Mi hanno infilato in una tasca avida, ma stavolta non è quella di un tombarolo, spero. Ho ancora sonno, sono un Re eppure mi sento così piccolo qui dentro. Sento delle voci lì fuori. Parlano di un viaggio, parlano di Vita. Vita… non sarà mica lo spirito della foresta? Conosco quel posto, tante delle mie figlie minori vengono scambiate lì, a Samadra. La Marchesa Bussoi ne porta tante di loro con sé, nella borsa, santa donna! Il sapiente Abelard sussurra a tante di loro ogni giorno, pio uomo! Le voci parlano di un artefatto, che appartenga a Vita? Date ascolto a un vecchio Re giovani e curiosi avventurieri, tutto ciò che viene da mani mortali è fatto solo per dominare e distruggere, che siano armi, artefatti o promesse. Ho sonno.
…
Ora mi hanno tirato fuori e posso finalmente vederli, tutti i loro. In una immensa diligenza degna di me, in viaggio verso Samadra e verso le mie figlie. Mi circondano nobili guerrieri e i loro servi, viscidi mercanti e i loro schiavi, ambiziosi maghi, tagliagole e stravaganti menestrelli. Parlano del gelo, del loro futuro e intanto provano a completare il rituale che dovrebbe ridestarmi completamente.
Ci siamo fermati, intravedo un immenso albero ora divenuto patibolo di povere anime la cui unica colpa è stata servire il loro signore fino alla fine. Sui loro abiti il marchio degli assassini, i soldati al servizio degli ammantati, agenti scelti direttamente dal Principe Nero, che in battaglia scendono al grido del “fatidico giorno”. Nella diligenza prevale la bontà d’animo e la civiltà, così i valorosi soldati vengono arsi e congedati ad un mondo migliore, forse meno crudele di questo.
Il secondo atto di magnanimità non tarda ad arrivare, il successivo giorno di viaggio un viandante ad un passo dalla morte viene salvato dal gelo e dalla strada. Al caldo e saziata, la sua bocca si apre di nuovo alla parola, è Vulpa il Saltellante che racconta come la regione sia sotto la tutela del Barone La Croix, un tempo suo mecenate, ma narra anche di come dall’arrivo dell’ammantanto presso la corte tutto sia cambiato: il baronato invaso da soldati stranieri alla costante ricerca di qualcosa di ignoto, il barone stesso sempre più spesso lontano da palazzo e distante dai suoi doveri. Senza la sua accorta guida la regione è caduta vittima di fame, gelo, anarchia e brigantaggio.
La fame, già. E’ il terzo giorno e la pioggia batte forte. Nessuno se non il menestrello, che credo proprio si chiami Nix, si è accorto del fiume ghiacciato poco più avanti. Tempestivo lui balza e insieme a Fergus il contrabbandiere riescono ad evitare il peggio. Ormai la diligenza è incastrata, le ruote posteriori sprofondano nel sottile ghiaccio, la condizione perfetta, e voluta, per un’imboscata. Loro sono padri, madri e ragazzi, ma oggi sono anche briganti piegati dal freddo e determinati a dare la vita per un po’ di legna. Tempi bui corrono.
IN META
Federico nel ruolo di Baral Swimbledorf, l’ambizioso mago
Luca nel ruolo di Sendrow Rawsmoke, il tenebroso cacciatore
Enea nel ruolo di Nix, l’impavido bardo
Fabio nel ruolo di Kham Dragoon, l’onorvole paladino
Marco nel ruolo di Verja, la prudente elfa
Gabriele nel ruolo di Giselle Albalucente, la maga dall’affilato giudizio
- Dando l’ultimo saluto ad un Salazar in fin di vita, attraverso Sam scoprite che il costo da pagare per coloro che vogliono incanalare il potere di vita a pieno è altissimo; la ragazza per salvare l’amato nonno dall’abbraccio della morte compie qualcosa di proibito.
- L’astuto Drevin si rivela per voi un utile alleato; lunghe trattative, il vostro sudato oro e la sua vasta influenza vi procurano i mezzi per affrontare un viaggio nel grande gelo e un’antica moneta. Il mercante vi rivela che a Samadra, il suo maestro, tale Abelard, è un potente numismatico in grado di fornire risposte sulla natura degli artefatti e che la moneta in vostro possesso è la vostra raccomandazione per essere ricevuti da lui.
- Incontrate i vostri futuri compagni di viaggio. Fergus guiderà la diligenza, la sua abilità come contrabbandiera assicurerà l’arrivo del carico. Il Signor Munitz, dei Munitz&Munitz potrebbe rivelarsi un utile amico una volta a Samadra, se saprete sopportare la sua totale assenza di fibra morale. Sir Michael Todor III, un giovane cavaliere errante; essi sono gli unici abbastanza impavidi da affrontare da soli la foresta di vita ed esperti da fornirvi informazioni dettagliate su cosa vi aspetta al suo interno. Peccato Sir Todor non sia solo un giovane incosciente che non conosce il colore del sangue.
- Iniziate il vostro viaggio. Il primo giorno recuperate da un albero e date degna sepoltura ad un gruppo di soldati del signore locale venendo a conoscenza che i soldati del Principe Nero hanno attraversato queste terre. Il secondo giorno salvate dal gelo Vulpa il bardo che vi narra la del nefasto destino del baronato in cui vi trovate, una terra disertata dal suo signore da quando un cavaliere ammantato si è presentato alla sua corte. Il terzo giorno la diligenza rischia di affondare durante l’attraversamento di un fiume ghiacciato. E’ un imboscata da parte di alcuni locali, disperati per un po’ di legna e cibo.