EMNOTORK – “Luce nel Buio”, Sessione N°40, 03/01/2024

Chiacchiera del Vicolo

I Tatini di Titania:

Julian R., nei panni di Orlius, il Chierico Nano

Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana 

Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo

Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa

Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo

-Nell’aria dell’antica sala del tempio abbandonato aleggiano rammarico, preoccupazione e malinconìa. I Tatini guardano sgomenti la compagna lontana, imprigionata nella sfera cremisi sull’isola di realtà galleggiante nel vuoto, al di là del Worth. Le parole di Gwen, cariche di sofferenza e di speranza, pesano come macigni sulla bilancia di una decisione impossibile. Parlano di quanto sia pericoloso avventurarsi oltre i Worth, di come facendolo si rischi di consegnare a ciò che giace al di là le chiavi del nostro mondo. Eppure, seppur carichi di dubbi e consapevoli della possibilità di non fare ritorno, i nostri decidono di rischiare comunque, ma con strategia. Andranno Lyron, Orlius ed Helena, mentre Titania, Echo e Kheldian resteranno a vegliare sull’ingresso, in vigile attesa. Dopo giusto il tempo necessario a fasciarsi le ferite ancora sanguinanti, i tre Tatini si avventurano oltre la soglia, scomparendo nel nulla. 

-Trascorrono lunghissimi secondi, poi minuti, poi decine di minuti, ma osservando oltre il portale, non sembra esser visibile traccia alcuna dei compagni. L’apprensione è palpabile, ma le parole di Kheldian ed il suo discorso su quanto i Tatini traggano la propria forza dall’unione vicendevole, inoppugnabile nella sua semplicità, scuote i cuori dei presenti, che a quel punto, tagliando la proverbiale testa al toro, attraversano a loro volta il Worth, una volta per tutte.

-Uno spazio senza senso è ciò che si apre davanti agli occhi dei nostri, fatto di colori mai visti, che si contraggono ed espandono in una continua commutazione cromatica. La compagnia si riunisce quindi, i loro corpi galleggiano in un doloroso vuoto astrale ed in un abbraccio vicendevole e affettuoso sanciscono di nuovo il loro vicendevole legame, illuminando per un’istante finanche la tenebra del Vuoto.

-Mossi non dalla spinta di gambe e braccia, ma da un ferreo atto di volontà, grazie alle delucidazioni di Lyron, che par essere l’unico ad aver un minimo di dimestichezza con questa realtà, probabilmente dovuta all’origine dell’entità con cui è in contatto da molto tempo, riescono a raggiungere l’isola su cui è imprigionata Gwen. Avanzando sulla superficie di materia cangiante, stremati e spossati dalla stessa natura del mondo alieno in cui sono, i Tatini raggiungono la sfera cremisi e con un lavoro di squadra non da poco, usando liane magiche, dischi fluttuanti, pergamene miracolose, oltre alla forza indomita di Titania, riescono a distruggere la sfera e liberare la compagna dalla sua prigione. In un istante, l’energia del piano turbina in un vortice eterico, la ferita nel tessuto della realtà, inflitta dal potente incantesimo lanciato da Orlius, si apre in un portale Worth ma di fronte alla nuova via d’uscita un’enorme creatura tentacolare emerge dal baratro insensato, scagliandosi violentemente sui nostri eroi.

-La battaglia è cruenta e senza esclusione di colpi. Sopraffatti dalla disperazione e dalla spossatezza fisica indotta dal contatto con il Vuoto, i nostri danno fondo ad ogni singola stilla di energia rimanente e mentre da vortici eterici emergono creature senza senso, richiamate dall’enorme essere tentacolare, la spada di Titania colpisce duro, finendo l’avversario e liberando la via di fuga.

-Devastati nello spirito e fiaccati nel corpo ma sani e salvi i Tatini riemergono dalle rovine del tempio, ora un cumulo di macerie, tossendo e starnutendo polvere. Compiaciuti dai loro successi ma troppo stanchi per festeggiare, guadagnano un tratto di strada raggiungendo un sicuro fazzoletto di bosco ed evocata la Capanna magica di Echo, cedono finalmente al riposo dei giusti. Non prima, però, di aver verificato tristemente le condizioni di Gwen che, seppur viva, par essere in un profondo stato comatoso con la mente afflitta da terribili incubi…

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