La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da
Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
-Pagato il conto oneroso, il gruppo si divide. Bruce decide di ritornare alla Torre dei Nastri Danzanti e origliare su cosa accada nella stanza di allenamento: pare che il servitore chieda a Mashir, date le prove trovate, di restare nella Torre in attesa di altre direttive. L’elfo sembra ascoltarlo. Bohr e il Guardiano Ametista incontrano la Fase Crescente, Aram: visto che alcuni elfi che avevano scortato in città il gruppo, feriti con schegge di Manhur, avevano avuto una strana visione (la stessa avuta precedentemente da Tewen), lui è convinto si tratti di un oracolo, la più alta ed importante delle premonizioni. Esso si compone di immagini, frasi, suoni e può essere condiviso nelle sue varie parti da uno o più elfi lunari diversi. Gli oracoli di solito segnano grandi cambiamenti per il popolo lunare. E vuole sapere per primo se il gruppo dovesse trovare indizi simili a profezie per avere il tempo di mettere insieme i pezzi e sottoporlo alle altre Fasi dopo averci riflettuto. Bohr acconsente e chiede accesso alla Biblioteca del Palazzo, un luogo labirintico custodito da uno strano spettro, Nadir. Trovato un tomo specialistico su usi e scopi dei Manhur, legge che nessuno sa per certo se siano arrivati prima i cristalli o gli elfi nel luogo dove sorge ora la città, e che se l’attuale forma più evoluta dei cristalli è la Rete, non si può escludere che ve ne sia una ulteriore.
-Il resto del gruppo si reca nella scintillante e tetra dimora dei Calantari, la famiglia di Raksha. Il padre è rimasto il solo membro della famiglia ora, perdendo l’ambiziosa e talentuosa figlia. Chiese lui stesso a lei di avvicinarsi a Daari per ottenere soffiate sulle voci di Palazzo in cui lui lavorava. È determinato ad offrire un’enorme somma al gruppo per avere l’esclusiva sul sapere chi siano i responsabili della morte della figlia (non crede minimamente all’ipotesi del suicidio), volendosi vendicare su di essi. Il gruppo lascia l’offerta in sospeso, ma analizzando il balcone visibile dalla Torre, notano che alcune piante sono ammaccate, che la dimora è protetta da un alone anti-magia (che però potrebbe non funzionare su capacità sovrannaturali innate) e che Roxane, la cameriera, il giorno della sua morte aveva visto un’ombra scomparire sul balcone, scambiandola per una premonizione sulla morte di Raksha.