EMNOTORK-SIGNORI DEI BURATTINI-SESSIONE N°6-08.01.2024

Chiacchera del Vicolo – Sessione 6

“Davanti al nemico”

Storie di un bardo di ventura

Compagnia senza nome formata da:

Lorenzo, nel ruolo di Padre Istvan

Francesco, nel ruolo di Veldoris

Davide, nel ruolo di Dadorys

Stefano, nel ruolo di L’Hukah

I sospetti si tramutano in realtà, quando esplorando le gallerie trovano un luogo orrido, un nido pieno di quei bozzoli, un misterioso portale e un uomo incappucciato intendo a dare ordini a qualcosa nell’ombra.
Preso l’essere si rivela come una gigantesca mostruosità strisciante con un corpo umanoide in punta.

Ahimè, i nostri eroi vengono scoperti e la battaglia diventa inevitabile. Tra incantesimi, magia e pure forza sembrano avere successo, almeno fino a che la gigantesca creatura, madre dei piccoli esseri, non è scesa per portare morte e caos.
Ma qualcosa si aggirava nell’ombra, togliendo i sensi agli eroi, uno dopo l’altro, costringendoli a chiudere gli occhi mentre i loro compagni cadevano…
Al loro risveglio, la prima cosa daventi ai loro occhi sono sbarre di metallo; erano in delle celle dentro una maleodorante grotta, ma non erano soli.
Un nano, con scalpello alla cinta, era lì. Per quanto hanno cercato Dugger, lui era giunto da loro, eppure non potevano fare nulla per oltrepassare le resistenti grate.
Però il nano non era solo, poichè un essere magro, estremamente alto e dai tratti inumani, eppur misteriosamente eleganti, appare di fronte a loro.

Zlosti, lo stesso nome che già in passato hanno letto, una figura per qualche motivo interessata ai nostri eroi, desiderosa di sapere, di conoscere qualcosa di non chiaro.
Dugger non perde un minuto per consigliare la tortura e persino la morte di acuni, eppure Zlosti riesce a metterlo a tacere, imponendo la sua decisione di usare “gentilezza”, se così si può definire alloggiare nelle sudice celle di chissà che luogo.
E così, gli eroi erano di nuovo soli, pur con Dugger a fargli da guardia. O meglio, avrebbe dovuto, ma le provocazioni di Veldorys sono bastate a fargli perder la pazienza, costringendolo a pensare ad altro. Grazie a questa opportunità, L’Hukah si trasforma, sgattaiolando fuori dalla cella.
La libertà dei suoi compagni verte sulle sue spalle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *