EMNOTORK – “PARETI SILENZIOSE” – SESSIONE 63 del 22/06/2023

La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia delle Braci Ardenti, formata da

Enrico P. nel ruolo di Elmorn, il fiero paladino di Malvar dall’animo puro e l’armatura imponente.
Paolo F. nel ruolo di Bor Gon Jinn, il silenzioso monaco elfico dalle evoluzioni acrobatiche e le tecniche mortali.
Emanuele C. nel ruolo di Thion, il solerte ranger delle terre selvagge dalla mira infallibile e le lame affilate.
Filippo P. nel ruolo di Alavir, l’intraprendente bardo errante dal sitar sopraffino e dalla sigaretta facile.
Daniele F. nel ruolo di Castiel, lo sprezzante stregone mezzelfo dal cuore impavido e dalla mano di fuoco.
Andrea S. nel ruolo di Drusilia, la mite mezzelfa warlock dai mille volti e dagli incantesimi spaventosi.

Grazie al nuovo aspetto fornito dal filatterio di Talgor, le Braci Ardenti riescono ad entrare a Seta di Sabbia notando di come non solo la quarantena continui, ma che le stesse guardie per paura di cadere dormienti si imprigionino in gabbie ed escano solo per aprire i portoni.
Subito gli eroi si recano dalle sorelle Ulis e Alena che avevano salvato da alcuni mercenari corrotti, per apprendere cosa sia successo in città durante la loro assenza. Le due artigiane accolgono gli avventurieri con piacere raccontandogli di come si sia scoperto che molti dispacci fossero contraffatti e che avessero favorito criminali e furfanti in cerca di facili prede come case da svaligiare o schiavi da rapire.
Re Voran però sembra aver ripreso il controllo con il rientro dell’Ordine dei Cavalieri di Malvar sotto la guida di Neressar, vecchia conoscenza di Elmorn ai tempi della formazione al tempio. Oltretutto anche il Sommo Irsun del grande tempio blu sembra essersi ristabilito, esattamente dopo che gli eroi hanno abbattuto il pericoloso signore della menzogna Kurùl.
La tappa subito successiva diventa il tempio che le Braci Ardenti trovano presidiato da diversi cavalieri in corazza azzurra. All’interno trovano il capitano Neressar a disquisire animatamente con il sommo Irsun e il suo sovrintendente Thelviras. Dopo una serie di convenevoli di etichetta il sommo sacerdote invita gli eroi nella sala delle acque pure in cui mette alla prova la fede e la risolutezza dell’intera compagnia. Tutti sembrano beneficiare di quell’incontro, convinti più che mai a perseguire il bene e sconfiggere la piaga della Dormienza.
Tornati dal capitano Neressar, Elmorn scopre di come la sua vecchia amica non abbia gradito il suo allontanamento dal tempio dopo le guerre del nord, mostrando più che del semplice interesse con la sua preoccupazione. Dopo essersi chiariti in parte, Neressar apprende del gene omicida che amplifica la Dormienza e afferma che il suo caporale, Gaul, stava studiando delle sospette irregolarità in una serie di proprietà passate da una mano all’altra durante la quarantena delle ultime settimane. Il nome dei T’han è sempre in cima alla lista.

Senza perdere istanti preziosi, le Braci Ardenti vengono mandate alla tenuta del caporale Gaul in cerca di indizi per la propria indagine: scopo ultimo è quello di trovare l’entità o l’artefatto che ha diffuso il gene omicida e riportare i casi di Dormienza sotto controllo.
Una volta sul posto però, è chiaro che qualcuno ha preceduto gli avventurieri: entrati all’interno delle mura dell’ampia tenuta, qualcuno si palesa affermando di aver attentato alla vita del caporale Gaul stesso e di averlo tolto di mezzo. Il loro obiettivo è chiaramente quello di non lasciare testimoni, per cui una nuova battaglia incombe. I criminali sembrano ben addestrati ma gli avventurieri se ne liberano dopo aver accorciato le distanze e i nascondigli che li rendevano bersagli difficili. L’ultimo rimasto si dà alla fuga, entrando all’interno della tenuta e minacciando con uno stiletto la gola del caporale Gaul: il cavaliere di Malvar non è ancora morto e può ancora essere salvato…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *