zombettini miei!

La Compagnia di Velen:

(MATTEO G. interpreta):
Azog “il pescivendolo”,
questo mezzorco originario da una famiglia di pescatori
, ha appreso i segreti della magia delle rune dai Ciclopi dell’Isola di Fang per divenire Cavaliere Runico in modo da combattere contro ciò che minaccia il suo popolo, la sua terra natale e gli innocenti.
(MARCO M. interpreta):
Tristan della Conchiglia,
un Paladino mezzelfo che ha giurato Vendetta in nome di Weinal, il Dio della Folgore.
(LORENZO S. alterego di):
Neith il pazzo,
un predicatore folle di origini ignote, adoratore di una misteriosa divinità che lui chiama “L’Ancestrale”. Incontrato casualmente presso le Vie Profonde, ha deciso di unirsi al gruppo per ragioni note solo a lui.
(DAVIDE interpreta):
Ravogar “il Pugile” del Popolo delle Sabbie,
questo dragonide vermiglio si è lasciato alle spalle una carriera da pugile presso la Grande Arena di Velen, prima di ricercare la strada della Perfezione studiando le arti marziali della Via del Kensei presso il Monastero delle Dieci Vie, situato fuori la città di Velen.
(FURIO D. nella parte di):
Howard il Tetro,
uno Stregone dell’Ombra dal passato misterioso e tormentato.

Comparse/Co-Protagonisti (PNG):

Lahel Manolesta,
un sicario mezzodrow, nato e cresciuto nei bassifondi di Velen che opera al servizio di diversi “illustri clienti”, tra cui la Confraternita dei Ladri di Velen.

META GAME:

  • La sessione riprende da dove era terminata quella precedente: mentre il resto della Compagnia se ne rimane all’Orca Rossa, Tristan raggiunge la sua Maestra Anziana, Amila, presso uno dei templi delle Sacre Acque di Velen per riferirle quanto accaduto presso la casa di Iliria, la sacerdotessa di Malvar che si è rivelata essere, a quanto pare, una Cenobita del Vuoto.
  • Nel frattempo il resto del gruppo dialoga in locanda per decidere cosa fare. Poco dopo vengono raggiunti da Tristan. L’idea del gruppo è quella di indagare tra i bordelli di alto borgo per scoprire dove potrebbero spacciare l’Oblio Nero. Arriva Lahel, il quale conferma di avere una traccia: presso la Casa Rossa, uno dei bordelli più lussuosi della città, è stata segnalata la vendita clandestina di Oblio Nero e che forse, laggiù, potrebbe esserci un covo di seguaci del Vuoto. Come però scoprirlo? Il gruppo passa il resto del tempo a discutere e organizzare un piano, prima di darsi appuntamento in serata.
  • Tristan ed Azog escono per dirigersi in guarnigione, dove il paladino aveva un appuntamento con un sergente delle guardie cittadine per fare rapporto riguardo gli eventi sull’incendio della casa di Iliria. Durante il tragitto, uno strano tizio gobbo ed incappucciato, probabilmente un vecchio, urta “accidentalmente” contro Tristan, lasciandogli un biglietto in mano con un messaggio segreto a lui rivolto. Dopo averlo letto, come da istruzioni, Tristan lo mangia e ingoia.
  • Intanto, Neith accompagna Ravogar per fare alcune compere. Durante il tragitto però compare un misterioso assassino che attenta alla vita di Neith. L’assassino è molto abile, capace di combinare letali attacchi furtivi con una ottima preparazione combattiva nelle arti marziali. Neith subisce ferite serie (seppur non gravi) e lo stesso Ravogar; l’assassino misterioso riesce a tenere testa ad entrambi senza eccessiva difficiltà. Neith riesce a rendersi invisibile e salvarsi. Non appena scompare, l’assassino se ne va sparendo letteralmente tra le ombre della notte. Chi sarà mai?
  • Il gruppo si ritrova in locanda ed inizia una discussione tra Tristan e Ravogar riguardo alcuni punti di vista divergenti. Alla fine, per sbollire la rabbia, Tristan si alza e si allontana dalla locanda. Fuori, passeggiando per le strade, compare una misteriosa ragazza di nome Proserpina. La ragazza avviserà Tristan mettendogli la pulce nell’orecchio sul non fidarsi di due persone in particolare: Lahel e la proprietaria della Casa delle Conchiglie Perdute, colei che ha allevato Tristan come un figlioccio quando lui viveva nell’orfanotrofio. Insospettito, quando gli è stato riferito che Madama Ambrosia (la proprietaria dell’orfanotrofio) fosse un demone, Tristan si reca sul posto deciso ad indagare oltre. Durante il tragitto, il paladino può notare come l’aspetto della città e dei suoi quartieri siano alterati dagli influssi di questa notte eterna. Inoltre, urla, suoni e comportamenti folli da parte di alcune persone (tra chi si suicida gettandosi da una finestra e chi, ridendo come un folle, si mangia le dita di una mano in una estrema forma di autofagia) non fanno che confermare a Tristan quanto gli influssi del Vuoto stiano divenendo sempre più consistenti in città.
  • Azog nel frattempo si trova solo in camera, in locanda. Guarda fuori dalla finestra, domandandosi se gli fosse convenuto venire a Velen. Ad un tratto ode la voce di sua madre chiamarlo dalle strade del porto. Il mezzorco esce all’aperto ed inizia a seguire le urla di sua madre, provenire dalle profondità di un vicolo offuscato da una fitta nebbia. Avanzando quasi alla cieca, Azog cerca di scoprire l’origine della voce di sua madre, fino a quando non inciampa su un corpo disteso a terra in una pozza di sangue. In principio, il mezzorco crede sia il corpo di sua madre, ma quando lo rigira, si ritrova a fissare un cadavere sgozzato; il volto del cadavere è proprio il suo, quello del mezzorco. In quel preciso istante, una voce oscura lo chiama alle spalle facendolo trasalire mentre qualcosa lo assale,
  • Intanto, Neith e Ravogar si trovano anche loro nel proprio alloggio in locanda. Ad un tratto una freccia sfonda i vetri di una delle finestre della camera. Alla freccia è legato un messaggio destinato a Neith. Neith lo legge, prendendo consapevolezza di ciò che c’è scritto al suo interno, un messaggio chiaramente rivolto a lui da parte dell’assassino che aveva attentato alla sua vita poche ore prima: “”SO CHI SEI. SO DOVE LAVORI. MI SEI SFUGGITO UNA VOLTA, NON MI SFUGGIRAI DI NUOVO. IL VUOTO TI ATTENDE. “

Una risposta

  1. Bene bene ……… finalmente hanno agito……… non aspettavo altro…….. e l’agguato ………. Che delizia il dolore che ho provato…………. Ma sarò io alla fine a prevalere ……… si caro diglielo diglielo……….. caro caro……. Sento il vuoto vicino molti si uniscono……. Ma i servi dei falsi dei provano a fermare l’inevitabile……. Oh che dolce follia il provarci…… vorrei che capissero la vera natura del tuttto……….. diglielo diglielo
    Si sì…….. hanno detto che sano chi siamo che ci vogliono uccidere……. Usciamo questo contro di loro…… semina discordia e loro cadranno e tu li convertirai……. Oh si caro caro ………. Anche il ladro sii sii siii anche lui …….. per ora serve senza sapere………..
    Ed il draconide??? Lui verrà a noi lui vuole ciò che solo il vuoto può dargli e noi glielo faremo avere si sì sì …….. caro caro caro.

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