Le Chiacchiere del Vicolo
La Compagnia delle Rune, formata da
Jacopo F., nel ruolo di Sigfried Ignatius Camaro II, il Cavaliere di Weinal
Letizia D., nel ruolo di Tallulah Greenwood, la Prescelta della Testuggine Verde
Davide C., nel ruolo di Cydrian Morvaris, il Mezzosangue Rinnegato
Giuseppe R., nel ruolo di Jebediah, l’Eremita del Fumo Lento
-L’eclissi dura solo pochi minuti. Ma il Patriarca Aglandor, stranamente, non era stato informato
dell’imminente fenomeno astronomico, la cui breve durata, per un’eclissi anulare, lo
impensierisce. Il tempo scarseggia ed il gruppo continua spronando i cavalli verso la “Valfiorita”,
ex Darkendale. La natura qui sembra non possa essere danneggiata e la vegetazione è cresciuta
rigogliosa fin troppo in fretta, divorando le macerie del villaggio. Ritrovato Aglandor e la sua
scorta, spiega che il risveglio dell’Anemos ad opera del sacrificio di Tallulah ha provocato questa
magica fioritura delle piante, che secondo il Patriarca attirerà a sé molte creature magiche
silvane. È tuttavia molto strano che qualcuno non nato a Rahym, ma a Shevarà come l’elfa,
possegga un “cuore nato dalla terra” che possa essere accettato dall’Anemos, per quanto
Shevarà e Rahym un tempo fossero un’unica foresta. Dopo tale riflessione, Aglandor semina la
Prima Runa e spiega che toccherà a loro fare un voto di sacrificio o liberazione. Tallulah rinuncia
alla scheggia della Testuggine, Sigfried alla memoria di un suo incantesimo con cui richiamava lo
spirito di Edgar, Jebediah al bastone con cui si allenava fin da bambino, e Cydrian fa giuramento
di salvare la sorella dal matrimonio combinato contro la sua volontà, anche proponendosi a lei,
ed accettandone ogni possibile conseguenza negativa senza riceverne beneficio alcuno. I voti
hanno effetto, e il giovane albero di tasso cresciuto sul tumulo del loro compagno inizia a
brillare di piccoli frutti cristallini: le memorie. Appare quindi Edgar sottoforma di spirito, che
rivolge a tutti consigli ed un accorato addio.
-Prima che lo spirito di Edgar scompaia e si imprima come una scultura il suo volto nella
corteccia dell’albero, il Patriarca tristemente annuncia di aver appreso entrando in comunione
con l’Albero Astralia, che un male risvegliato dal distruttivo Culto Del Vuoto, ha decimato i
Vetronero uccidendone gli anziani. Tuttavia, fortunatamente la nuova generazione si è salvata
ed il vecchio Cronistorico, Dolmir, ha avuto abbastanza tempo per istruire sua nipote.
Nonostante non abbiano potuto salvare gli anziani Vetronero, ne hanno salvato tutte le
memorie che ora verranno condivise dai giovani nani sopravvissuti. Lasciandosi alle spalle il
nuovo Albero del Sacrificio e della Libertà, ora chiamato Edgar, la compagnia riprende il
cammino.
-Avendo scelto di ritornare a controllare il corpo sepolto al Salice Storto, il gruppo si accampa
nelle vicinanze del Clan, ma Jebediah sente l’allerta degli elfi di guardia e nota una grossa luce
turbinante in aria. Svegliati i compagni, inizia lo scontro. Ma la luce sembra incenerire le
normali armi e si rifugia dentro un elfo, risucchiandone in parte l’energia vitale. Poi, prima di
essere forse annientata da un colpo di Edgar, inizia a vorticare impazzita e sfuggendo tra i suoi
nemici, la vedono schizzare sopra le cime degli alberi in lontananza, diretta ad ovest. Una voce
possente riecheggia nelle menti di Cydrian e Seigfrid, ammonendoli che quella non era di certo
la “Sua“ luce sacra.