Luca P. nel ruolo di Gail Lupo Rosso
Alessandro S. nel ruolo di Gaele Lamanera
Davide P. nel ruolo di Taker ,Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Isayra
Francesco C. nel ruolo di Varuna
Guidati dal gigantesco Tongo, vengono condotti all’ostello, un luogo di ristoro ma anche di segreti celati nell’ombra. Qui incontrano vari personaggi, ognuno con la propria storia e mistero: un umano corpulento, capo della carovana, afflitto da un dolore lancinante al ventre come se fosse maledetto, un uomo vanitoso che riposa su un letto, e un halfling visibilmente spaventato, tremante come una foglia in balia del vento. Accanto al capo della carovana sta un elfo dallo sguardo severo e un bambino nano con una benda sull’occhio, simbolo di storie non dette e battaglie passate.
Scoprono che un terzo membro della carovana è impegnato nella ricerca di altri cavalli, ma il capo della carovana è malato come i suoi destrieri, come se un oscuro sortilegio li avesse colpiti tutti. Decidono di investigare. I cavalli, visibilmente debilitati, sembrano sul punto di collassare, le loro forze consumate da un male invisibile. Con preoccupazione crescente, gli eroi tornano alla taverna.
In quella locanda, teatro di mille avventure, un uomo stringe una borsa e litiga furiosamente con una drow. Durante la lite, la borsa cade, rivelando spore mimiche al suo interno, simili a piccole creature fameliche. In una scena tra il drammatico e il grottesco, l’uomo tenta di salvare le spore mentre queste lo azzannano, come in una danza macabra. Nel caos, il gruppo nota che almeno quattro persone nella taverna emanano magia: una hobgoblin femmina, la nana serva, l’elfo e il bambino.
Il gruppo è costretto a intervenire per neutralizzare le spore mimiche e riportare la calma, come cavalieri che difendono la loro fortezza. Nel frattempo, un gruppo di nani – un anziano nobile in sedia a rotelle, la sua guardia del corpo pavida e una giovane serva – ha un alterco. La serva viene schiaffeggiata e gli eroi decidono di offrirle denaro per comprare la sua libertà, scatenando l’ira dei nani e del locandiere.
Seduti ai tavoli, il gruppo viene raggiunto dal bambino nano e dall’elfo. Inizia uno scambio di domande, cercando di capire se uno dei due sia Apice, mentre questi indagano sulla presenza degli eroi nella locanda. La conversazione viene improvvisamente interrotta dall’halfling dell’ostello che irrompe, gridando che il capo della carovana si è trasformato in un mostro e ha divorato l’uomo sbruffone. Prima che possano reagire, un mostro simile a quello del bosco entra nella locanda e uccide l’halfling.
La battaglia si accende come un falò in una notte senza stelle, la guardia del corpo dei nani finge coraggio ma si comporta da codardo, mentre il gruppo, insieme all’elfo, combatte e sconfigge la creatura. Finito lo scontro, una calma apparente cala sulla locanda, come una tregua fragile. Il bambino con la benda e l’elfo rivolgono la loro attenzione all’hobgoblin femmina, che risponde vagamente alle loro domande prima di essere liquidata.
Non passa molto tempo che l’hobgoblin lascia la locanda, attirando l’attenzione del gruppo. Seguendo la strana coppia, scoprono con orrore che fuori dalla taverna vi sono altri mostri come quelli del bosco, pronti all’attacco. La battaglia riprende, avvolta nella confusione e nel terrore. Chi è il nemico? Chi l’alleato? Le linee tra il bene e il male si fanno sempre più sfocate, mentre la notte inghiotte ogni certezza e il destino degli eroi resta avvolto in un manto di ombre e sangue.