EMNOTORK – “PARETI SILENZIOSE” – SESSIONE 66 del 13/07/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia delle Braci Ardenti, formata da

Enrico P. nel ruolo di Elmorn, il fiero paladino di Malvar dall’animo puro e l’armatura imponente.
Paolo F. nel ruolo di Bor Gon Jinn, il silenzioso monaco elfico dalle evoluzioni acrobatiche e le tecniche mortali.
Emanuele C. nel ruolo di Thion, il solerte ranger delle terre selvagge dalla mira infallibile e le lame affilate.
Filippo P. nel ruolo di Alavir, l’intraprendente bardo errante dal sitar sopraffino e dalla sigaretta facile.
Daniele F. nel ruolo di Castiel, lo sprezzante stregone mezzelfo dal cuore impavido e dalla mano di fuoco.
Andrea S. nel ruolo di Drusilia, la mite mezzelfa warlock dai mille volti e dagli incantesimi spaventosi.

Nell’aria si respira ora di rivalsa: dopo aver atteso che Regorias la nana si risvegliasse dalla sua sbornia, le Braci Ardenti apprendono dell’allontanamento di Bor Gon Jinn attraverso un messaggio che l’elfo stesso lascia sotto il suo giaciglio: la morte ha iniziato a bisbigliare cose alla sua mente dice, per cui in un momento così delicato ha deciso di non rischiare di sabotare involontariamente la missione e di intraprendere un percorso di purificazione.
Ancora più risoluti a risolvere la disfida di Seta di Sabbia anche in nome del loro fedele compagno, le Braci Ardenti si recano nel quartiere dell’arena, attorno all’immenso e imponente Colosseum ora chiuso e sigillato.
La nana porta gli eroi in una delle tante arene abbandonate dove asserisce ci siano le persone che cercano, pronte ad assoldare chi abbia la volontà di guadagnare bene. Durante il tragitto però, Barzàg e Charga si uniscono alla compagnia in preda alla noia e speranzosi di vedere con i propri occhi i T’han fallire nei loro intenti.
Quando però dagli spalti appare un uomo distinto con ordinati capelli corti e un’argentea barba ben rasata, il dialogo tra lui e la nana assume tutto un altro significato: Regorias si rivela una spia incaricata di portare lì proprio gli avventurieri. Nonostante il potente infuso di Talgor quell’uomo sembra conoscere la loro vera identità.
Si presenta come Romulus T’han, e con lui ci sono anche Ulis e Alena, le due sorelle che le Braci hanno salvato e che si sono rivelate preziose alleate. Sotto l’influsso di qualcosa però, Romulus asserisce che per la nana è il momento della ricompensa e sotto gli occhi di tutti le due donne si tramutano in enormi viverne demoniache. Una delle due plana subito sulla nana afferrandola e uccidendola sul colpo, mentre l’uomo si siede sul trono degli spalti d’onore per godersi lo spettacolo.
Romulus rivela che le Braci Ardenti sono i suoi migliori esperimenti e che il gene omicida derivi da essi. Gettati nella fossa pensando non avessero più utilità, l’uomo continua i suoi esperimenti scoprendo che il gene muta e si rigenera nei corpi dei portatori, per cui quando torna a reclamarli, ormai gli eroi sono lontani, nel mentre salvati dalla morte da Trenn Oddvar.
L’uomo decide di continuare gli esperimenti all’interno di Seta di Sabbia per dimostrare alla sua famiglia la validità della Demonologia a scapito della Necromanzia che, secondo lui, fornisce schiavi troppo limitati e fragili. Per Romulus T’han sono le creature demoniache i servi perfetti.

Le Braci Ardenti dopo questa rivelazione si gettano a capofitto nella battaglia cercando di affrontare le due viverne senza doverle uccidere. Romulus dal canto suo sembra non poter essere attaccato fisicamente da nessun membro della compagnia delle Braci Ardenti a causa del gene stesso che vede nell’uomo il proprio creatore.
Una buona strategia, fortuna e tanta resilienza arridono al fato delle Braci Ardenti che, dopo una dura battaglia, riescono a mettere fuori combattimento le due sorelle sotto l’influsso demoniaco del perfido T’han.
Sicuro del suo piano diabolico, il demonologo dimentica tuttavia i legami creati dalle Braci Ardenti nelle figure di Charga e Barzàg, due campioni delle arene che si ritrovano a circondare l’uomo e a renderlo inoffensivo. Stupito del fatto che i due avventurieri non fossero contemplati nei suoi piani, abbassa la guardia trovandoseli di fianco quando è troppo tardi.

Romulus T’han viene infine stato sconfitto e il capitano Neressar di Malvar con i suoi cavalieri, sembra essere accorsa attirata dalla magia tonante di Alavir che li ha guidati fin lì. L’uomo viene condannato a morte seduta stante, ma non prima di aver risposto di tutte le sue colpe davanti alla corte di Re Voran!

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