EMNOTORK – Sulle vette degli Abissi – Sessione 67 – 14/02/2023

Milizia di Pustoypick (GDR30)

Luca M. nel ruolo di Sigfrid
Enrico S . nel ruolo di Duinhir
Simone D. nel ruolo di Wilson
Davide P. nel ruolo di Tyrael
Emanuele M nel ruolo di Hjoldur

Patti e contratti ad annullar antichi misfatti
Si dice che i gatti non fanno amicizia
per questo ora nei guai è la nostra milizia!
Eppur io son qui che canto le gesta
di un gruppo d’eroi che mai s’arresta
Eppur forse un po’ troppo spregiudicato
ma sempre pronto a sfidar: Futuro, Presente e…. Passato!

Goffredo Fiumelesto

Durante la firma del contratto magico un terremoto scuote la torre. Gli gnomi e la milizia rimangono interdetti mentre le porte di Skalistyy si chiudono dietro le spalle del gruppo. Dopo pochi minuti uno degli addetti della famiglia Pomislowy fa rapporto a Gneorge indicando il Lago Beloye come epicentro del sisma.
Diventa così chiaro alla compagnia di Pustoypick che il Bahimut si è definitivamente risvegliato .
Tale consapevolezza rende più malleabile anche la famiglia Pomislowy che concede la Pietra per tre giorni siglando così un accordo magico che implicitamente sancisce anche un’alleanza tra la torre e il neo-villaggio. Il gruppo quindi ritorna velocemente alla base soddisfatto dei termini dell’accordo: alleanza con Torre Skalistyy e Pietra Runica e in cambio Ekaterina dovrà inviare protezione adeguata. Il gruppo giunge così a casa dove viene accolto da una piacevole, seppur effimera, sorpresa. Il corpo pietrificato di Saxa-Than è divenuto una statua commemorativa dove offerte e candele onorano il sacrificio del Nano. L’Urgenza del momento tuttavia non lascia spazio a convenevoli e i cinque si dirigono all’interno degli uffici di Ekaterina. Negli uffici non solo il capo villaggio e Kontio ma ad attenderli c’è anche una vecchia conoscenza :Jaadoogar , l’ambasciatore Odisha. Dopo i saluti di rito il messo degli Odisha racconta quanto emerso dai suoi esploratori . Sul lago Beloye decine e decine di Oboroten hanno eseguito un suicidio di massa gettandosi nelle acque gelide. Neanche un giorno è durato il tetro spettacolo dei corpi nell’acqua che “qualcosa o qualcuno” li ha inghiottiti nelle profondità . Gli esploratori inoltre hanno avvistato due sopravvissuto che si sono spostati in un accampamento Gnoll trasportando con loro un uomo-volpe. La descrizione del prigioniero coincide con quella di Kitsune, il quarto druido mancante al circolo degli arcaici ed essenziale per l’evocazione della Tetragora del Crepuscolo. Durante la disquisizione Hjoldur sembra essere distratto , una voce all’interno della sua testa lo chiama alla statua di Saxa-Tahn. Dapprima incerto sul da farsi raccontando una scusa lascia gli uffici e si dirige alla reliquia.
Il Nano Adamdar vive così un’esperienza trascendentale, sul volto della statua di Saxa-Tahn appare quella del Re Adam-Khan, primo Re degli Adamdar. Hjoldur si inginocchia di colpo e ascolta quello che ha da dire lo spirito del primo Re del suo popolo .Egli racconta che da quando il suo corpo è stato tramutato in non morto il potere della sua anima aumenti di giorno in giorno ma con esso la sua agonia, il fantasma prosegue perdonando Hjoldur per aver subito le lusinghe del suo patrono e assicurandogli che quest’ultimo non si accorgerà di nulla. Assegna così una missione al suo giovane protetto: Recuperare la spada trafugata dalla sua tomba e poi trafiggersi con essa . Grazie a tale sacrificio potrà liberarsi dal giogo del suo patrono . La Redenzione di Hjoldur permetterà allo Spirito di Adam-Khan di suggellare un patto divenendo così il nuovo patrono . Hjoldur così potrà portare sancire il suo giuramento e sollevare dal flagello eterno della Non-morte lo spirito afflitto di Adam-Khan. Dopo aver conferito lo spirito di Adam-Khan scompare riportando ad uno stato di totale lucidità Hjodlur . Il Nano scosso ritorna agli uffici di Ekaterina. Nel frattempo il resto del gruppo ha appreso l’ubicazione dell’accampamento gnoll e decide di compiere un riposo e partire alla volta del nemico. L’alba annuncia il risveglio degli eroi che pronti a partire aprono un portale a due ore di viaggio dall’accampamento. Il percorso è duro e da quando è avvenuto il terremoto il freddo è più intenso, solo i cristalli del tepore donati da Ekaterina forniscono quel poco sollievo che permette loro di non essere indeboliti dal grande gelo. La Milizia giunge quindi a poche centinaia di metri dall’accampamento attraversando una piccola gola che ne delimita il percorso. Duinhir con le sue capacità esplorative decide di rendersi invisibile e osservare il territorio individuando così un piccolo branco di hyene di montagna , lo stesso fa Tyrael dal lato opposto con il medesimo risultato del suo “cugino” elfo. La Milizia decide quindi di dare battaglia al branco eliminandolo velocemente.
Sconfitte le bestie il ranger decide di percorrere una decina di metri all’esterno cercando di raggiungere un punto rialzato, tale impresa viene però interrotta vedette gnoll. Come oramai la compagnia ha imparato , gli Gnoll di Kallinan possiedono archi potenti e Duinhir viene trafitto quasi mortalmente da un paio di frecce costringendolo a rifugiarsi di nuovo nella gola di pietra. Inizia così un piano difensivo: Sigfrid evoca intorno a se un manto ventoso al fine di proteggersi dalle frecce e davanti a lui Hjoldur posiziona il “putrido” come ulteriore protezione. L’acume di Wilson scova alcune trappole sul sentiero , il manipolo di Pustoypick avanza mentre dall’altra parte le porte principali si aprono, uno Gnoll grande come un gigante fuori esce. La battaglia è solo agli inizi…

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