Chiacchiera del Vicolo
La compagnia dal nome ridicolo, formata da:
Luigi M. nel ruolo di Giannutrio
Giulio R. nel ruolo di Hboar
Federico B. nel ruolo di Baron
Eugenio B. nel ruolo di Corvo Bianco
Mattia C. nel ruolo di Farinello De Kroons
- Giannutrio confronta lo spirito residuo di Aiman, in quella che è la manifestazione della morsa rossa. Aiman spiega che essa è talmente oscura, misteriosa e potente, che ha il potenziale per trascendere le regole della realtà. Nel momento dell’innesto, Giannutrio si è fuso ad essa, espandendo la propria coscienza nello spazio e nel tempo. Nel corso degli anni, Aiman ha spesso esitato nel procedere con il suo operato, ma una voce lo ha sempre spronato. Questa voce era quella di Giannutrio, colui che era stato predetto dai Valein. Aiman lo temeva, e si era preparato al suo arrivo, ma nulla è bastato a fermare le premonizioni dei Valein. Quindi Aiman è stato involontariamente usato dal futuro Giannutrio, per preparare la morsa rossa. Ciò che resta di Aiman è ora fuso alla morsa rossa, alla mercè di Giannutrio e dei suoi futuri studi.
- Nelle ore successive il gruppo recupera molti dei libri segregati da Aiman nella fortezza. Non quelli occultati per volere di Farinello riguardanti le arti Ematiche, ma molte informazioni sulla città, Vastria e Al Tarf.
- Mentre, Farinello e Baron saccheggiano cucine e laboratorio di Alchimia.
- Usciti dalla fortezza il gruppo si congeda da Thorin, il quale parte con Samira in vista di Mnemia. Apparentemente quest’ultimo ha ricevuto una richiesta di aiuto da parte di Aldebaran, non può più attendere.
- Dopo alcune conversazioni su una possibile struttura politica al di sotto di Al Tarf, il gruppo si permette di festeggiare la vittoria.
- Quando Giannutrio fa un brindisi, improvvisamente sente una fitta alla testa e crolla, rigido e incosciente al suolo. Dimitri non ha dubbi: qualcuno sta tentando il rituale di innesto.