Luca P. nel ruolo di Gail Lupo Rosso
Alessandro S. nel ruolo di Gaele Lamanera
Davide P. nel ruolo di Taker ,Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Isayra
Francesco C. nel ruolo di Varuna
Michele G. nel ruolo di Amar Lir Ein
Il gruppo di avventurieri giunge a Verdancia, trovandosi dinanzi a uno spettacolo che cela enigmi antichi e profondi. All’ingresso del villaggio, tra le prime cose che catturano lo sguardo, vi sono una statua dissotterrata di un elfo, simile a quelle incontrate sul promontorio, un circolo runico di pietra infranto e un maestoso albero al centro. L’aria è densa di magia e mistero.
Il primo abitante che incontrano è Lufaren Lucesalici, un giovane firbolg dalla mente annebbiata dall’ingestione di bacche fermentate. Poco dopo, si imbattono in Naencan, un anziano del villaggio che rivela loro una triste notizia: Elara, la druida che avevano cercato, è morta, e il villaggio è immerso nel lutto. Se vogliono saperne di più, Naencan consiglia di rivolgersi ai Quercifoglia.
Dirigendosi verso il grande albero che domina il centro di Verdancia, il gruppo incontra un imponente firbolg adulto che vigila sul luogo. Mostrando la lettera di Elara, contenente la richiesta d’aiuto, vengono invitati a scendere una scala a chiocciola che li conduce alla base dell’albero. Qui, in una vasta sala adibita a studio, tavoli e scaffali traboccano di libri e materiali naturali. Una giovane firbolg, di nome Nymeria, li accoglie calorosamente, presentandosi come la nipote di “Zia Elara”.
Nymeria li introduce ad Aelar Quercifoglia, l’attuale capo famiglia e fratello di Elara. Aelar apprende che Elara aveva cercato, attraverso la lettera, aiuto per placare il golem e aveva promesso le pergamene con le indicazioni per costruirlo. Dice che purtroppo il suo corpo è stato ritrovato dalla famiglia Rocciamuschio, ma che indosso non aveva nulla ed è stato riportato al villaggio in pessime condizioni. Spiega inoltre sommariamente le tradizioni del villaggio e le sue quattro famiglie: Quercifoglia, Rocciamuschio, Lucesalici e Selceblu, ognuna con un compito e con tradizioni molto differenti. Verdancia ha un unico arcidruido che viene eletto tra le quattro famiglie. Elara Quercifoglia lo è stata per molto tempo prima di morire e attualmente il villaggio si prepara per le elezioni del nuovo druido. I Selceblu, la famiglia più antica, sono da sempre stati fuori dalle elezioni, ma sembra che questa volta, la loro giovane matriarca Thara sia interessata. La capacità dei Selceblu è di poter parlare con “gli elfi di pietra”, questi enormi macigni dal volto elfico che sembrano avere proprietà magiche ed essere stati una razza antica delle foreste circostanti. I Lucesalici, invece, da sempre famiglia legata ai Quercifoglia, hanno candidato Naencan, l’anziano. I Lucesalici, spiega Aelar, sono coloro che vegliano sul fuoco degli avi, un particolare fuoco dove una volta deceduti, i membri di Verdancia vengono arsi. Finché il fuoco rimane acceso, i Lucesalici potranno comunicare con i defunti. Nonostante sia Naencan ad essere candidato, la capofamiglia dei Lucesalici è Thalindra, migliore amica di Elara. L’ultima famiglia, invece, sono i Rocciamuschio, giovani e senza anziani, che hanno ritrovato il corpo. Essendo così giovani, sono molto irrequieti e poco inclini a condividere conoscenza. Sono però loro ad esplorare i territori circostanti. L’anziano Quercifoglia spiega che solo convincendoli con qualche regalo potrebbero condividere il luogo dove hanno ritrovato il corpo di Elara.
Il gruppo decide quindi di dare un’occhiata al rifugio di Elara. Gaele, grazie alle sue conoscenze arcane, chiede a Nymeria di mostrargli qualche studio di Elara sulle rune. La ragazzina porta il mago ad un banco dove una femmina firbolg, che Nymeria chiama “mamma”, è intenta a studiare. La “mamma” si presenta come Tryscine e spiega che per lei sono del tutto sconosciute le rune. Durante la conversazione, però, emerge grazie a Nymeria, che si dimostra insistente ma molto utile, che Elara ha bruciato delle lettere nel camino. Nymeria ritiene che queste lettere siano collegate alla sua morte. Gli stralci di lettera parlano del golem, di un antico mago di nome Shelleyan Asimovian e sono firmate con il simbolo della doppia F (Fitz Finkelstein). Appreso questo dettaglio, gli eroi decidono di andare da Thalindra Lucesalici cercando di convincerla ad intercedere con la fiamma degli avi per poter parlare con lo spirito di Elara.
