Chiacchiera del Vicolo
“Il Gioco del Ghignante”; frammento de “Trattato sui Warth”; di Orelim Picart
Marta Lionello come Nives Summerfyre
Marco De Leo come Korban Spezzatuono
Diego Zumella come Rouge Delacroix
Simone Beltrami come Drakar
Francesca Bruschi come Hedril
Giacomo Zucchelli come Gill
“All’interno dell’ecosistema del sotterraneo, gli esseri più particolari sono certamente le
così nominate “Presenze del Vuoto”.
Non è ancora chiaro se queste emanazioni del Vuoto siano o meno delle creature a sé
stanti o se siano semplici servitori generatisi spontaneamente per rispondere a quella o
quell’altra esigenza del signore del sotterraneo.
Le Presenze sono per noi esseri completamente impossibili da vedere, composti da una
strana sostanza che si oppone solo parzialmente al passaggio della materia, risultando in
un certo senso “semi-reali” ai nostri occhi.
La cosa peculiare è che non si tratta di vera e propria invisibilità.
Infatti, nemmeno i più potenti incantesimi in grado di percepire le creature che si muovono
nel mondo astrale o che individuino la forma stessa delle cose tramite le vibrazioni che
emettono sono in grado di individuare queste entità.
Si rende dunque necessario coniare un nuovo termine: essi sono “Impercepibili”; almeno
attraverso i limitati sensi di cui disponiamo al momento.
Fossi in vena di ragionamenti filosofici, mi lancerei su strane speculazioni circa quello che
ancora non ci siamo accorti ci stia osservando dal Vuoto, protetto dal suo velo di
impercepibilità.
Per nostra fortuna, le presenze sono esseri tutto sommato patetici, di scarso interesse se
non fosse proprio per questo loro essere così difficili da trovare.
Secondo quelli che hanno tentato di coprirli di inchiostro per cercare di capire quale forma
celassero: essi appaiono come esseri vagamente umanoidi dalla vita in su, alti meno di un
metro e mezzo e totalmente privi di peli o capelli.
La testa è globulare e leggermente allungata all’altezza della nuca; il viso è difficile da
leggere, soprattutto nei suoi dettagli, ma dispone certamente di due grandi occhi privi di
palpebre e non ha né naso né padiglioni auricolari apprezzabili.
Gli arti superiori sono estremamente magri, sottili e allungati in maniera disturbante; le
mani presentano soltanto tre dita, di cui un lunghissimo pollice, poste all’estremità di
ognuna delle due braccia.
Il torace è stretto e si allarga in prossimità del ventre, che si fonde in maniera stranamente
armoniosa con la parte inferiore del corpo, ben più sinistra.
Non presentano organi genitali nella zona pubica e le gambe appaiono fuse a formare una
struttura conica e molle che confluisce in una “piede” simile a quello dei gasteropodi ma
molto più allungato.
Nonostante questo, sembra che la struttura interna di ognuna delle due gambe sia
separata e permetta alle presenze di avanzare seguendo un andamento che chi lo ha
osservato descrive così: “Sembra di veder camminare un uomo stretto dentro un sacco”.
Per nostra fortuna, queste bizzarre creature non sembrano in grado di nuocere.
La loro personalità è quantomai patetica e servile, sono codardi e fuggono al primo
pericolo, ma si possono rivelare molto utili vista la loro tendenza di eseguire ogni ordine
che venga loro rivolto, poco importa da chi.
All’interno del sotterraneo svolgono funzioni varie: aprono o chiudono porte, azionano
macchinari, tengono pulite le stanze, si occupano delle creature intrappolate o ricaricano
le trappole.
Non nego di esserne affascinato, tremendamente, e che sarei disposto a pagare bene per
poterne avere uno da studiare… sogni immagino!”