Le Chiacchiere del Vicolo
La Compagnia delle Rune, formata da
Jacopo F., nel ruolo di Siegfried Ignatius Camaro II, il Cavaliere di Weinal
Letizia D., nel ruolo di Tallulah Greenwood, la Prescelta della Testuggine Verde
Davide C., nel ruolo di Cydrian Morvaris, il Mezzosangue Rinnegato
-Lo scontro con il basilisco ha lasciato a tutti, anche se feriti solo di striscio, una squama di pietra che provoca uno strano prurito.
– Giunti al villaggio del Clan del Sole, popolato da soli elfi alti, vengono ben accolti dal Patriarca Ziblaèr Sundivir, elfo energico ed innovatore. La lettera del patriarca del clan delle Stelle, Aglandor, lo convince sull’urgenza della questione e soprattutto del valore degli ospiti: furono loro, soprannominati “Compagnia delle Rune”, a risvegliare la primavera sovrannaturale e dissolvere gelo e corruzione nel Bosco. Incuriosito da Siegfried sulla potenza distruttiva della luce solare, tradizionalmente associata a vita e creazione, anche se simbolo principale del Clan e dell’Albero della Gloria e dell’Ingegno Sollius, Ziblaèr si dice disposto ad accogliere la loro ipotesi sulla natura manipolatrice e malvagia di Sylenis, ma richiede delle prove materiali. Recuperando la lettera del vinaio figlio delle stelle Morondir, sacrificatosi per compiere il cerchio rituale di evocazione al loro arrivo, e persino la missiva che citava la collaborazione del messo e di Tiberius, sua guardia del corpo, con il Necromante Bianco, Ziblaèr si convince della natura doppia di Sylenis ed esamina meglio l’etichetta incantata del cordiale: la sorgente di ammaliamento a cui è sottoposto chi beve il vino dell’annata della corruzione, è angelica, ma dei piccoli simboli di vincolamento dimostrano che la volontà a cui tale sorgente è assoggettata è di natura elementale. Un elementale del fuoco o della luce solare.
-Una antica fiaba del suo Clan parlava di un elementale simile che viveva sul Sole e chiamato solo “Macchia Solare”, il quale consumava il sole per usare la sua energia per essere ammirato e glorificato da chi è sulla terra, mentre il suo nemico, un angelo, la diffondeva solo altruisticamente per accrescere la vita di chi era sulla terra stessa. Se Sylenis fosse quell’elementale, capace di assumere forme affascinanti ma in realtà terrificante nel suo vero aspetto, vorrebbe dire che sta usando il potere del suo antico nemico, e che lo ha sconfitto. Escludendo la possibilità di rintracciare un essere tanto potente, Ziblaèr consiglia al gruppo di seguire piuttosto le tracce del mezzo attraverso cui aumenterebbero i suoi seguaci, ovvero ritracciare il cordiale incantato e toglierlo dal commercio, dacché un vino tanto pregiato si usa solo in rare occasioni speciali. La prima tappa di vendita è Altoscoglio, poi Velen e le sue città vassalle. Le navi sono infrequenti, dunque il deserto anche se insidioso, è la via più veloce.
-Al mercato in cerca di attrezzatura desertica da locali, Siegfried viene avvicinato da uno di essi che però, ha la voce e il sorriso del vecchio compagno Tiberius. Lo abbraccia, ma un dolore incandescente si dirama dalle squame di pietra, facendo loro perdere i sensi.