EMNOTORK – “Luce nel Buio” – Sessione N°22 – 24/07/2023

Chiacchiera del Vicolo

I nostri eroi:

Julian R., nei panni di Orlius, il Chierico Nano

Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana 

Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo

Karina C., nei panni di Helena, la Guerriera umana

Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfaCarlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo

-Nella Taverna del Salto, i Tatini stanno facendo colazione. Discutono tra loro su come affrontare le prossime prove che li aspettano, su cosa incontreranno nelle profondità dei cunicoli senza perdono, su quali assurdi piani siano in moto e sulle possibili connessioni tra l’opera dell’Oniris corrotto da Hilda, il sasso caduto dal cielo e la strana droga dagli effetti devastanti che sta circolando tra i bassifondi della città.
Durante il convivio mattiniero, un mezz’elfo in una semplice tunica verde, con in mano un nodoso bastone di legno che reca incastonato un cristallo sulla sommità, fa il suo ingresso e si dirige al tavolo. Dice di chiamarsi Kheldian e racconta ai Tatini quanto gli è successo. Parla loro dell’orribile incubo che lo attanaglia da mesi a questa parte, che pare corrispondere alle visioni avute da Gwen tempo addietro, di come abbia udito il grido di dolore del mondo e di come, una volta giunto nei pressi del Bosco della Luna Crescente, abbia incontrato Rashi, una vecchia conoscenza dei Tatini che lo ha aggiornato sui recenti accadimenti riguardanti la megera Hilda, l’Oniris corrotto e la sconfitta del male che attanagliava l’albero guida della foresta. E’ chiaro a tutti, a questo punto, quanto il mezz’elfo abbia a cuore la situazione, ed i Tatini non tardano ad aggiornarlo su quanto scoperto ed a proporgli di unirsi al loro gruppo.
Con un cenno del capo e poche, semplici parole, Kheldian accetta.

-I nostri si incamminano dunque verso la bottega di Mara l’Alchimista, la ragazza drow dalle fattezze imponenti li accoglie con sguardo torvo ed animo inquieto ed una volta entrati e chiuse le imposte, aggiorna i nostri sugli esiti delle analisi sulla droga consegnatale. Pare si tratti di un composto ottenuto da reagenti ignoti e che ci sia una corrispondenza tra alcune sostanze contenute al suo interno e l’essenza di creature provenienti dall’Altrove, che sia talmente instabile da rendere inefficace qualsiasi tentativo di replica o alterazione e che sia estremamente pericoloso. 
Preso nota di tutto e recuperata la sostanza rimanente dopo le analisi di Mara, i nostri si presentano all’appuntamento con Lura Lae’Mure, luogotenente dell’addestratrice Malice Ria, all’ingresso nord dei cunicoli senza perdono, la quale li accompagna fino all’ultimo avamposto prima di congedarsi e lasciare i Tatini, di nuovo, nel buio.

-Avanzando nell’oscurità macchiata dalle bioluminescenze fungine e cristalline sparse dappertutto, i nostri attraversano gli impervi sentieri di ciò che un tempo era l’estenzione naturale della Tela di Neikra, una rete di grotte, tunnels e passaggi sotterranei che si spingevano in lungo e in largo per tutta la regione del Regno del Ragno, fino a raggiungere luoghi lontanissimi, ora un impervio percorso fatto di cedimenti, irte pareti di roccia, strapiombi, fiumi e laghetti sotterranei.

-In una delle grotte, mentre Titania è impegnata ad assaggiare l’acqua di un fiumiciattolo sotterraneo, d’improvviso vede ergersi davanti a se’ un’enorme creatura insettoide, grande quanto un orsogufo adulto, che, emerso dall’acqua, si lancia di scatto contro la ragazza, mentre un altro esemplare della stessa specie si fa largo scavando attraverso il soffitto e precipitando dritto sui nostri eroi.
La battaglia imperversa, ma da subito Kheldian da sfoggio dei suoi incantesimi più devastanti ed i Tatini non sono da meno. In breve tempo, nonostante le loro strambe capacità, i grossi insettoni vengono sterminati dai colpi possenti di Titania ed Helena, uniti alla magia di Lyron, Kheldian ed Echo e sostenuti dai miracoli di Orlius ed al termine dello scontro, la grotta torna ad essere incorniciata di un buio silenzio.

-Recuperate monete e gemme da un forziere abbandonato, nascosco nei pressi di un mucchio di cadaveri intrappolati in una ragnatela, i nostri continuano il loro viaggio verso nord fino ad imbattersi in una scena particolare. Un muro di pietre sembra stato eretto di recente, all’entrata di quella che sembra una grotta sotterranea. A terra, un gruppo di scheletri inanimati, probabilmente appartenenti a dei minatori, giace vicino ad un carretto contenente pietre e picconi. Neanche il tempo di avvicinarsi per constatarne l’età, però, che questi ultimi paiono animarsi di un’energia nefasta ed in un lampo, liberatisi dei detriti, si gettano, affamati, verso i nostri eroi. 

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