EMNOTORK – “Novum Solidatium” – Sessione 1 – 06/10/2023

Chiacchiera del Vicolo

Paolo S. è Shana Rowdy

Emanuele G. è Dao Long

Edoardo C. è Zhul Tak’to

Nicholas A. è Fusakia

Svegliatisi alle prime luci dell’alba, i viaggiatori radunano le proprie cose e partono per quell’ultima mezza giornata di viaggio che li separa da Synistas al fine di trovare riparo, un lavoro che possa riempire loro le tasche ed una comunità meno razzista rispetto a quella che li ha fatti riunire.

Giunti alle porte della Seta ed incontrato un piccolo randagio, subito rinominato Loppy da Shana, viene detto loro che non hanno neanche l’odore giusto per entrare in quella parte della città, figurarsi poi i vestiti, il portamento od anche solo la faccia. Mandati a Zanna Diamante, zona più eterogenea rispetto al quartiere nobiliare, i viaggiatori si perdono tra le mille e più bancarelle tra spuntini, bigiotteria ed altro, prima di iniziare a cercare informazioni per qualche lavoretto. Indirizzati verso il “Pugno di Jess”, lestamente, si mettono in cammino verso quella direzione, sempre più affascinati dalla “Città che non dorme mai”.

Arrivati al Pugno di Jess, incontrano uno dei tanti locandieri che fanno affari e vivono all’ombra del gigantesco bazar, il quale, lesto come un ratto, porta i forestieri al proprio stabilimento e serve loro da mangiare. L’attenzione di tutti viene attirata da un gigantesco umano molto, molto grasso, gonfio come un otre e quasi inabile al movimento, intento a strafocarsi in maniera animalesca di tutto il cibo che gli viene portato. Fatta qualche domanda, il gruppo scopre che quell’uomo è lì seduto da tra giorni e due notti e che perde sempre più, mano a mano che continua a mangiare, la consapevolezza di se stesso e dello spazio a lui circostante oltre al lume della ragione.

Convinto l’oste a tagliare i rifornimenti all’uomo al fine di sapere cosa sarebbe successo in caso la fame non venisse soddisfatta, il gruppo si ritrova invischiato in un combattimento contro una bestia di natura assolutamente aliena. Il grasso e rigonfio uomo, una volta fatto cadere e stimolato troppo tra tocchi e leggeri colpi di bastone, cambia forma; la pelle diventa verde come le muffe più vecchie o le paludi più recluse, gli occhi, tramutati in globi gialli, spaccano le orbite e ne fuoriescono seguiti da un terzo, le vesti si squarciano rivelando un’informe massa gelatinosa formata quasi interamente da una bocca stracolma di denti uncinati. Dopo qualche incantesimo, colpi di bastone e calci, colpi d’ascia e vomito acido spruzzato dalla creatura su Shana e Fusakia, provocando danni tremendi, l’abominio viene magicamente spinto a divorarsi da solo, strappandosi brandelli di carne, se così definibili, fino alla morte.

I viaggiatori non hanno neanche il tempo per rifiatare che, subito, dalla creatura, la quale si sta velocemente trasformando in icore nero, emergono due grossi vermi dal corpo ricoperto di uncini e dalle bocche a più articolazioni. Questi grossi vermi provano subito a fuggire mordendo nel legno al fine di ottenere una via di fuga, ma, tramite l’uso di incantesimi e forza bruta, il gruppo appena giunto in città riesce ad eliminare i due incubi striscianti ed a raccoglierne l’icore nero nel quale, anch’essi, si stanno trasformando. Chi stanco, chi ferito e chi ricoperto da tanto acido da avere carne viva ed addominali all’aria, letteralmente, i viaggiatori decidono di prendere una pausa prima di tentare di comprendere cosa è successo.

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