I Tatini di Titania:
Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana
Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo
Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa
Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo
Julio F., nei panni di Artos, l’Artefice Umano
-Di ritorno dalla grande impresa che ha visto la sconfitta del drago del Vuoto Thaldrassil per mano loro e di altri sessanta ed oltre avventurieri da tutta Emnotork, i Tatini fanno rapporto ai maestri Mizar e Bertrand dei Maghi dell’Aria (oltre che ad un preoccupatissimo Lyron), su quanto accaduto. Parlano di come siano giunti fino ad un semipiano, un “ponte” all’interno del quale hanno affrontato orribili esseri tentacolari, per poi giungere in una sorta di prigione aliena nella quale giaceva in trappola ed in fin di vita nientemeno che Darren il Metamorfista. Lo Spettro di Endelyn è stato sconfitto, così come Thaldrassil, ma le menti dei Tatini sembrano compromesse in maniere a dir poco inaspettate.
-Dopo aver fatto una lunga serie di congetture a seguito degli aggiornamenti degli avventurieri e dei dispacci giunti da Numasor, i maghi mettono i nostri eroi a parte di quanto sta accadendo nel lontano est. Otto laghi, nominati “gli Occhi di Thaldrassil” si sono aperti nella regione del Regno dell’Imperatore Dio Drago e in quella del Deserto di Howk. Si tratta non di laghi, ma di veri e propri portali per l’Altrove, in grado, forse, di condurre i popoli di Emnotork verso meravigliosi luoghi inseplorati o verso una fine terribile.
-Una volta riposati e riportate le proprie menti alla normalità (tranne per Kheldian, che sceglie deliberatamente di restare sotto l’influenza della traccia mentale di Titania, cosa che altera considerevolmente il suo modo di esprimersi) i nostri scoprono, durante una visita da Mara l’alchimista, che Merrik li sta cercando con una certa fretta. Ha lasciato detto che li avrebbe aspettati al tempio di Weinal. I Tatini non esitano, un compagno è in difficoltà e non si tireranno indietro. Il gruppo parte quindi verso il tempio.
-Raggiunta la sala centrale, Merrik li avverte della recente scomparsa di Melvana, la quale, dopo esser scesa nelle profondità del tempio per pregare in compagnia di un certo Padre Gustav e dei suoi accoliti, è sparita senza lasciar traccia. Il complesso sotterraneo è grande ed intricato, troppo per un solo halfling. Il gruppo prosegue quindi verso la cripta, non prima però di essersi fatti consegnare un fazzoletto appartenente alla chierica che facilita non poco le cose.
-Seguendo le tracce attraverso il dedalo antico, i nostri si ritrovano ad attraversare una pesante porta metallica, solo per trovarsi davanti la figura di Melvana, di spalle, intenta in una contrita preghiera. I nostri si avvicinano e solo all’ultimo riescono a reagire prima che la figura si deformi per acquisire la guisa di un’orribile mostro melmoide, tentacolare e mostruosamente forte: un Oblex.
-L’essere riversa possenti colpi di tentacoli e scariche psichiche sui nostri, i quali tuttavia reggono botta e nonostante la forza d’impatto della creatura, una volta scoperta la sua avversione al fuoco da parte di Artos, hanno facilmente la meglio grazie alle loro abilità congiunte. Il tempo di dare un’occhiata in giro e salta fuori una leva, che apre un passaggio nascosto in uno dei muri della stanza. Attraversato il corridoio i nostri avvertono il pericolo e sfondata la porta assistono ad uno spettacolo raccapricciante…