Luca P. nel ruolo di Gail Lupo Rosso
Alessandro S. nel ruolo di Gaele Lamanera
Davide P. nel ruolo di Taker ,Ombra Letale
Emanuele M nel ruolo di Isayra
Francesco C. nel ruolo di Varuna
Gli eroi, carichi della gloria e del fardello delle loro recenti imprese, vengono invitati nella dimora di Devi Jala, la signora delle acque. La sua casa, scintillante come un gioiello nascosto tra le onde, accoglie gli avventurieri con una serenità fuori dal tempo. Tuttavia, questa tranquillità nasconde un senso di inquietudine. Qui, in un gesto di immensa gratitudine, Devi Jala dona loro il Guanto Magico della Fonte Sorgente, un artefatto raro e potente, capace di riportare in vita i defunti, infondendo una speranza luminosa nei cuori degli eroi, un faro nella tenebra che li avvolge.
Ma la pace è effimera come un sogno. Devi Jala li informa che l’Aspirale, la società segreta, ha nuovamente bisogno del loro aiuto. Ad Est, in una taverna chiamata “Sopra la Panca”, un’agente della Spirale di nome Apice deve prendere una carovana. Gli eroi hanno il compito di incontrare rivelare ciò che è accaduto al portale di Sunyapala , un’informazione cruciale per coloro che sono coinvolti nella battaglia contro il vuoto.
Accettando la nuova sfida, il gruppo parte all’alba, marciando con passo deciso verso la taverna. Durante il secondo giorno, si trovano a percorrere un sentiero boscoso. Lungo la strada, trovano un orso morto da cui proviene una lieve luce violacea. L’animale è vittima di una strana ferita che non sembra né animale né causata da un’arma. Mentre circospetti investigano il cadavere animale, dalle ombre della boscaglia emerge un mostro quadrupede con un grosso carapace. Inizia così una battaglia feroce dove gli eroi, con coraggio e abilità, hanno la meglio.
Esaminando così la conformazione del mostro e la ferita dell’orso, scoprono che l’essere aberrante non è che un parassita uscito dalle viscere dell’orso. Preoccupati di tale manifestazione Isayra, il druido, chiede al gruppo di cercare un villaggio per poter indagare più a fondo. Passano diverse ore di cammine ed infine sulla loro strada trovano “Legnoverde,” un piccolo agglomerato di palafitte halfling immerse nel bosco,. Dopo i primi passi è chiaro che il villaggio è in uno stato di abbandono finchè percorrendo l’unico sentiero si imbattono in un’ abitante un vecchio halfling di nome Vansin. Egli racconta loro di come il villaggio sia caduto in rovina da qualche mese, dopo l’introduzione di una droga chiamata “meraviglia” da parte di due mercanti uno alto e l’altro basso con uno strano accento. Racconta di come la droga abbia portato alla follia molti abitanti e chi non è morto ora è emigrato verso Synistas. Le sue parole sono cariche di disperazione, e un’ombra di follia brilla nei suoi occhi stanchi.
Toccati dalle parole del vecchio, gli eroi lo convincono a riunirsi alla sua gente. Non trovando ulteriori informazioni sul mostro del bosco, riprendono il loro viaggio verso la taverna. Dopo un altro giorno di viaggio, arrivano alla taverna della “Sopra la Panca”. La sala principale è popolata da individui sospetti: una capra canterina, un mezzo gigante al bancone e un vecchio fauno mezzo ubriaco che serve birre di colletto e muffa.
Non conoscendo il volto di Apice, il gruppo decide di attirare la sua attenzione con un piccolo spettacolo. Varuna, con voce possente e poetica, recita alcune poesie con riferimenti velati agli eventi recenti. Nel frattempo, Taker approccia uno degli avventori della taverna, che si dimostra sgarbato ma gli rivela che la carovana è già giunta e sta attendendo a ripartire perché i cavalli sono ammalati. Gàil e Gaele, ancora stanchi della battaglia nel bosco, si concedono un po’ di riposo e bevono, cercando conforto nell’oblio temporaneo dell’alcool.
Nonostante i loro sforzi, l’identità di Apice rimane celata, ma grazie ai canti di Varuna, il vecchio fauno lascia intendere che, oltre all’agente della Spirale, ci sono anche occhi e orecchie nemiche all’interno della taverna. La tensione cresce, e il destino degli eroi sembra sempre più avvolto nell’ombra del mistero e del pericolo imminente, mentre i muri stessi della taverna sembrano osservarli minacciosamente . La notte avanza, e con essa, l’oscurità che si annida nei cuori degli uomini.