“È incredibile come sia riuscito ad ucirne. Ho creduto in Keresya e ora sono qui, non mi importa di questo cristallo piantato nel petto.”
Arcadio Ultormali.
Bastardi Galantuomini, un gruppo formato da:
Alessandro D. nei panni di Adran Amakiir, Mezz’elfo Stregone;
Gianluca I. nei panni di Zorak l’Eloquente, Elfo Drow Stregone/Warlock.
Benedetta D. nei panni di Kaya, Corna d’Ariete, Tiefling Paladina.
Gianmarco C. nei panni di Templagon Xemilith, Goliath Barbaro/Guerriero
Ivan L.V. nei panni di Arcadio Ultormali, Umano Paladino/Warlock;
Arcadio si risveglia all’interno di un’enorme sala fatta di pareti violacee che riflettono la sua immagine da ogni prospettiva. Deciso a ritornare dai suoi compagni, tenta di spaccare le pareti della sala ma senza successo. Dall’esterno, sente la voce di ser Mortymer, che gli spiega la situazione: la sua anima si trova all’interno del cristallo e i suoi compagni stanno cercando un modo per liberarlo. Ma Arcadio ha altri piani e vuole uscire dal cristallo per raggiungere in fretta i suoi compagni. Con tutte le proprie forze, spacca le pareti violacee dell’interno del cristallo. La sala in cui si trova inizia a vorticare e a riempirsi di luce, finché l’ultimo colpo non distrugge completamente tutte le pareti. Arcadio ritorna in vita alla Carpa di Mare, ma nel petto ha piantato lo stesso cristallo da cui ha provato ad uscire.
Tra le Gorathas, nella gola in cui hanno combattuto i goblin razziatori, il gruppo ed Alysson, tentano di capire che cosa abbia sollevato così tanto sospetto nella loro amica strega. Scoprono al centro della vallata un’enorme fonte di magia sotterrata sotto la neve che sta letteralmente bollendo e provoca dei problemi all’ambiente circostante, sottraendolo dalle normali leggi della natura. Adran, cercando di capirne di più, nota che qualcosa dall’interno di una grotta lì vicino sta assorbendo la magia e che se ne sta appropriando con forza crescente.
Nel frattempo, a Synistas, Arcadio si dirige verso la foresta di Khaddag, sotto le direttive di ser Mortymer. Riesce a trovare Ailmar, il quale lo avverte che i suoi compagni sono andati verso le Gorathas proprio poche ore fa. Vedendolo in difficoltà, il druido gli apre una scorciatoia per raggiungere gli altri. Dopo averlo ringraziato, Arcadio raggiunge gli altri tra le montagne, i quali notano che nel petto ha il cristallo che lo teneva prigioniero. Arcadio spiega loro che da quando ha quel cristallo nel petto, le cure su di lui non funzionano come dovrebbero.
Dopo avergli spiegato la situazione, Templagon abbraccia con forza il suo compagno che credeva morto e dopo che Kaya si è assicurata della messa in sicurezza di Barnabeus al di fuori della grotta, decidono tutti insieme di entrarvici. Addentrandosi nelle sue profondità, trovano in una camera sotterranea lo stesso Barnabeus con un portale alle sue spalle appena aperto. Il mago tenta di convincerli che il portale porta verso un posto migliore, ma Zorak sospetta fortemente che non possa assolutamente trattarsi della stessa persona. In un baleno, un tentacolo fuoriesce dalla schiena del vecchio e si avvinghia alla testa di Templagon, tentando di risucchiarne il cervello…