Thalindra si presenta come una grossa firbolg corpulenta ma totalmente cieca. Invita il gruppo ad entrare nella caratteristica dimora dei Lucesalici, una capanna aperta dalla quale pendono dal soffitto fronde di salici bianchi, appese per decorare e profumare l’ambiente. Thalindra si dimostra molto rammaricata, così come Naencan. La prima, grande amica di Elara, le rimprovera la sua ossessione per il golem; il secondo, candidato ad arcidruido, ammette di ambire alla carica solo per poter entrare in connessione con Cuoreverde, il grande albero al centro di Verdancia, perché anche Elara vi era in connessione ed essendo lui innamorato della druida, quello sarebbe l’ultimo grande gesto per non perderla. Il gruppo quindi convince Thalindra ad evocare lo spirito di Elara dal fuoco, al quale avrebbero potuto porgere cinque domande. Elara viene evocata e le cinque domande elargite: la prima domanda è “Avevi le pergamene di cui parlavi nella lettera con te al momento della morte?” La risposta è sì, con preoccupazione. “È stato il golem ad ucciderti?” La risposta è un no malinconico. “Dovevi incontrare qualcuno quando sei morta?” La risposta è sì, con paura. “È stato Fitz Finkelstein il responsabile della tua morte?” La risposta è sì, ma con incertezza. “È stato un costrutto ad ucciderti?” La risposta è uno spaventato sì.
Thalindra, finito il contatto, invita il gruppo a visitare i Selceblu, poiché essi avrebbero potuto intercedere con i Rocciamuschio per capire dove Elara è stata realmente uccisa. Il gruppo quindi decide di dividersi: Gaele e Amar decidono di andare dai Selceblu, Gàil di approcciarsi ai Rocciamuschio e Taker di indagare di nuovo nel covo di Elara. Ad accogliere i due elfi Gaele ed Amar ci sono i giovani Lyra e Theren Selceblu, la prima muta e il secondo poco verbale. Fanno capire che per entrare nella loro dimora avrebbero dovuto disarmarsi. Una volta dentro, due firbolg adulti li accolgono con un sorriso: Falkor Selceblu, adulto maschio firbolg dalle possenti fattezze e Thara Selceblu dal volto scaltro. Gaele e Amar parlano con schiettezza, chiedendo un’intercessione verso i Rocciamuschio. Gaele approfitta dell’ospitalità consumando una zuppa nel frattempo. Thara concede la sua intercessione, dichiarandosi contenta che qualcuno sia sulle tracce del golem e sarebbe molto lieta che il costrutto venisse distrutto. La matriarca dei Selceblu lascia intendere che quelle strane rocce che loro chiamano “elfi della roccia” non amino molto il golem. I due elfi apprendono questo desiderio e assecondano le parole di Thara, comprendendo che dietro all’apparente giovialità del popolo di Verdancia c’è dell’amaro che scorre tra le quattro famiglie.
Nel frattempo, Gàil inizia ad avvicinarsi ai giovani Rocciamuschio, posando giochi e oggetti a terra e attirando la loro attenzione. La prima ad essere attirata è la giovane Maelisa, una vivace bambina firbolg attratta dalle corna di Gàil. Vedendo la bambina piuttosto allegra nel parlare con il tiefling, si avvicina un’altra Rocciamuschio, Rurik, una ragazzina poco più grande della prima, che inizia a fare domande con un piglio scontroso Gàil si avvicina ai Rocciamuschio, attirando l’attenzione dei giovani Firbolg. La prima ad avvicinarsi è Maelisa, una vivace bambina attratta dalle corna del Tiefling. Presto, anche Rurik, una ragazzina più grande con un piglio scontroso, si unisce alla conversazione. Poco dopo, tutti i Muschioroccia circondano Gàil, dimostrando un’energia infantile ma contagiosa. Tra di loro, un giovane non ancora adulto di nome Ilydark invita Gàil nella loro dimora.
I Ilydark rivela che prima della morte di Elara, una carozza di ferro aveva attraversato le colline, segnando il territorio. Seguendo le sue tracce, avevano scoperto che il golem del villaggio aveva iniziato a scavare, portando alla luce diversi “elfi di roccia”. Ilydark accetta di accompagnare il gruppo, a condizione che il golem venga riportato al villaggio, almeno la sua testa.
Nel frattempo, Taker ritorna nell’abitazione di Elara, dove Nymeria rivela di avere una memoria fotografica delle lettere bruciate di Elara. Tra queste, emerge un invito di Fitz Finkelstein a portare il golem ad Altoscoglio, invito che Elara ha rifiutato. Fitz Finkelstein ha poi insistito per essere invitato a vedere il golem, ma Elara ha nuovamente declinato. Queste informazioni rivelano l’interesse insistente di Finkelstein per il golem di Verdancia. Il gruppo si prepara quindi a partire con i Muschioroccia per ulteriori scoperte e avventure.