La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da
Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
Matteo S., nel ruolo di Volpe Grigia, l’ex sicario dal ritrovato onore
-Spiegati i risultati ottenuti nelle proprie indagini sulle morti delle due elfe lunari, il colloquio con le Fasi porterà al gruppo molteplici rivelazioni e conclusioni. Le Stelle di Cenere, che sembrano essere gli esecutori della morte di Raksha inscenata come suicidio, in origine erano una confraternita di forgiatori del clan dell’Acciaio creata 200 anni fa ca. Pare che molte notizie dell’accaduto nei secoli furono insabbiate dal Clan per proteggere la sua futura reputazione, ma pare che le Stelle avessero osato mescolare Manhur attivi nel metallo di alcune lame, generando qualcosa di terribile. Sottoponendo a Tewen il disegno della visione avuta da lei, assieme agli appunti dei minatori del gypsum e alle frasi profetiche legate alle due ragazze morte, entrambi giungono alla conclusione che i molti corpi sepolti insieme nelle miniere possano aver generato una crescita anomala dei Manhur, unitisi troppo presto, fino a dare vita alle zecche cristalline prima e poi al titano da loro affrontato. E’ dunque chiaro che qualcuno, forse Astro Nero stesso, capo della gilda, o chiunque altro si avvalga della collaborazione delle Stelle, voglia impedire alle Fasi di venire a conoscenza dell’oracolo completo, o quantomeno gli abbia impedito di intervenire tempestivamente per ottenerne un vantaggio. Il risveglio di tali creature potrebbe significare la rovina del loro popolo. Tuttavia, forse una speranza potrebbe essere rappresentata proprio da Tewen: non solo è in grado di controllare il leone cristallino di manhur, ma persino il titano rifiutò di assorbirla. Aram il Crescente crede che ciò sia per via della sua natura ibrida di mezzelfa lunare: dai mezzelfi non nascono manhur, e dunque non la vedono come qualcosa di cui nutrirsi, tuttavia, al tempo stesso parte della natura di queste creature generate dai lunari ha qualcosa in comune con la parte elfica dei mezzelfi.
-Con grande sgomento, scoprono che gli attacchi delle Stelle su Tewen hanno peggiorato l’avvelenamento innescato dalla prima blanda dose di radice di turchelide. Se non prenderà presto l’antidoto, la seconda dose, corrodendo la trama in lei ed il suo spirito, la priverà della magia e della personalità. Le ricerche delle Fasi e del Mastro Speziale Jahved, hanno portato a stilare la ricetta tramite informazioni comparate, ma se alcuni ingredienti sono locali, altri, di natura mistica o magica, sono sconosciuti anche a loro e forse esterni alla città. L’antidoto salverebbe Tewen e metterebbe al sicuro gli elfi lunari dagli attacchi delle Stelle. Ognuno cerca di capire qualcosa di più su ogni ingrediente, riservandosi una futura ricerca collettiva in biblioteca.
-Volpe rivede Nasim che oltre a ricompensarlo, gli chiede di continuare ad informarlo quando prenderanno la Stella con l’arma a fionda probabilmente esecutore dell’omicidio della figlia, e dopo la lauta ricompensa promessa, consiglia a Volpe di fidarsi delle Fasi, poiché la loro posizione gli impedisce di nuocere ad altri loro simili se non per proteggerli. Volpe viene così ammesso a Palazzo, apprendendo da Plenilunio che le piastrine nuove delle Stelle non solo gli consentono di vedere oltre ogni camuffamento magico o illusione, ma potenziano anche i loro doni arcani innati, come quelli tipici del suo Clan, quello del Piombo. Poi, Plenilunio parla con Tewen del rituale, ancor più impellente per aiutarla nelle future imprese: prima sarà necessario con la luna nuova sopprimere la sorgente caotica, e poi uno o due giorni dopo decidere se Tewen preferisca prevedere o prevenire tali effetti aleatori. Ma per i rituali, avere degli assistenti legati a lei emotivamente sarà fondamentale.
-Mentre seguono Taraneh la Plenilunio per il rituale, Nabil la Calante rivela a Glim che la Voce di Tarja dea minore del deserto, affidò l’artiglio a Manhurit poiché dalle sue falde acquifere e dal benestare della città, dipende la vita delle oasi nel deserto. Dunque pur essendo vero che gli artigli potranno aiutare il deserto a riprendersi inizialmente, se Manhurit dovesse cadere, il ciclo della vita desertica prima o poi si interromperà.