Emnotork – “Scherzi del Destino” – Sessione 13 – 14.07.2023

Gli Avventurieri di Porto Fortuna:
Emanuele C. è Era
Alessandro M. è Ander Brightwood
Gian Marco L. è Edmond Kalomar
Andrea F. è Yesugei
Andrea J. è Fargrim Thorgar

Mentre scomodo continuo a viaggiare sul retro di questo piccolo carro, gentile concessione della giovane inquisitrice Mesrel, così da permetterci di raggiungere nel minor tempo possibile l’accampamento di alcuni Cenere, situato tra i rocciosi sentieri che si districano lungo tutta la Catena Montuosa delle Gorathas, i miei pensieri non possono che tornare a Porto Fortuna, dove, dopo molti anni il mio animo ha trovato un’insperata pace; non mi sarei aspettato di vedere Vince avvicinarsi al vecchio Emporio del Kraken, sapendo bene come il non poter essere stato accanto ad Albert Roka nei suoi momenti più complicati, ferisca profondamente il suo spirito tanto quanto lacera il mio; le poche parole scambiate da solo con lui nei pressi del vetusto molo che si affaccia sul Canale di Quata mi hanno fatto riavvicinare ad un fratello da tempo perduto ed il merito di tutto questo lo riconosco agli Avventurieri di Porto Fortuna; oggi sento che il mio psichico cilicio non ha più significato di esistere e per questo sono pronto a sciogliere le catene che inibiscono le mie facoltà.
Il viaggio tra i monti sembra infinito, mentre il freddo pungente ci assale col calare della notte; la strana conformazione di questi monti crea delle conche dove l’aria fredda, che sempre veloce corre verso terra, piuttosto che salire verso il cielo, perché naturalmente più pesante ed ancora di più a causa della magia, ristagna fumosa creando zone quasi completamente oscurate da un gelido velo nebbioso; il piccolo campo base, magistralmente allestito, è dotato di un fuoco da campo diradato e largo, così da evitare che i fumi più caldi si innalzino sopra la coltre nebbiosa; ad accogliere il nostro arrivo solo un gruppo di quattro esploratori, tre giovani uomini attenti a controllare il perimetro ed un possente nano, chiamato Beldàn, dal volto visibilmente crucciato.
La fredda accoglienza da parte del ridotto gruppo di avventori non ha scoraggiato la nostra compagine, pronta la notte stessa a capire come assalire la fortezza, accendendo il fuoco negli occhi dell’enorme Beldàn, che una volta colti i sinceri sentimenti dei miei compagni di viaggio, ha scelto di accompagnare la nostra avanzata; permettere ad Edmond di avvicinarsi non visto alla grande porta di pietra, unica entrata visibile in grado di permettere l’accesso ai saloni interni, il tutto dovendo percorrere una pressoché infinita rampa scoperta, alle cui pareti sono state sapientemente realizzate delle feritoie a difesa di chiunque si trovi all’interno, non è stato per niente semplice, ma sapere che alcuni dei precedenti occupanti del forte sono ancora vivi, non può che spingerci a liberare il monumentale avamposto il prima possibile.
Questa notte il tempo sembra non passare mai, l’adrenalina mi impedisce di prendere sonno, domani qualcuno rischia di non tornarsene a casa sulle proprie gambe, dobbiamo essere preparati, per questo mi sono permesso di prestare agli Avventurieri di Porto Fortuna, i quattro anelli che hanno contraddistinto l’incrollabile legame che ancora oggi mi unisce a coloro che considero la mia famiglia, sperando possano essere utili, come lo sono sempre stati in passato, ed inoltre mi auguro siano essi cimeli portatori di sufficiente fortuna, così da essere d’aiuto nell’impresa di liberare gli immensi saloni dal minaccioso contingente orchesco, che a detta di Beldàn da settimane opprime la comunità di nani grigi stanziati in quello che è l’Avamposto di Kerutdohm.
METAGAME
La compagnia di avventurieri, raggiunto l’accampamento degli alleati, è stata in grado di accendere il fuoco della rivalsa nel cuore del gruppo di esploratori stanziato non lontano dalla fortezza che ha conseguentemente scelto di unirsi alla spedizione per liberare la comunità nanica attualmente oppressa da un ridotto contingente orchesco.
Il sopralluogo notturno alla fortezza ha impedito alla compagnia di individuare entrate secondarie nascoste nella pietra, costringendo il gruppo ad ingegnarsi al fine di trovare il modo migliore per raggiungere il portone principale evitando di essere individuati dai nemici appostati alle feritoie presenti sul fianco della montagna.
Con il favore delle prime luci dell’alba, speranzosi che l’indole orchesca potesse aver spinto i nemici ad essere più vigili durante le ore notturne e meno durante le prime ore mattutine, le due fazioni alleate sono avanzate lungo la rampa sfruttando la possibilità di aumentare magicamente la gelida nebbia mattutina intorno alle feritoie nemiche grazie alla presenza di incantatori, oscurando quasi completamente la visione ai nemici appostati mentre muovendosi silenziosamente sono riusciti a raggiungere l’ingresso principale.
Gli elementi più vigorosi si sono preparati a spingere il pesante portone, che silenziato magicamente, nonostante le rocciose fattezze, non ha emesso alcun rumore quando è stato scardinato, permettendo alla compagnia ed ai suoi alleati di avanzare nei saloni della fortezza nanica.
L’effetto sorpresa, nonostante i numerosi accorgimenti della compagnia, sfuma quando una delle reclute alleate, allungando troppo il passo, viene individuata da parte dei nemici che cominciano a richiamare l’attenzione della propria brigata lanciando fragorosi ammonimenti e promesse di morte rivolte agli intrusi.
Gli scontri che scoppiano prima nei rocciosi corridoi al piano terra e successivamente nel grande salone al piano superiore, vedono la compagnia inizialmente resistere all’avanzata orchesca e successivamente scatenare la propria iniziativa, soverchiando il nemico, liberando così alcuni nani deperiti da tempo tenuti in catene e sgomberando le prime aree dall’avamposto.

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