Emnotork -” Radici Di Sangue” – Sessione 24

Chiacchiere del Vicolo

Emnotork, Darkendale, Bosco di Rahym, 26-27°

Giorno di Mekonor 1416

Paddock alle Radici di Sangue

“In voi il Canto è morto. Sento solo Urla e Dolore. Massacro e Perdita. Se dovrò donare il mio cuore per far risvegliare chi può guarirvi, lo farò. Spero sia abbastanza, perché finora credevo solo di esser buono a sollevare casse nella stiva. Ma loro credono di no. E io mi fido dei miei amici”

In Metagioco
Letizia nel ruolo di Talullah Greenwood
Davide nel ruolo di Cydrian Morvaris
Jacopo nel ruolo di Sigfried Ignatius Camaro II

  • Nefele, la Driade Custode di Ellarius sfuggita alla corruzione delle sue sorelle spiega al gruppo che il Velo di Cenere va fermato impedendone la diffusione dalle radici di Ellarius verso tutte le altre piante ed Alberi della Memoria, e per fare ciò l’unico modo possibile pensa sia purificare le acque sotterranee tramite un incantesimo così potente che solo un Anemos creatore del Bosco potrebbe operarlo, se risvegliato dal suo sonno millennario. Il gruppo è convinto che Paddock, ritrovato da bambino nei pressi di Rahym, sia il cuore nato dalla terra che può risvegliarlo. Apprendono anche che ciascuno degli Alberi della Memoria custodisce ricordi dei Vetronero legati ad un aspetto della vita diverso: Guarigione e Nutrimento Yglanterius, custodito dagli Gnomi, e Libertà e Sacrificio Ellarius un tempo sotto la protezione del Clan del Cielo ora sterminato e deportato; la runa del Sacrificio passata da Edgar a Sigfried, era proprio un frutto di Ellarius. La runa della Memoria di Tallulah appartiene invece ad Astralia, Albero della Sapienza protetto dal Clan delle Stelle. La priorità è salvare gli altri Alberi ed impedire la diffusione della corruzione, ma per salvare Ellarius ormai così indebolito vanno fatte rinsavire o distrutte le driadi folli, altrimenti ogni ricordo di sacrificio dei nani scomparirà e purtroppo anche quello del loro amico Edgar custodito nella runa. Nefele consiglia loro a tal proposito di cercare l’aiuto di Aglandor Starsong, saggio druido Patriarca del Clan delle Stelle, convinto da un messo Elfo dai capelli ramati accompagnato da un maestoso cavaliere dai capelli corvini a non intervenire su Ellarius. Sigfried riconosce dalla descrizione il messo commerciale dei Camaro e la sua nemesi Tiberius. Una volta fermata la corruzione, per salvare Ellarius è il Patriarca che dovranno cercare: Tallulah le chiede come raggiungerlo e la driade le consiglia di seguire gli alberi di tasso più anziani. La driade, tuttavia non sa chi siano le creature aracnoidi che l’hanno attaccata, sa solo che non sono demoni pur parlando l’Abissale. Nefele si lascia guarire dalle acque e dà nuova forza e vitalità anche a tutti loro con la sua magia, mettendoli in guardia su quanto li attende: prima un fitto intrico di radici di sangue con i necrodemoni che ne succhiano la linfa, poi il Guardiano dei Venti ed infine la sala della Stella oltre cui dovrebbe esserci il luogo di letargo dell’Anemos.
  • Con astuzia e coraggio affrontano le radici di sangue cercando la giusta via, evitando le pozze di sangue con le grosse radici vive all’interno. All’ultimo Cydrian con un’ esplosione di fuoco le distrae cercando di creare un diversivo e far passare i suoi amici, Tallulah e Paddock vengono afferrati ma poi riescono a liberarsi. Camminando nella grossa radice svuotata come in un tunnel pieno di sangue misto a linfa sentono un forte rumore di venti dinnanzi a loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *