Chiacchiera del vicolo – Sessione 36
I Guardiani di Vita
Fabio Sais è Kham Dragoon, il cavaliere celeste
Gabriele Rosi è Giselle Albalucente, la danza letale
Alessandro Evangelisti è Thok Mutorik, la mela che non cadde lontana
Nicolò Marcolini è Arannis, la vendetta iraconda
Federico Righi è Baral Swimbledorf, l’avido mago
Marco Guidi è Trevor da Scacciapaglia, lo sposo del furore
- I guardiani conferiscono con la marchesa. Baral riceve informazioni sul destino del suo maestro e la promessa di una futura collaborazione: la Marchesa gli rivela che il suo maestro era stato originariamente allievo di Sir Oswald, il cavaliere delle stelle, ma a causa di divergenze tra i due gli altri allieve di Sir Owsald, ovvero le ombre che Baral vide il giorno della morte del suo mentore, decisero di eliminare l’allievo “indegno”. La marchesa gli comunica dunque anche il suo interesse ad una futura collaborazione, a suo dire infatti Samadra è governata da incompetenti ignari perfino del suolo dove sorge la loro stessa città, per qualche ragione Samadra è infatti impervia ad influenze esterne compresa quella della Marchesa. La donna è convinta che Samadra nasconda un segreto che merità tutta la sua attenzione, ma proprio a causa di questa arcana proprietà della città ha bisogno di qualcuno dall’interno che agisca nel suo interesse. Giselle riceve dalla Marchesa la chiave per le stanza di Abelard, il numismatico al suo servizio. La marchesa l’avverte di non lasciarsi fuorviare dalla dottrina di Vità, la corruzione più grave non è quella del suo avversario ma di un male antico proveniente da un altro mondo che minaccia non di riplasmare la foresta ma piuttosto di distruggerla. Thok riceve informazioni sulla natura dello strane minerale ereditato dalla sua famiglia, questo non è una semplice pietra, ma un essere vivente indipendente e al tempo stesso una parte di un tutto. Forgiarlo è possibile ma non con i mezzi di un fabbro comune, il materiale viene da un mondo lontano dalla foresta, da un ferita mai rimarginata e che minaccia di riaprirsi. Kham, che a quanto pare aveva già incontrato la marchesa da piccolo durante un ricevimento della famiglia Dragoon, riceve un avvertimnto sull’anello appartenente alla piccola salma trafugata dalla tomba dei Serpesole: su di esso grava pesante come una maledizione tutto il rancore e la rabbia, se il proprietario e l’anello dovessero mai essere riuniti sul portatore si scatenerebbe una vendetta cieca, questa non è trama e neppure una antica maledizione ma solo la realtà dei sentimenti del cuore dei mortali. Trevor si vede restituito lo spirito di Furore rimasta imprigionata nella collana della Marchesa come misura cautelare insieme alla statua in oro massiccio raffigurante sua moglie come gesto di scusa per il fraintendimento e l’incidente del ballo di gale.
- Presso il numismatico Abelard, maestro del mercante Drevin, l’antica moneta viene risvegliata ed acquista la sua forma originaria. Inoltre, grazie ad una potente divinazione, i guardiani riescono ad osservare una scena che si sta svolgendo in quel momento ma lontano. Cynthia, la compagna di Giselle, è stata catturata dagli uomini sotto il controllo delle Tre Stagioni, ed è tenuta prigioniera in una struttura precedentemente di proprietà dell’occhio sempiterno. L’Elfa viene torturata da Cassius, che lei stessa conosce come uno dei servitori del Cavaliere Nero ma che sembra essere stato assoldato dalle Tre Stagioni per ottenere da lei la posizione di un Tel-Avel, una sorta di portale che nella lingua degli elfi della foresta si traduce alla buona con la parola Worth, una tipologia di portale con il quale condivide molte caratteristiche. Cynthia rivela di essere stata catturata da un gruppo di Drow diretti verso sud e consegnata dietro compenso alle Tre Stagioni. Al momento della cattura l’Elfa stava scortando una giovane ragazza albina che a detta dell’Arcidruido poteva essere una incarnazione di Vita, la ragazza ora si trova ancora prigioniera dei Drow. I guardiani contano di rintracciare l’Elfa attraverso una moneta nascosta nel suo stivale.
- Thock e Trevor ricevono in affidamento come allievi e scudieri Passo Rotto e Alexander per mano di Sir Barristan che si trova costretto a declinare l’offerta dei due giovani poiché altri affari lo attendono e non può permettersi di coinvolgerli. In cambio di informazioni sulla città e sulla marchesa Sir Barristan chiede a Kham la metà restante della lettera: ha intenzione di rintracciare il corpo del suo compagno, dargli degna sepoltura, vendicare la sua morte e se possibile ultimare ciò che lui aveva iniziato. In cambio Kham viene a sapere da lui e da Bettola che la marchesa appartiene probabilmente al culto del Re che canta, un culto basato sulla venerazione dell’ambizione personale e di una misteriosa entità che si fa promotrice dei desideri mortali come mezzo per la liberazione da ogni servitù, inclusa la fede negli dèi. La marchesa sembra aver raggiunto i gradi più alti della gerarchia e nonostante questo, a detta di Bettola, se non riesce ad esercitare la sua influenza sulla città deve essere a causa del potere della terra dove essa sorge. Bettola non si sbottona ma i guardiani capiscono che conosce il luogo meglio di quanto non voglia dare a vedere ed è stranamente rispettato da tutti, soprattutto nel mondo criminale e negli strati sociali meno abbienti, nonostante l’umile portamento.
- Thock viene scortato da Bettola alla ricerca del poveruomo recante sulla pelle il marchio a fuoco corrispondente al simbolo sull’anello ereditato dal nano. Tra tentativi di proselitismo e opere di carità portate avanti da Thock in nome del dio del Cedro incontrano finalmente l’uomo in questione. Zest, un umano distrutto dal consumo di sostanze stupefacenti e dalla malnutrizione che vive in povertà in uno dei quartieri più sfortunati di Samadra. L’uomo è chiaramente instabile e capace a mala pena di pensiero logico ma è ricorda ancora la sua storia e quella del suo tatuaggio. E’ disposto a raccontare dell’simbolo, di sua madre che lo ha impresso su di lui e della pietra di Thock che ha già visto in passato… tutto ciò che chiede è qualche dose di una sostanza di cui non può proprio fare a meno, la Meraviglia.